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Continua lo sciopero della fame. Tanta gente al Lastaria
 

Tenacia e tanto senso civico si coagulano all'ospedale Lastaria per merito di coloro che animano la protesta con il presidio e lo sciopero della fame contro il drastico ridimensionamento del nosocomio. Nella giornata di domenica 17 giugno, tanta è stata la gente che ha sentito il dovere di testimoniare vicinanza al Comitato e ai Cinque che si astengono dall'assumere cibi solidi dalle 10 di venerdì scorso. Dopo le accorate parole pronunciate dal Vescovo della diocesi Lucera-Troia durante la partecipata messa celebrata in mattinata, nelle ore seguenti sono stati organizzati comizi a Biccari e a Roseto Valfortore, centri del Preappennino dove calorosa è stata l'accoglienza della popolazione, allarmata perché i tagli al Lastaria sarebbero un colpo ulteriore alle già difficili condizioni di isolamento in cui versano i comuni più interni. A questa gente in apprensione, i manifestanti hanno chiesto di esporre un lenzuolo bianco a balconi e finestre in segno di dissenso. L'invito è stato esteso, ovviamente, anche ai cittadini di Lucera.
In serata, vista l'ora dello struscio, e dopo quelli itineranti di ieri, è stato organizzato un comizio in via Federico II, a cui è seguito un lungo corteo spontaneo che, in silenzio, ha raggiunto l'ospedale.
La protesta continua, anche con gli annunciati ricorsi attraverso le vie legali.
Lucera e Monti Dauni non si arrendono. I ras di bassa lega, vicini e lontani, professionisti dell'inciucio e del mercimonio politico, avranno qualche problemino con cui misurarsi. Vendola farebbe bene ad intervenire. 



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Folla davanti al Lastaria
Antonio Tutolo in via Federico II
Francesco Di Battista e Michele Marucci (seduto) in via Federico II