Un intervento del Comitato di Quartiere Zona 167 in risposta ad alcune dichiarazioni del Consigliere comunale Pietro Scioscia sulla nota vicenda che riguarda il quartiere. Questo spazio, nel rispetto dello spirito della testata, è a disposizione di Pietro Scioscia per una eventuale replica.
Una doverosa risposta al Consigliere comunale Scioscia.
Leggiamo su alcuni net journal di Lucera l’intervento fatto dal consigliere comunale Indipendente di sinistra Scioscia, col quale lo stesso, da “attento osservatore e indagatore” della questione/querelle legata alla quantificazione delle somme di indennizzo per l’esproprio dei lotti di terreno del piano PEEP di Lucera, esprime il suo parere.
Preliminarmente si deve ricordare che il Consigliere comunale Scioscia è stato eletto nell’assise comunale in quanto candidato sindaco per la coalizione di centro-sinistra con 2.208 voti di preferenza (terzo dopo la coalizione di centro-destra e la Lista Tutolo).
A suo dire, il Consigliere Scioscia ha sollevato il dibattito con due comunicati stampa del mese di luglio e dicembre del 2011 e con alcuni interventi in consiglio comunale con il quale invitava, sostanzialmente, le parti interessate a trovarsi intorno ad un tavolo di discussione e di concertazione al fine di ricercare una soluzione transattiva, da poter sottoporre alla valutazione del consiglio comunale per porre definitivamente fine alla controversia.
In merito al comunicato del 09.12.2011 con il quale si invitava l’Amministrazione Comunale di Lucera ad analizzare la delibazione della Giunta Comunale di Bari n. 301 del 13.06.2011 avente ad oggetto: “individuazione, criteri di valorizzazione ai fini del riscatto dei suoli assegnati in diritto di superficie nelle zone PEEP ex lege 167/62; trasformazione in diritto di proprietà” in quanto ritenuta problematica affine a quella locale, si fa rilevare che la documentazione consegnata dal consigliere Scioscia al Segretario comunale ed al Sindaco di Lucera, da noi letta attentamente, non ha attinenza con la problematica degli indennizzi dei suoli della 167.
Infatti la deliberazione della Giunta Comunale di Bari richiamata dal consigliere Scioscia tratta esplicitamente il tema della trasformazione di un diritto di superficie (evidentemente già acquisito) in diritto di proprietà.
I proprietari degli alloggi della 167 di Lucera non sono né concessionari e nemmeno titolari di diritto di superficie ma solo aventi causa. Mancano quindi i requisiti fondamentali per poter associare la casistica di Lucera a quella di Bari.
Se il consigliere Scioscia avesse letto attentamente la delibera consegnata al segretario comunale di Lucera si sarebbe reso conto che la stessa non ha alcuna attinenza col nostro caso.
Venendo all’ultimo comunicato, Il consigliere Scioscia riporta: “purtroppo oggi si registra un atteso risultato negativo ottenuto dai cittadini ricorrenti con un ulteriore aggravio di spese per le famiglie interessate, che, di certo, non agevola la ricerca della soluzione atteso che ciò può ipotecare pesantemente la possibilità di ottenere un eventuale sentenza favorevole in un ricorso giudiziario ordinario futuro".
Prendiamo atto che il Consigliere Scioscia è un fine giurista nonché grande preveggente.
Peccato che non abbia letto il testo della motivazione della sentenza del TAR. In tal caso si sarebbe reso conto che quel Tribunale, senza entrare nel merito della questione, ha semplicemente asserito di non essere competente e quindi, per avere un giudizio nel merito, bisogna rivolgersi ad altra magistratura. Allora non ci sono né vinti e né vincitori.
Come si può notare la sostanza è molto diversa da quella descritta da Scioscia.
Ci preme sottolineare che l’aggravio di spese per i cittadini ricorrenti menzionata dal consigliere Scioscia ammonta a 150 euro cadauno omnicomprensivo, per tutti gradi di giudizio e per tutti gli organi giudicanti (questo aggravio, tra l’altro, si avrebbe solo in caso di condanna su tutti i fronti).
Un’altra cosa bisogna ricordare al consigliere Scioscia.
I cittadini della 167 hanno intrapreso questa iniziativa non in quanto condizionati, e quindi condizionabili, da qualcuno (sono esseri pensanti capaci di giudizio autonomo), ma nella piena consapevolezza delle proprie azioni. Si sbaglia il consigliere Scioscia se pensa il contrario.
Ancora riferisce Scioscia: “Ebbi anche modo di interloquire con un abitante della zona 167 componente del Comitato di Zona evidenziando appunto il rischio negativo che si correva e che la soluzione andava ricercata fuori dalle aule dei tribunali, cercando in tutti i modi di fare trasparire la opportunità di mantenere una porta aperta all’Amministrazione Comunale. Chissà se oggi quella porta la si può considerare ancora aperta?”
Prendiamo atto che il Consigliere Scioscia su tutta questa vicenda ha parlato con un solo componente del Comitato di Zona (stiamo parlando dello stesso comitato?). In merito Scioscia non ci informa sulla risposta che gli ha dato questo abitante.
Noi, di contro, abbiamo parlato con migliaia di abitanti della 167.
Sono almeno tre anni che il Comitato Spontaneo cerca una soluzione “fuori delle aule giudiziarie” senza mai arrivare ad un risultato concreto.
Queste cose il consigliere Scioscia le conosce? Quando Scioscia scrive sembra quasi assumere il ruolo del Presidente della Repubblica che invita gli amministratori e gli amministrati a parlare tra loro, quasi Lui non appartenesse ad una delle due parti.
Giova ricordare che il cosiddetto "tavolo tecnico" c’è già stato e, purtroppo, non ha sortito alcun effetto.
L’azione giudiziarie è stata intrapresa dagli abitanti della 167 solo dopo l’emissione degli avvisi bonari da parte dell’amministrazione comunale di Lucera.
Infine riportiamo la parte terminale della infelice lettera pubblicata dal mancato sindaco di Lucera:
“Mi auguro di sì ed invito, ancora una volta, le parti in campo ad incontrarsi. Anche per queste mie prese di posizione fui additato sempre dallo stesso grosso personaggio, tale solo per stazza e non per importanza, forse, posso immaginare, perché potevo sottrargli eventuali clienti ricorrenti. Ai cittadini allora va ricordato un vecchio adagio: i consigli che non si pagano non si ascoltano.”
Noi non sappiamo chi sia il grosso personaggio richiamato da Scioscia (sono già due volte che lo menziona sia pure riferito a due vicende diverse). Sarebbe il caso che il consigliere Scioscia dicesse con chiarezza di chi si tratta e dicesse a quale vicenda si riferisce assumendone quindi le conseguenti responsabilità.
Quando si vuole fattivamente contribuire alla soluzione di un problema non è necessario, per dare forza e consistenza alle proprie argomentazioni, sottolineare un aspetto fisico particolare di altre persone. Basta specificare le proprie idee ed i propri concetti.
In merito all’ipotesi di sottrazione di eventuali clienti al grosso personaggio, a giudicare dal tono della lettera viene il sospetto che semmai è tutto il contrario. Il consigliere Scioscia, evidentemente preoccupato dall’accertata sua perdita di consensi elettorali, cerca di recuperarli denigrando altre persone. Questo non è un modo corretto di fare politica.
Il consigliere Scioscia, se veramente avesse voluto dare un contributo alla soluzione del problema, sia pure nel suo ruolo di consigliere comunale di minoranza, a suo tempo, avrebbe potuto sollecitare gli Amministratori Comunali di Lucera ad invitare i dirigenti comunali a pubblicare, una volta per tutte, la rendicontazione delle cifre incamerate per l’acquisizione dei suoli e di quelle pagate per l’acquisizione delle aree (escluso spese legali, interessi e rivalutazioni scaturenti da sentenze).
Ma su questo, purtroppo, Scioscia non si è mai attivato, si è sempre limitato a comunicati stampa. Peccato!
Ciò che il consigliere ha detto, quindi, non aggiunge nulla alla discussione. Mette solo in evidenza che Lui, quasi da padre garante dei cittadini di Lucera, “l’aveva sempre detto”.
Noi non comprendiamo l’attinenza dell’”adagio” richiamato da Scioscia.
Non riusciamo a comprendere quali consigli gratuiti ci ha dato, visto che le cose che ci invita a fare noi le abbiamo già fatte.
Come il consigliere Scioscia potremmo concludere con qualche “adagio”:
Tuttavia, Noi, che non siamo abituati ad alcuna forma di denigrazione, lasciamo ai lettori la scelta di quello più idoneo al soggetto.
Il Comitato Cittadino di Quartiere - Santa Maria delle Grazia – Zona 167 -