Pasquale Dotoli ha ritirato le dimissioni, questa mattina intorno alle ore 9, giusto il giorno prima della scadenza di legge dei venti giorni. L'annuncio è stato dato all'inizio della seduta del Consiglio comunale riconvocato, dopo lo scioglimento di ieri per mancanza del numero legale, per votare i debiti fuori bilancio, a seguito del richiamo del Prefetto, pena il commissariamento dell'ente.
Il Primo cittadino, che torna per la seconda volta sulle sue decisioni "irrevocabili", sempre per frizioni con il partito cui appartiene, il Pdl, assente in aula, ha fatto sapere che convocherà una conferenza stampa per illustrare le sue ragioni e ha annunciato anche un Consiglio comunale monotematico.
Le dichiarazioni dei gruppi consiliari hanno avuto, logicamente, tenore diverso, con qualche sorpresa.
Così, tra i banchi della maggioranza, sponda Pdl, si è parlato di appoggio a Dotoli per senso di responsabilità, cosa che lascia pensare, come sempre, a una fiducia condizionata, in quanto molte sarebbero ancora le perplessità nei ranghi azzurri circa la possibilità di imprimere una vera svolta all'azione amministrativa, a causa delle fratture tutt'altro che sanate, nonostante gli strepiti e le minacce dei coordinatori provinciale e regionale. Non è mancato però chi ha, neanche tanto velatamente, lasciato intendere che la pazienza sarebbe prossima alla fine se dovesse continuare il clima di perenne regolamento di conti tra i berlusconiani.
Futuro e Libertà, comunque, ha confermato il suo passaggio all'opposizione.
Tutto come da copione è stato il concetto, con parole durissime, rimbalzato dai banchi della minoranza, per la quale la coalizione di governo non ha nessuna intenzione di togliere le tende e continuerà, pur essendo costantemente impantanata in beghe che non hanno nulla a che fare con i problemi di Lucera, a svilire l'intera comunità.