Consentitemi di “dire la mia” sulla questione dei così detti “ASSEGNI DI CURA”, non prima però di aver ribadito che l’articolo 16 dello specifico Regolamento Regionale (n.4 del 2007) prevede che “L'ambito territoriale assicura, attraverso la adozione di idonee procedure e strumenti, la partecipazione attiva dei cittadini singoli e associati alla realizzazione del sistema integrato dei servizi sociali […].
Cominciai ad interessarmi della questione dopo la pubblicazione all’Albo telematico della Deliberazione del Consiglio Comunale di Lucera n. 20 del 21 marzo 2011. In essa, il Presidente del Consiglio comunale (anche Dirigente dell’ASL di Foggia - Direttore del Distretto Socio-sanitario di Lucera!) invitò l’ex Assessore comunale ai Servizi Sociali (anch’egli allora dipendente dell’ASL di Foggia!) a fornire una risposta formulata dall’interrogante Consigliere comunale Luca Borrelli.
“[…] Quindici giorni fa si è insediata la Commissione che viene nominata dalla ASL, il cui Presidente è il dott. Giuseppe Pica e il 28 di questo mese inizierà a valutare tutte le domande che sono pervenute e se lo riterrà opportuno, convocherà anche i medici di famiglia per determinate patologie…[…].. alle ore 17:00 la Commissione, presieduta dal dott. Pica, da due assistenti sociali e da un Segretario, comincerà a valutare le 850 domande che sono pervenute al Piano di Zona…”..
“Allarmato” da una siffatta risposta in atto pubblico, a maggio del 2011, visto che la Legge regionale (la n. 1 del 2008, art. 19) prevede che “I protocolli, non riservati, della direzione generale, direzione sanitaria e amministrativa e delle aree e uffici collegati sono pubblicati integralmente, entro tre giorni, sul sito dell’azienda o istituto”, interpellai l’ex Direttore Generale dell’ASL di Foggia, il dimissionario Ruggiero Castrignanò, chiedendogli, tra l’altro, di conoscere in quale data fossero stati pubblicati i “PROTOCOLLI DI ATTUAZIONE DEL PIANO SOCIALE DI ZONA”.
Non ottenni risposta dalla Direzione dell’ASL, ma, incoraggiato da quanto in quel periodo il Presidente della Regione Puglia andava dicendo (“I nuovi direttori generali devono blindare le Asl da qualunque inappropriatezza della politica, da qualunque tentativo di incursione che non sia legittimo. La politica ha il diritto di fare le domande sulla salute pubblica e sull’esercizio dei diritti fondamentali dei cittadini. La politica non ha invece altri diritti, non ha il diritto di invadere le competenze e i ruoli che sono del management sanitario. La mia esortazione dunque è ad interpretare nel modo più ampio questo mandato. La massima apertura a tutto ciò che è giusto e sacrosanto ascoltare e accogliere, la più militante delle chiusure a tutto ciò che è sgradevole all’udito ed è inappropriato da parte della politica”), alla fine di agosto dell’anno scorso, sollecitai l’ex Direttore Generale dell’ASL a fornirmi risposta, interessando, nel contempo, anche lo stesso Presidente Vendola e il Dirigente del Servizio Controllo Interno presso la Giunta regionale, legislativamente preposto al controllo dell’operato delle Aziende sanitarie e dei loro Rappresentanti legali.
In quella seconda occasione, fui però maggiormente circostanziato chiedendo all’ex Direttore Generale di poter ottenere elettronicamente ANCHE i seguenti ATTI PUBBLICI:
1. copia del provvedimento adottato dal Direttore del Distretto Socio- Sanitario di Lucera (FG) concernente il completamento della composizione della relativa Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) con la individuazione e nomina delle altre figure professionali quali quella dell’infermiere professionale e del terapista della riabilitazione, così come previsto dall’apposito Regolamento regionale;
2. copia del provvedimento adottato dal Direttore del Distretto Socio-Sanitario di Lucera (FG) concernente la individuazione e nomina dei componenti della relativa Porta Unica di Accesso (PUA), così come previsto dall’apposito Regolamento regionale.
La risposta assolutamente insoddisfacente che ottenni dall’ASL rispetto a quanto innanzi specificatamente richiesto, fu la seguente: “L’ASL FG con propria deliberazione n. 536 del 5 Maggio 2011, ha provveduto ad adottare lo schema di regolamento per il funzionamento dell’U.V.M. (Unità di Valutazione Multidimensionale).
La citata deliberazione è stata trasmessa al Presidente del Coordinamento istituzionale dell’ambito territoriale Appennino/Dauno Settentrionale, nonché notificata al Direttore del Distretto Sanitario di Lucera.
Il citato provvedimento dispone che i singoli Direttori dei Distretti Sanitari, devono provvedere alla composizione delle singole U.V.M. con l’individuazione e la nomina delle figure professionali, quali l’infermiere professionale e il terapista della riabilitazione”.
Ciò premesso, dopo aver letto la nota della Dirigente dell’Ufficio di integrazione socio-sanitaria della Regione Puglia n. 1369 del 27 marzo scorso concernente risposte a quesiti sugli “Assegni di cura”, nonché il Comunicato stampa (?) del Funzionario comunale di Lucera “Responsabile Ufficio di Piano”, da quest’ultimo integralmente pubblicati su vari siti Web, ritengo utile di dover evidenziare in maniera oggettiva quanto previsto in materia dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari regionali ed aziendali, a beneficio proprio “dei cittadini singoli e associati”.
Penso, infatti, che non si possa più consentire, in ogni settore della vita pubblica, la sopravvivenza di “DEPOSITARI DEL CREDO”!!!
I Cittadini devono conoscere i fatti ed i loro diritti attraverso la lettura degli atti, non dalle apodittiche interpretazioni e dalle informazioni (attenzione, sempre artatamente centellinate) di Tizio, Caio o Sempronio!!!
Orbene, sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia (BURP) n. 72 del 10 maggio 2011 (attenzione alle date!) è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale 12 aprile del 2011, n. 691 avente ad oggetto: “Del. G.R. n, 1984 del 28 ottobre 2008 “Linee guida regionali per la non Autosufficienza” e L.R. n. 2/2010 – art 4, comma 6. Approvazione Linee guida regionali per l’accesso ai servizi sanitari territoriali ed alla rete integrata dei servizi socio-sanitari“.
Nella Delibera regionale, relativamente alla “Unità di Valutazione Multidimensionale”, si legge che: “ENTRO 60 GIORNI DALLA PUBBLICAZIONE SUL BURP della delibera di approvazione delle Linee Guida, ciascuna ASL, con delibera del Direttore Generale, sentita la Conferenza dei Sindaci, dovrà provvedere ad adottare (ove non già adottato e/o adeguato) apposito Regolamento di organizzazione e funzionamento dell’ UVM, conforme allo schema allegato sub “B” alle presenti Linee Guida, avente ad oggetto la disciplina dell’attività di valutazione multidimensionale per l’accesso alla rete dei servizi Sociosanitari residenziali, semiresidenziali e domiciliari”.
Mi sono sempre chiesto anzi tutto: perché l’ex Direttore Generale dell’ASL Castrignanò ha adottato in data 5 MAGGIO 2011 il "Regolamento per il funzionamento delle Unità di Valutazione Multidimensionale” che è stato affisso all’Albo informatico dal 5 al 20 maggio, con la sottoscrizione anche del Direttore Area Coordinamento Servizio Socio Sanitario - dott. Ettore Magaldi, del Direttore Amministrativo dott. Nicola Ciccarelli e del Direttore Sanitario dott. Vittorio Colacicco, mentre le linee-guida della regione Puglia sono state pubblicate sul BURP in data 10 MAGGIO 2011?
Nella suddetta Delibera (lett. a) viene, tra l’altro, appunto stabilito che:
“[…] i Direttori dei Distretti Socio-Sanitari della ASL FG procedano, con propri singoli provvedimenti, qualora non avessero già proceduto, al completamento della composizione delle singole UVM con la individuazione e nomina delle altre figure professionali quali quella dell’infermiere professionale e del terapista della riabilitazione..[…]”.
Poi mi sono inoltre chiesto: perché nella medesima Delibera dell’ASL del 5 maggio ci si è limitato solamente a prendere atto che la Giunta Regionale “ha approvato le linee-guida”, mentre non risulta essere stata “SENTITA LA CONFERENZA DEI SINDACI”, visto che, ai sensi dell’articolo 4 della Legge Regionale riguardante principi e organizzazione del servizio sanitario regionale, questi ultimi, in rappresentanza dei Comuni singoli o associati, definiscono il Piano Sociale di Zona d’intesa con le AUSL, sulla base delle indicazioni del Piano regionale?
Tornando al punto di partenza, mi sono infine chiesto: era possibile che si potesse realizzare quanto riportato nella suddetta Delibera del Consiglio comunale di Lucera del 21 marzo 2011, per bocca dell’Assessore ai Servizi Sociali, cioè che il “[…] il dott. Giuseppe Pica e il 28 di questo mese inizierà a valutare tutte le domande che sono pervenute e se lo riterrà opportuno, convocherà anche i medici di famiglia per determinate patologie…[…]... alle ore 17:00 la Commissione, presieduta dal dott. Pica, da due assistenti sociali e da un Segretario, comincerà a valutare le 850 domande che sono pervenute al Piano di Zona…”?
Vorrà dire che sarà il nuovo Direttore Generale dell’ASL di Foggia l’ing. Attilio Manfrini, nominato dalla Giunta Regionale il 20 marzo scorso, a confermare o meno le suddette anomalie connesse al secondo PIANO SOCIALE DI ZONA, visto che per la sua definizione è legislativamente prevista (art. 10 della L.R. n. 19 del 2006) l’intesa con l’ASL, nell’ambito dell’ACCORDO DI PROGRAMMA per la programmazione e realizzazione dei servizi socio-sanitari integrati relativi all’Ambito Territoriale “Appennino Dauno Settentrionale” 2010-2012 approvato con Deliberazione ASL del 16 marzo 2011 n. 355.
Antonio Chiella