Un intervento del consigliere di minoranza, Antonio Tutolo, in risposta a Gianni Petrella, presidente del Comitato Lucera Sviluppo Lavoro, sulla vicenda Bioecoagrim.
Egregio sig. Petrella, mi vedo costretto a rispondere per iscritto, dopo che gli stessi concetti glieli ho esposti verbalmente, alle sue esternazione contenute nel comunicato diffuso agli organi di stampa ed affisso su manifesti murali.
E’ chiaro che il sottoscritto non c’entra nulla con la chiusura dell’azienda, ma è altrettanto chiaro che fa comodo cercare di addossare responsabilità a chi non le ha, per nascondere la realtà dei fatti.
Quelle che lei definisce sceneggiate napoletane mai sono state messe in atto per arrivare alla chiusura dell’azienda. Il sottoscritto ha chiesto sempre e solo di accertare chi provocasse quelle esalazioni maleodoranti. Nella speranza che era, e resta, quella di trovare la soluzione al problema. Se si rilegge i testi della petizione - e le richieste agli organi competenti - vi troverà sempre e solo questo e mai la richiesta di chiusura di qualsiasi azienda. Può e deve un amministratore sollecitato da tutti gli organi di stampa e da migliaia di cittadini chiedere la soluzione di un problema? O deve far finta di nulla?
Quello che è strano in questa vicenda non è quindi che un amministratore cerchi una soluzione a un problema, quanto che chi poneva con forza le mie stesse tesi, oggi sembrerebbe essersene dimenticato.
La mia memoria è però pari a quella di un elefante ed è egregiamente supportata anche dagli archivi informatici di tanti siti web che a differenza dei loro direttori non hanno perso i bit di memoria.
Potrei linkare centinaia di articoli che hanno avuto come protagonista la puzza e che sollecitavano le autorità competenti a intervenire. Per motivi di spazio ne allego solo quattro:
http://www.lucerabynight.it/zoom.asp?id=26230
http://www.lucerabynight.it/zoom.asp?id=25915
http://www.lucerabynight.it/zoom.asp?id=26266,
http://www.ilfrizzo.it/ambiente2009/ambiente0851.htm
In uno di questi articoli viene sollecitata la Procura della Repubblica ad intervenire, in un altro articolo si definisce Lucera una città di puzza e non d’arte, in altri ancora, si ridicolizzano le istituzioni per il mancato intervento, in un altro si fa apertamente il nome dell’azienda con tanto di maschera antigas a corollario dell’articolo.
Insomma diciamo che gli organi di informazione locale, a suo tempo, fecero il loro lavoro, informando, sollecitando ad intervenire chi di dovere, ospitando le lamentele continue di cittadini esasperati.
Poi cosa succede? Succede che cambiano quasi tutti registro, dimenticano quello che hanno scritto e cosa hanno richiesto.
Complimenti a questa stampa che spesso si diverte a criticare i trasformismi politici. Sono disgustato egregio sig. Petrella, questo è quello che provo, non soddisfazione. Chi ha innescato questo meccanismo ora addirittura cerca di scaricare responsabilità su altri. Vergogna!
E’ chiaro che molti di quelli che si definiscono giornalisti, sono peggiori di quelli che criticano.
Ma andiamo oltre, ora le porgo qualche altra domanda: Lei è davvero convinto che l’azienda sia stata sequestrata per la questione puzza? Le risulta che la Direzione Distrettuale Antimafia si occupi di puzza? O si occupa di altro? Le risulta che questo sequestro è la conclusione di un procedimento cominciato quando l’argomento puzza era ancora sconosciuto? Perché dimentichiamo volutamente che il sequestro è deciso dalla Cassazione su vecchie indagini?
Perché si fa finta di non sapere che la cassazione ha disposto il sequestro perché ha accolto la tesi della procura e della D.D.A. circa un traffico illegale di rifiuti? E’ vero? Non lo so. E’ falso? Non lo so. Non sono io a decidere, saranno i magistrati a deciderlo, quei magistrati a cui tutti ripongono fiducia a chiacchiere.
Quello che è certo sono i capi di imputazione che risultano a carico dell’azienda e che rappresentano i REALI MOTIVI che hanno portato all’ultimo sequestro avvenuto nel mese di dicembre 2011.
Li riporto integralmente, tanto per ribadire che la puzza è l’ultimo dei problemi per l’azienda dove Lei lavora:
· art. 256/1-3-4 D. Lgs 152/2006 (gestione illecita rifiuti) per aver gestito ingenti quantità di rifiuti speciali quali R.S.U. indifferenziati anche provenienti dalla regione Campania in assenza di accordo extraregionale, realizzando inoltre, su adiacente area interessata, lavori di sbancamento e discarica abusiva rifiuti, nonché per inosservanza delle prescrizioni provinciali;
· art. 137 D. Lgs 152/2006 (sanzioni penali per scarichi non autorizzati) per aver illecitamente effettuato scarico reflui rivenienti da attività di compostaggio, con valori inquinanti superiori ai prescritti limiti;
artt. 279 D. Lgs 152/2006 – 674 c.p. (emissioni non autorizzate – getto pericoloso di cose) per aver illecitamente immesso atmosfera esalazioni maleodoranti rivenienti da attività atte ad arrecare molestie a persone.
Per maggior chiarezza le riporto testualmente cosa prevede l’art.674 del codice penale, quello relativo alla puzza, che in nessun caso prevede il sequestro di una azienda Art. 674 del Codice Penale (Getto pericoloso di cose)
Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di
comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a 206 Euro.
Quindi, leggendo semplicemente quanto previsto dalle relative ipotesi di reato (leggi) chiunque può rendersi conto che le legittime proteste contro la puzza nulla hanno a che vedere con il sequestro dell’azienda.
La puzza non è stato il motivo per cui l’azienda è stata posta sotto sequestro e questo Lei, che è una persona intelligente, lo sa benissimo.
Purtroppo però questa semplice verità è stata dimenticata da un bel po’ di soggetti che oggi offrono la loro interessata solidarietà a chi si trova senza lavoro non certo per colpa mia.
Ci sarebbe da chiedersi che fine ha fatto l’assessore che decide di organizzare una marcia con tanto di manifesti e il suo collega che pubblicamente fa nome e cognome del responsabile di quei miasmi. E che dire del giornalista che per primo, nel lontano 2009, fa il nome della Bioecoagrimm? E che fine ha fatto il giornalista che si è prodigato a formare un comitato contro la puzza in una località (Centrogallo) a pochi chilometri dall’azienda?
E i Consiglieri Comunali che oggi si tirano i capelli per i posti di lavoro perduti, ma che in Consiglio Comunale giustamente evidenziavano le lamentele delle migliaia di cittadini?
E’ una sporca operazione di disinformazione da una parte, e di vigliaccheria dall’altra, null’altro. Ora tutti in silenzio, o ancora più sfacciatamente dimenticando quello che hanno fatto in precedenza, fanno finta di stracciarsi le vesti. Vergogna! E’ evidente che a qualcuno fa comodo nascondere la verità e lei è costretto a reggere il gioco. Un gioco che sicuramente non aiuta alla soluzione del problema, anzi.
Mi corre però l’obbligo di riconoscere che nella nostra città alcuni giornalisti non hanno mai dimenticato il problema, ne tanto meno quello che hanno scritto in precedenza.
Egregio sig. Petrella proviamo ad invertire i ruoli, se Lei fosse stato un amministratore di questa città e avesse letto una valutazione di impatto ambientale che testualmente recita ”...la maggiore causa di impatto ambientale che può provocare la Bioecoagrimm... in determinati periodi dell’anno, ed in certe condizioni atmosferiche, sono esalazioni maleodoranti potenzialmente tossiche”, si sarebbe preoccupato di chiedere agli organi competenti cosa succede nella città che Lei ha il dovere di amministrare, o avrebbe fatto finta di nulla?
Se sempre come amministratore avesse letto in una nota inviata dall’ARPA – e quindi dallo STATO – a decine di cittadini che ”una ripetuta e continua presenza di odori nauseabondi può influire negativamente e in modo che può divenire durevole sullo stato di salute degli individui e provocare disturbi fisici, oltre che personali e relazionali” non avrebbe chiesto agli organi preposti la soluzione del problema?
Questo è quello che il sottoscritto ha fatto, il proprio dovere di amministratore. Lo dovevo ai cittadini che mi hanno dato il loro consenso, a mio figlio ed anche ai vostri figli.
Mai avete cercato un dialogo per trovare la soluzione al problema, cercavate semplicemente di imporre lo stato dei fatti a 36000 abitanti. La puzza sotto il naso, non l’aveva il sottoscritto, l’avevano 36000 cittadini umiliati e offesi, offesi da chi ha sempre parlato di illusioni olfattive. Come dire che, secondo qualcuno, i cittadini di Lucera erano dei folli che soffrivano di allucinazioni.
In altre realtà egregio sig. Petrella ci sono state vere rivolte da parte dei cittadini, e le soluzioni sono state trovate, perché invece di negare il problema non ci si è seduti intorno ad un tavolo e si è trovata la soluzione per la pacifica convivenza. Nessuno è contro chi crea lavoro, ma il tutto deve essere compatibile con i bisogni di tutti. Non bisogna mai dimenticare che la città è di tutti.
Per concludere, se veramente Lei è convinto che sono pochi i cittadini ad avere la puzza sotto il naso, proviamo a sentirli e a vedere cosa ne pensano.
Lei ha più volte ribadito che quella è l’unica occasione di sviluppo per la città. Non è certo Lei che può decidere quale deve essere la direttrice di sviluppo di Lucera. Questo è un compito che spetta all’amministrazione comunale e ai cittadini.
O si candida alle prossime elezioni proponendo quel modello di sviluppo e se vince sarà in diritto di perseguirlo, oppure si dovrà consultare tutta la popolazione di Lucera per vedere se è d’accordo al tipo di sviluppo che Lei propone.
Ma nessuno lo può imporre. Questo deve essere chiaro!
Sono queste le regole della pacifica convivenza!
Antonio Tutolo