E' stata finalmente varata la settima Giunta Dotoli. Tutta la squadra si è ritrovata attorno al tavolo rotondo di Palazzo Mozzagrugno, un venerdì 13 (13.04.2012). Costantino Dell'Osso alla destra di Dotoli e Fabio Valerio alla sinistra del Sindaco; la trinità voluta dai vertici provinciali del Pdl per cercare di arrivare a fine mandato senza ulteriori danni e per cominciare a stabilire punti fermi riguardo alle alleanze con le quali presentarsi, a tempo debito, al giudizio degli elettori. Lo disse Landella, il coordinatore provinciale azzurro, che la ricostruzione, tutta in stile democristiano per la verità, dell'immagine elettorale scaturita dalle urne nel 2009, con Dell'Osso ripreso a bordo, serve a consolidare la governabilità a Lucera ed è funzionale ai progetti azzurri di riposizionamento sul territorio, così come stabilito dal congresso. Il concetto è stato ribadito da Fabio Valerio, dirigente provinciale del Pdl e uomo di Morra, argine ai possibili tentativi di tracimazione di qualche scontento dall'alveo indicato da Landella. Insomma, non devono ripetersi i balletti destabilizzanti che hanno reso la vita difficile a Dotoli. E il Primo cittadino ha mostrato la mercanzia di fine mandato, medaglie che vorrebbe appuntarsi sul petto: i lavori in Piazza della Repubblica, il rifacimento di Viale Castello, l'area mercatale, un grande impulso alle politiche sociali in una città che sotto questo aspetto vive situazioni difficili e, ovviamente, il varo del Pug, il Piano urbanistico generale, il desiderio dei desideri, che potrebbe glorificarlo, visto che a Lucera se ne fa uno ogni quarant'anni. Dotoli, che mantiene la delega all'Urbanistica, ha sottolineato che il confronto con le altre forze politiche sull'importante strumento ci sarà e avverrà nei modi dovuti, secondo le regole del confronto democratico. E Dell'Osso, grande novità di questo ennesimo maquillage? L'ex senatore, vice sindaco con delega alla Cultura, Pubblica Istruzione, al Personale e al Museo, ha ascoltato le parole del Sindaco con atteggiamento a tratti quasi ieratico e, quando è giunto il suo momento, con piglio risorgimentale si è lanciato sul tema già toccato nella precedente campagna elettorale riguardo all'amore che prova per la sua città, dicendosi pronto a prendere la strada per Roma a caccia di finanziamenti, non senza riservare una stilettata a coloro che, a suo dire, nel dibattito politico lo considerano vecchio e da pensione. L'ex sottosegretario del Governo Ciampi, come certi calciatori che quando prendono la palla puntano caparbi a testa bassa l'area avversaria, finendo non di rado stesi a terra, preso dalla sua solita eloquenza alluvionale e focosa, comunque, è incorso in una gaffe, tutta caratteriale, quando ha detto "io voglio fare...", subito corretto, guardando il sindaco e abbozzando un sorriso riparatore, in "noi vogliamo fare...". Avremo una Giunta bicefala o le necessità di sopravvivenza politica (un patto per il dopo) garantiranno un periodo di tranquilla amministrazione con il conseguimento di qualche risultato? Non ci vorrà molto per capirlo. |