Bisognerebbe pensare dopo ai regolamenti di conti; ed evitare, se possibile, strumentalizzazioni dettate da opportunismo politico, da ogni parte: le barricate per il Lastaria, che è un bene comune, vanno fatte insieme.
Questa mattina, gli amministratori hanno protestato davanti all'ingresso dell'Asl, incatenandosi simbolicamente per dare più incisività al loro gesto, che, forse, viste le insidie, è giunto un pò tardivo; anche se, a parziale scusante, ci sono state le ripetute rassicurazioni nel corso dei mesi passati da parte di Asl e Regione circa l'intenzione di non voler fare piazza pulita dell'ospedale di Lucera e del Preappennino.
Da quanto appreso, Manfrini, il direttore generale dell'Asl Foggia, ha detto, in buona sostanza, che la questione è ancora aperta e che nulla ci sarebbe di definitivo, ma si guarda costantemente a Bari, dove le decisioni, quelle vere, saranno prese tra qualche giorno. Quante volte sono state pronunciate frasi di questo tenore? La realtà dei fatti ci indica, invece, una situazione di estremo pericolo per la sopravvivenza del Lastaria in termini accettabili per un territorio ampio come quello di Lucera e Preappennino Dauno settentrionale. L'allarme è stato lanciato tante volte nel corso delle sedute del Consiglio comunale, come in quelle tenute con i sindaci dei paesi limitrofi. E, bisogna dirlo, i primi cittadini dei piccoli centri montani sono sembrati più allarmati rispetto alla classe amministrativa locale, rappresentata, nelle varie occasioni, solo da Dotoli e da pochi consiglieri comunali. Non abbiamo dimenticato quel "dov'è la città?" pronunciato da un ospite con amarezza al cospetto delle evidenti non presenze nell'aula consiliare e in qualche altra platea.
"La vita del Lastaria è a rischio perché si sente il peso politico che altre realtà della provincia possono far valere nei momenti decisivi. Parliamo di persone che hanno preso voti qui a Lucera, alle ultime regionali, di entrambi gli schieramenti", ci ha detto stamani un navigato consigliere di maggioranza. Il Lastaria, quindi, vittima del mercimonio politico di ogni colore, agnello sacrificale sull'altare della politica dei tagli alla sanità regionale, perché nessuno a Bari poteva alzare la mano per difendere gli interessi di Lucera e del Preappennino. San Severo, Manfredonia, Cerignola, roccaforti politicamente ben munite, anche con i voti dei lucerini, si tengono stretti i loro ospedali. E l'attesa, o l'agonia, continua.