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Cortelli, al via la V edizione
 
Ancora pochi istanti e il ciak schioccherà su "Cortelli", la rassegna di cortometraggi ideata e realizzata da Angelica Colucci, creativa core manager di Sant'Agapito, e Dario De Rosario, autore e regista di opere che hanno suscitato indubbio clamore e interesse, come "Jimmy e i suoi fenomeni", "Una confusione che succede ogni giorno" (entrambe assieme a Gianni De Mare) e altre ancora, alcune delle quali attualmente in cantiere.
"Cortelli - V edizione", il 27 dicembre dalle ore 21, è un appuntamento di quelli caldamente consigliati nella ricca programmazione che la Masseria Sant'Agapito ha varato in questo lungo ponte di festività, un evento che dal 2003, annualmente, promuove la cultura cinematografica degli short movies con un'occhio alla provincia ed un altro al mondo intero.
In termini concreti l'adozione di questa doppia prospettiva vedrà, anche in questa edizione, la proiezione di corti di eccelsa caratura accanto alle creazioni di registi locali, che trovano in "Cortelli" l'occasione per confrontarsi con il pubblico, ma anche con colleghi ed esperti, un palco d'essai per promuovere il proprio prodotto, per cogliere spunti creativi e nuovi orizzonti di esplorazione.
Così la serata del 27 dicembre, presentata da Gianni De Mare (a sua volta regista, amico e collega di De Rosario), vedrà l'alternarsi sullo schermo di capolavori del cortometraggio e opere interessanti del panorama dauno, in una miscela sincera ed efficace che coinvolge lo spettatore con sapiente leggerezza, lo attrae nel vortice della proiezione senza ammorbarlo in noiose ed accademiche discussioni sul taglio dell'inquadratura steadycam o sulla resa cromatica del supporto blue-ray (chiaramente sono esemplificazioni di chi scrive).
Ecco allora che, dall'operoso set della programmazione dell'evento, trapela qualcosa sui pezzi da novanta che rappresenteranno il cortometraggio internazionale: i capolavori "The heart of the world" (Canada, 2000), di Guy Maddin, e "Balance" (Germania, 1989), di Christoph e Wolfgang Lauenstein; ma anche l'italiano "Click" (2002) di Andrea Traina e il franco-nipponico corto d'animazione "Le conte du monde flottant" di Alain Escalle. A rappresentare gli short-movies autoctoni ci sarà sicuramente Gino Nardella, artista ed autore dal ricco e lusinghiero curriculum, che presenterà il suo ancora inedito "Sablot - Pillole comiche televisive", di cui Dario De Rosario è curatore del montaggio e della post-produzione. Gli altri titoli sono ancora racchiusi nelle segrete carte degli organizzatori.
Nonostante il frenetico lavoro per definire gli ultimi dettagli della rassegna, abbiamo rubato a Dario De Rosario il tempo per una cioccolata calda, per una chiacchierata e per qualche simpatico aneddoto legato a "Cortelli".

Allora, Dario, come nasce "Cortelli"?
E' nato per gioco, perchè noi, io e Gianni (De Mare), iniziammo a girare, a filmare a Sant'Agapito. Per valorizzare i nostri lavori, per incontrarci, per conoscerci, insomma per trascorrere del tempo con lo staff, con altri artisti, abbiamo iniziato a pensare, con Angelica Colucci, ad uno spazio dedicato alle proiezioni, un evento, una serata in Masseria.
Così nasce "Cortelli", uno all'anno, dal 2003. La prima edizione si tenne a settembre, poi - per ragioni organizzative - abbiamo scelto dicembre. "Cortelli"... ecco "Cortelli" è, se vogliamo, un neologismo, anche se nel linguaggio dialettale locale è un termine di uso comune. Quindi non sarebbe un neologismo, ma solo uno sdoganamento di una parola comune, che poi ben si presta a sintetizzare una rassegna cinematografica sui cortometraggi.

Sant'Agapito-Cortelli, cortometraggi e Masseria: dunque un binomio sinergico, inscindibile, efficace?
Ecco, si crea un'atmosfera - quella sera - particolare, incredibile. Personalmente ho conosciuto lì tutte le persone con cui ho collaborato in seguito. Jean Patrick Sablot, per esempio, l'ho conosciuto al primo "Cortelli". Gaetano Accettulli ha conosciuto Berardo Laporta, Gianni (De Mare) ha avuto altri contatti, qualcun altro si è appassionato ed ha fatto il corto per l'edizione successiva. E' veramente una sorta di laboratorio. Quell'atmosfera si crea perchè stiamo lì. Se lo facessimo da un'altra parte - che ne so, in un cinema - non credo sarebbe la stessa cosa. Perchè la Masseria Sant'Agapito è indubbiamente un crocevia particolare, di incontri, di persone diverse,con storie da raccontare e da ascoltare, scrittori, musicisti... è un luogo che... sì, c'è un qualcosa di magico.

Come vedi "Cortelli" oggi al suo quinto anno d'età?
Lo vedo così piccolo, libero... fuori dal circuito di quei festival cinematografici che mandano sempre quei corti fatti quasi a... ingessati in una struttura rigida.  Uno dei motivi per cui "Cortelli" mantiene una dimensione per così dire locale, è che questa rassegna è fatta anche dalle persone che vi partecipano, soprattutto i "semplici" spettatori, che sono persone veramente interessate. Magari in provincia di Foggia ce n'è qualcun altro, ma a dire il vero non lo so. Perchè sono rassegne che si conoscono a livello locale, e per me va bene così, perchè sono soddisfatto se riesco ad attrarre cento persone profondamente appassionate, coinvolte, interessate, amanti del cinema, piuttosto che finire in circuiti più ampi e stravolgere questo contatto diretto, libero, spontaneo, in un'atmosfera unica, produttiva... sì, magica.

Cosa farà "Cortelli" da grande? Come farà a diventare grande?
Io non mi pongo questo quesito. Per me può rimanere così, bello, come a me piace. Probabilmente non è ancora maturo, potrebbe crescere... Tralasciando quelle caratteristiche degli altri festival, pur non criticandole, potrebbe crescere magari su percorsi propri e differenti. Il fatto di doverlo far crescere per farlo diventare, che ne so, come il Festival di Foggia, mi sembra una forzatura. Niente da togliere al Festival di Foggia, è un bel festival, ma c'è già. Questa è un'altra cosa.
(Sergio Proculo)



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