Il presidio permanente e lo sciopero della fame messi in atto dal Comitato pro Lastaria all'ospedale di Lucera un primo risultato lo avrebbero già conseguito. Si dice, infatti, che al presidente della Regione, Nichi Vendola, l'iniziativa non stia piacendo e il suo disappunto lo avrebbe addirittura manifestato direttamente al sindaco, Pasquale Dotoli, nel corso di una telefonata. Si vocifera, per la verità, anche della chiamata di un assessore regionale fatta al primo cittadino di un comune del Preappennino per pianificare un incontro tra Regione e Monti Dauni, con l'esclusione di Lucera. Per alcuni, è il tentativo di depotenziare la protesta, perché - è lecito pensarlo - a Bari (e in luoghi molto più vicini a noi), ormai, preoccupa l'eco mediatica che la vicenda sta assumendo.
Intanto, nelle prossime ore, saranno tenuti comizi di quartiere per informare la popolazione di Lucera in modo più capillare su quanto prevede la delibera regionale che ridimensiona drasticamente il Lastaria; e altre idee sarebbero quasi pronte sul piano della comunicazione.
Il vescovo della diocesi Lucera-Troia, mons. Domenico Cornacchia, celebrerà messa al Lastaria nella giornata di domenica, 17 giugno. Di seguito, il comunicato del Comitato diramato al termine della prima giornata di protesta.
Ore 24.00: quattordicesima ora di sciopero della fame. Altri amici nel corso della giornata di oggi si sono aggiunti al presidio ed allo sciopero della fame in atto presso l’ospedale “F. Lastaria” di Lucera. I partecipanti ribadiscono la volontà di continuare ad oltranza nella loro dura protesta fino a quando non ci saranno risposte da parte del presidente della Regione Nichi Vendola per una modifica sostanziale della delibera n. 1110/2012 che ha notevolmente ridimensionato il nosocomio lucerino.
Il Comitato in difesa dell’ospedale “F. Lastaria” di Lucera