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| La Quercia di Santa Justa rimarrà solo nella memoria |
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Non se ne farà nulla. La Quercia di Santa Justa potrebbe rimanere solo nella memoria dei Lucerini e nelle immagini che la ritraggono, perché l'idea contemplata dalle parti di Palazzo Mozzagrugno, all'indomani della sua caduta, di farne una sorta di monumento, non si è capito se da lasciare in loco o da collocare in altro posto in città, pare sia stata abbandonata. Era circolata voce, per mantenere vivo e tangibile il ricordo dell'imponente albero, di volere avviare un'operazione di recupero con lo scopo di conservarlo in qualche modo, ma, passata l'ondata di emozione dei primi giorni, per una perdita così grande, non solo per il patrimonio verde, ogni proposito sarebbe stato accantonato. Da quanto appreso, durante un sopralluogo effettuato da personale del Comune, sarebbe stato messo in evidenza lo stato compromesso di quello che rimane della Quercia, caduta sotto l'effetto meccanico delle forti raffiche di vento. Da sottolineare, particolare da noi riscontrato quel tragico sabato, come il legno alla base del tronco, in più punti, sia molliccio, quasi spugnoso e questo potrebbe avere determinato il triste epilogo. Già tre anni fa, quando in contrada Fontanelle, per ispezionare la pianta malata, al fine di elaborare una diagnosi e cercare di capire se fosse possibile avviare una terapia, gli esperti universitari, condotti dagli ambientalisti, accennarono, in caso di progressiva morte, e se la città lo desiderase, all'esistenza di un complesso trattamento conservativo, molto praticato in oriente. Insomma, l'albero, all'ombra della cui chioma, secondo la leggenda, si fermò Federico II di Svevia, per i professori, sarebbe potuto rimanere al suo posto come imbalsamato, previa, ovviamente, una minuziosa verifica delle reali condizioni di stabilità. Ma le cose sono andate diversamente e quel prodigio della natura, quasi giunto, a parere degli esperti, ai limiti del suo naturale ciclo vitale, ha continuato a indebolirsi fino a quando, non ha potuto più opporsi alla forza del vento, che per secoli aveva arginato. La Quercia di Santa Justa giace ora al suolo, ai margini di un campo di grano già verde; sembra addirittura più piccola, come un gigante avvizzito dal sonno della morte. Non sappiamo che ne sarà di quei poderosi resti senza vita; sappiamo, però, quanto le ultime generazioni di lucerini non abbiano fatto per preservarla, per difenderla; e sappiamo quanto, Essa, per quasi novecento anni sia stata come un pilastro che ha retto il cielo di Lucera. |
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| La Grande Quercia nel 2005 |
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| Il fitopatologo, Claudio Ciccarone, ispeziona la Quercia nel 2008 |
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| La Quercia di Santa Justa il giorno della caduta |
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