Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri, dott. Mario Monti,
le scrivo questa missiva per informarla di una vicenda che provocherà sperpero di almeno 5 milioni euro di danaro pubblico. La speranza è che, Ella, dall’alto della sua carica in un momento così difficile per l’economia pubblica, eviti tale dissipazione di risorse.
Le scrivo in qualità di cittadino e Consigliere Comunale di Lucera, una piccola e meravigliosa cittadina di circa 36000 abitanti in provincia di Foggia.
Nel lontano 1995 il consorzio ASI di Foggia espropriò circa 54 ettari di terreni agricoli per trasformarli, con fondi CIPE gestiti all’uopo da un altro consorzio pubblico (Prospettiva Subappennino), in una area di sviluppo industriale. Furono investiti circa 10 miliardi di vecchie lire per infrastrutturare quella zona e permettere a piccole realtà industriali di insediarsi e creare gli agognati posti di lavoro. Il progetto prevedeva l’insediamento di 62 aziende su altrettanti lotti funzionali che avrebbero sviluppato diverse centinaia di posti di lavoro.
A distanza di circa 20 anni le aziende insediate sono circa una dozzina e restano inoccupati 50 lotti. Difficilmente si assisterà a nuovi insediamenti produttivi in quella zona per diversi motivi. Sicuramente questa crisi e la delocalizzazione delle imprese sono motivi ostativi a nuovi insediamenti, ma non è sicuramente questo l’unico motivo. Infatti, le uniche infrastrutture agibili sono chilometri e chilometri di strade. Il depuratore non è mai entrato in funzione, la pubblica illuminazione non è mai entrata in funzione, la linea telefonica non è presente, la connessione a Internet è una chimera e, per finire, c’è un impianto di cogenerazione costato la bella somma di 900.000 euro mai entrato in funzione. Chi avrebbe il coraggio di insediarsi in siffatto deserto?
Tra i circa dodici insediamenti vi è un albergo di centinaia di camere con annessa sala ricevimenti, sala congressi, piscina, centro benessere; insomma, una mega struttura cofinanziata dal pubblico che sopravvive grazie al coraggio e agli investimenti di un privato imprenditore che tra mille difficoltà strutturali riesce a far funzionare quella struttura. Pensi che tra i costi di gestione di quella struttura circa 130.000 euro annui sono per lo spurgo dei pozzi neri. … eh sì, Egregio Presidente, un albergo con piscina e centinaia di camere senza fogna e depuratore!
Ma veniamo ad oggi. In questo desolante scenario, il Consorzio ASI ha espressamente richiesto all’Amministrazione Comunale un ampliamento dell’area per ulteriori 54 ettari, prontamente e inopportunamente approvato dal Consiglio Comunale con apposita deliberazione. Questo intervento prevede la spesa di altri cinque milioni di euro per raddoppiare un’area sostanzialmente desertificata, compiendo opere d’infrastruttura la cui manutenzione, presto o tardi, sarà a carico dell’Ente comunale. Il finanziamento con fondi CIPE anche questa volta sarà opera del consorzio Prospettiva Subappennino.
La questione apre a numerosi e legittimi interrogativi dai quali non è possibile prescindere. Non sarebbe più opportuno completare gli insediamenti produttivi nelle sedi attualmente vacanti (ben 50 lotti su 62 sono vuoti)? Quali prospettive imprenditoriali possono intravedersi se, in diciassette anni, i risultati raggiunti sono stati ben al di sotto delle aspettative e della stessa portata progettuale? A chi serve il raddoppio di un deserto? Di sicuro non alla città di Lucera e ai suoi cittadini, non agli imprenditori di Lucera e del circondario, di sicuro non al Paese Italia.
Evidentemente, ciò che l’impresa territoriale chiede è un’area realmente funzionale, che renda massimamente fruibili tutti i servizi di cui le aziende abbisognano.
A tal proposito, chiedo un suo intervento al fine di evitare un ulteriore scempio di risorse pubbliche (giammai tanto risicate) per destinare quella somma, prevista per l’ampliamento della Zona ASI, al completamento delle opere di urbanizzazione del nucleo originario, che lo renderebbero più interessante in itinere ad investimenti da parte dell’imprenditoria locale e non. Pensi che per il completamento di una strada provinciale (SP109) percorsa quotidianamente da migliaia di mezzi, che collega Lucera alla dorsale adriatica e quindi alla rete autostradale, mancano fondi per 5 milioni di euro, possiamo assistere tacitamente alla spesa di ingenti fondi per raddoppiare un deserto, mentre latitano risorse per completare un’arteria di vitale importanza per le imprese e le migliaia di utenti che quotidianamente la percorrono?
La Regione Puglia, inoltre, non più tardi di qualche mese fa ha finanziato il consorzio ASI di Foggia ed il cosorzio ASI di Lecce con 10 milioni di euro per ripianare debiti accumulati da quest’ultimo nel corso degli anni. Ma quanto ci costano queste Asi? E per avere cosa in cambio?
Ella, Egregio dott. Monti, ha chiesto ingenti sacrifici a pensionati, lavoratori, giovani, alle generazioni future, all’intera popolazione italiana che, con abnegazione e senso di responsabilità, ha accettato (?) o subito(?)la sfida di risanare le casse del Paese. Fino a quando, però, in Italia si verificheranno situazioni come quella su esposta, ogni taglio, ogni sacrificio, ogni speranza saranno vanificati dalla politica dello sperpero. Sono certo che se si facesse una ricognizione di tutti questi enti che gestiscono miliardi di euro pubblici, svolgendo una approfondita analisi degli interventi attualmente in agenda, si sventerebbero centinaia di sprechi e nuove cattedrali nel deserto, recuperando somme importanti che, se ben investite, potrebbero realmente favorire il rilancio e lo sviluppo economico. Sarebbe addirittura auspicabile la soppressione di taluni istituti parassitari la cui unica mission è quella di vivere alle spalle degli italiani dilapidando ingenti risorse.
Certo che la sua competenza ed integrità morale le imporranno di interessarsi alla questione e, se lo riterrà opportuno, di intervenire con la tempestività e la determinazione che la contraddistinguono, porgo distinti ossequi.
Antonio Tutolo