Il varo della nuova giunta Dotoli, ufficializzazione domani alle 17 a Palazzo Mozzagrugno, apre una fase ulteriore nella storia della coalizione uscita vincitrice dalle urne nel 2009 con una forza elettorale raramente vista negli ultimi decenni, una consistenza in termini di numeri che, tuttavia, non ha permesso una vita facile alla maggioranza a causa di personalismi, mal di pancia e quant'altro. Oggi, lo ha detto il neo-coordinatore provinciale del Pdl, il partito di maggioranza relativa, intento a cambiare pelle, si dispone sul territorio con una strategia diversa e con regole chiare ad uso e consumo soprattutto di coloro che hanno creduto di essere partito nel partito, avanzando pretese che hanno determinato, in molti casi, l'impantanamento delle amministrazioni di centrodestra e l'oscuramento dei risultati positivi, ove questi siano stati conseguiti.
Landella vuole mostrarsi uomo di polso e tenere la barra dritta sulla rotta stabilita; lo abbiamo visto monopolizzare la conferenza stampa di sabato 7 aprile nella sala giunta del Comune con piglio deciso, anche se a tratti ha cercato di dissimulare questo atteggiamento planando su toni più ecumenici. Ama la città di Lucera, il responsabile provinciale azzurro; ha detto anche per questioni sportive (ha praticato karate) e a causa di questo amore era desideroso di ricreare l'immagine elettorale del trionfo di tre anni fa; il punto da cui ripartire, riprendendo le trasmissioni, e non a segnali morse, con Costantino Dell'Osso, defenestrato da Dotoli dall'incarico di City manager, in barba all'accordo stabilito prima del voto.
Il Sindaco ha ribadito che tra lui e l'ex parlamentare c'è grande differenza sul piano caratteriale, ma ha prevalso, in questi mesi, il desiderio, prima personale e poi politico, di tentare un riavvicinamento, che oggi suona come un'ammisione di colpa per quanto successo. L'accelerata dei vertici provinciali berlusconiani, poi, ha determinato addirittura l'arruolamento di Dell'Osso e dei suoi nel Pdl e il conferimento della poltrona di vice sindaco con incorporata la delega assessorile alla Cultura e alla Pubblica Istruzione. Una vittoria per l'ex sottosegretario del governo Ciampi, ma anche per Landella, vecchio democristiano, che ha rimesso la barca del centrodestra nelle condizioni di riprendere la navigazione, pur sapendo che, come per il Titanic, il pericolo iceberg incombe sempre.
Non sappiamo quali siano i proponimenti di Dell'Osso in questo momento e cosa si sia detto con Landella.
Almeno due, comunque, sono gli elementi di curiosità che accompagnano la vita polico-amministrativa della città nella fase che sta partendo. Il primo è senz'altro il completamento dell'iter del Pug, qualcosa da lasciare ai posteri, ha detto il Primo cittadino; il secondo è capire se Landella continuerà ad incrociare dalle nostre parti per collocarsi come intercapedine nella dinamica Dotoli-Dell'Osso. Sempre che sia necessario.
I "malpensanti", però, credono di sì.