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Lastaria, La Marcia su Bari è stata un successo. Figuraccia della Regione
 

Abbracciarli, tutti. E' stata la prima cosa che ci è venuta spontanea di fare, questa mattina, quando, in Piazza della Disfida di Barletta a Bari, abbiamo raggiunto la pattuglia di nostri concittadini che a piedi, e in condizioni proibitive, ha attraversato mezza Puglia per ricordare al potere regionale che quei tagli al Lastaria sono un atto incivile.  
Sorrisi, grandi, quelli che ci sono stati regalati dagli impavidi protagonisti di un'impresa che ha inciso, eccome, nella sicurezza e nella sfrontataggine di coloro che, nel chiuso di certe stanze, decidono quali territori privilegiare e quali lasciare quasi alla deriva. Il tam tam mediatico ha funzionato, infatti; la marcia a piedi su Bari è finita più volte nei notiziari Rai e in quelli delle principali televisioni regionali; ne hanno parlato i giornali, compresi quelli nazionali, l'Ansa ha contattato al telefono il sindaco, Pasquale Dotoli, per saperne di più sui tagli dei posti letto e sul Lastaria. 

Caldo caldo caldo, anche oggi. L'ultimo strappo per le strade di Bari, adorne di deliziose palazzine liberty, balconi e terrazzi fioriti, ha suscitato la curiosità dei baresi che, richiamati dagli altoparlanti, si sono affacciati sull'uscio delle botteghe e dei negozi, alle finestre; si sono fermati per lanciare un saluto; una signora ha accennato un applauso.
Si leggeva rispetto sui loro volti, mentre, scortati dalle moto della polizia municipale e sotto il controllo di gentili agenti della Digos, il gruppo di marciatori, a cui si sono aggiunti i concittadini arrivati in mattinata, tra cui Don Ciro Miele, parroco di Santa Maria delle Grazie, e gli inviati di alcune testate giornalistiche lucerine, esibivano il loro orgoglio di persone che non si arrendono e già pronte per altre battaglie.

In via Capruzzi, dove ha sede il Consiglio regionale, sono giunti Dotoli e i sindaci di Pietramontecorvino, Castelnuovo, San Marco La Catola, Celenza, Carlantino e Casalnuovo; le telecamere della Rai e dei network privati; avvistato anche l'assessore comunale/provinciale, Di Ianni.
La protesta ha suscitato grande clamore, al punto che Michele Emiliano, primo cittadino del capoluogo regionale, ha espresso il desiderio di incontrare gli accaldati e stanchi ospiti.

Nella sala Giunta del Comune, dopo una bicchierata di acqua fresca premurosamente servita da un'impiegata comunale, l'imponente stazza del presidente regionale del Pd, si è materializzata, pare, dopo un incontro istituzionale con l'ambasciatore delle Seychelles. Emiliano ha espresso vivo apprezzamento per l'impresa dei manifestanti, dicendo: "E' giusto, come sindaco, darvi il mio saluto, perché siete venuti nella mia città a piedi. Ed è il minimo che io possa fare". Poi, ha chiesto a Dotoli informazioni sull'ospedale e se da Lucera e dai Monti Dauni sia stata fatta pervenire alla Regione una controproposta in merito ai tagli. Emiliano, definendo la situazione molto complicata e senza lesinare una frecciatina alla ventilata realizzazione dei cinque grandi ospedali annunciata dalla Regione, ha detto che, pur non potendo interferire sulla vicenda, in veste di vice presidente nazionale dell'Anci (l'associazione dei comuni italiani) chiederà ai tecnici, per quanto possibile, di riflettere su taluni passaggi.                       

Ancora in Via Capruzzi, una delegazione del Comitato e il responsabile per Lucera dell'Idv, Vincenzo Leccese, sono stati ricevuti anche dal consigliere regionale del partito di Di Pietro, Mazza; mentre, indifferenti, o quasi, si sono mostrati altri personaggi di maggioranza e opposizione che hanno raccattato voti nel nostro territorio in occasione della tornata elettorale del 2010 che ha riconfermato Vendola presidente.
 
La protesta ha avuto come momento clou l'incatenamento davanti alla sede della Regione e l'avvio dello sciopero della fame. Nel pomeriggio inoltrato, infine, consapevoli di essere davanti a un vero muro di gomma - Vendola irreperibile e nessuno disposto ad ascoltare - il presidio è stato tolto e i manifestanti hanno fatto saggiamente ritorno a casa dalle loro famiglie, dopo quattro giorni, per il meritato riposo. E da vincitori perché, da quanto si è saputo, la partita è ancora aperta. La mobilitazione continua.  




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A Bari, la Marcia è stata accolta con rispetto e simpatia
Incatenati in Via Capruzzi
In Comune, per il saluto del sindaco, Emiliano