Gran parte del mondo cerca soluzioni e sbocchi all'ansia di rinnovamento e nel claustrofobico, piccolo universo in cui galleggia la città di Lucera vanno in scena tentativi di isolarsi ulteriormente dalle circostanti, anche se flebili, forme di vita e dal buon senso.
Il sindaco, Pasquale Dotoli, in perpetua guerra intestina con i compagni di partito, rassegna le dimissioni. Un gesto marcato da un "ha tutti contro", come diceva una voce a Palazzo Mozzagrugno, subito dopo lo scioglimento della seduta del consiglio comunale per mancanza del numero legale e mentre, alla velocità del neutrino, la faccia barba-occhialuta del coordinatore cittadino del partito azzurro, De Sabato, si tuffava nelle stanze del Palazzo.
Nell'aula consiliare non si era concluso un bel niente, nonostante le dure parole di chi era intervenuto sui debiti fuori bilancio che popolavano l'ordine del giorno e i richiami al senso di responsabilità. Anche, questa mattina, l'epilogo è stato lo stesso, assente quasi tutto il Pdl, e parte dell'opposizione; ma una fugace apparizione di Trommacco (Pdl) ha stigmatizzato la decisione di tenere la seduta con il clima pesante e il sindaco dimissionario. Al centro della discussione, brandelli di quanto accennato ieri, l'opportunità o meno di istituire una commissione d'inchiesta (idea condivisa) per accertare le eventuali responsabilità sempre sui debiti fuori bilancio.
Votata, alla fine, la sospensione dell'incontro (sei voti favorevoli, due astenuti e tre, i tutoliani, contrari) in attesa che la situazione generale arrivi a un chiarimento. A giorni, potrebbe essere convocata una nuova seduta; lo deciderà la conferenza dei capigruppo.
L'incontro di wrestling tra il primo cittadino e frange della maggioranza è giunto, quindi, al gong delle dimissioni, pare irrevocabili, come l'altra volta, nel 2009, quando tutto rientrò in piene feste patronali.
Se Dotoli non dovesse ritornare in sella l'intero Consiglio comunale andrebbe definitivamente a casa, spianando la strada al commissariamento, auspicato, per esempio, da Tutolo.
Alla decisione del dimissionario Primo cittadino è legato il destino della corazzata del centrodestra che, gonfia di voti come nessuno mai, due anni fa sembrava potesse assicurare stabilità amministrativa e chiarezza di idee. Invece, così non è stato. Se ne lamenterà ancora il responsabile provinciale del Pdl, l'anziano Mazzone, costretto alla sua veneranda età a un super lavoro di richiamo e di mediazione proprio a Lucera da dove, visti i numeri, pensava non dovessero arrivare particolari problemi.
Cosa farà Dotoli? Non lo sappiamo. Però, è logico, forti saranno le pressioni per indurlo a ripensarci, perchè, oggi, visto anche il contesto nazionale, abbandonare Corso Garibaldi, buttandosi nel passaggio elettorale, potrebbe significare tornarci sì ma non nelle stesse condizioni dell'ultima volta. E questo, statene certi, è l'assillo di chi ha provocato la crisi. Oltre alle richieste che il Sindaco non era disposto a soddisfare.
Intanto, alcuni sostenitori della Lista Tutolo, e lo stesso leader, in qualità di semplici cittadini, in merito alla vicenda dello stadio, tornato nella gestione del Comune dopo la messa in liquidazione del Lucera Calcio, hanno avviato un'azione popolare per arrivare alla riacquisizione della somma, 400mila euro, che l'Ente locale dovrà pagare per onorare il mutuo col quale furono effettuati i lavori di ristrutturazione del Comunale, garantiti da una una fidejussione sottoscritta da Gianni Pitta con la Sanremo spa travolta, poi, dallo scandalo di calciopoli.
L'azione popolare avviene in base all'articolo 9 del Testo unico degli enti locali e ha come finalità la chiamata in giudizio dello stesso Pitta che, alla fine, potrebbe rispondere con il suo patrimonio personale, in quanto all'epoca rappresentante legale del Lucera Calcio e prima che si costituisse la Srl. E' stata data notizia dell'iniziativa nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri in uno studio legale.
Su questa vicenda, saremmo lieti di ospitare un intervento di Gianni Pitta. Richiesta che gli abbiamo già rivolto.