Domenica, 4 settembre, comincia il Campionato di Eccellenza Puglia 2011/2012. La città di Lucera non sarà rapprentata, dopo tanti anni; motivo, questo, di grande rammarico per la tifoseria biancoceleste, che ancora attende di conoscere, tra l'altro, la reale portata del Torre-Lucera, iscritto al Campionato di Promozione girone A e avvistato in allenamento a Foggia agli ordini di Carmine Caravella. Non si sa niente di ufficiale della squadra (alcuni giocatori si allenano con la tuta del Torremaggiore); se disputerà o meno la Coppa Italia (primo turno contro il Bovino, domenica 11 settembre) e in quali condizioni, e su quale campo, si presenterà alla prima di campionato, in casa con l'ambizioso Sporting Altamura (ex Real Altamura), il 18 settembre.
In questi giorni dominati dall'incertezza, che riguarda anche l'Accademia Calcio Lucera, nell'aspetto che attiene alla possibile partecipazione al Campionato di Seconda Categoria, ci siamo consolati con le belle notizie che giungono dalle due compagini foggiane che si accingono a disputare l'Eccellenza Molise: il Roseto allenato da Carlo De Masi e i Monti Dauni in cui milita Simone Salinno, due bandiere del Lucera Calcio. Nella prima partita di Coppa Italia Molise, hanno ben figurato e Salinno si è subito presentato con un goal. Il Capitano ci è venuto a trovare per parlare della sua nuova avventura.
Simone, un bell'esordio, il tuo, nella prima partita ufficile di Coppa contro il Riccia. In attesa del campionato, che comincerà domenica 11 settembre, come ti senti all'inizio di questa nuova esperienza con la maglia dei Monti Dauni?
"Bell'esordio, ma è, comunque, la prima uscita stagionale. Ci vuole ancora un pò di tempo per far si che il gruppo diventi squadra. E' strano, non riesco ancora a crederci che sia successo! Ma, mi inizia a piacere".
Puoi parlarci dei tuoi nuovi compagni e delle possibilità di successo nel campionato di Eccellenza Molise?
"Devo dirti la verità; a parte Mr. Sante (ex allenatore del Lucera Calcio n.d.r.), non conoscevo nessuno personalmente anche se con molti dei miei nuovi compagni ci siamo affrontati in partite amichevoli. C'è stato subito un ottimo feeling con il reparto avanzato. Dobbiamo migliorare su molti aspetti, ma credo che abbiamo le carte in regola per ben figurare in questo campionato".
Ritieni ci siano grandi differenze con il defunto Lucera Calcio e con l'Eccellenza Puglia?
"Defunto. Che brutta parola. Ma verissima! Infatti, nessuno sa che il Lucera Calcio è fallito. Si è chiuso un ciclo. Le differenze ci sono in tutti i campionati, però, non posso ancora esprimermi perché non ho ancora giocato. Di sicuro l'organizzazione societaria e il livello agonistico dell'Eccellenza Puglia sfiora il professionismo. E' un campionato stupendo e molto impegnativo. Quest'anno, vedo su tutti Bisceglie e Monopoli, subito dopo il Cerignola, il Racale del mio amico Bruno, il Locorotondo e il Tricase. Sarà il solito campionato entusiasmante".
In Eccellenza Molise, gioca il Roseto Valfortore allenato da Carlo De Masi, come te ex numero 10 del Lucera. Da quanto ti risulta, esiste già rivalità e un clima da derby tra le due compagini?
"Sì, lo so perfettamente chi allena il Roseto. Non so se ci sia già rivlalità, vedremo. L’amicizia e il rispetto che ho nei confronti di Carlo va oltre un derby. Mi sarebbe piaciuto essere allenato da colui dal quale ho ereditato la numero 10, da chi calcisticamente in campo ha fatto il tuo stesso ruolo. Purtroppo non ho potuto. Chissà, in futuro".
Sei approdato ai Monti Dauni, dopo il tracollo del Lucera Calcio, cosa ti è rimasto, come giocatore e come uomo, della bruttissima esperienza della scorsa stagione, che hai disputato con la fascia di capitano?
"La fascia di sicuro, visto che per caso me l’hanno data anche qui! Ne approfitto per ribadire il mio pensiero. Non posso cancellare sei anni della mia vita calcistica per di più nella mia città per quello che è successo negli ultimi quattro mesi. Sono stati sei anni indimenticabili, pieni di soddisfazioni e vittorie. Non ho mai mollato l’obiettivo prefissato ad inizio di campionato. Neanche quando ho accettato di rimanere lo scorso anno con una situazione di gestione particolare. Ho lottato fino alla fine per far si che il Lucera non retrocedesse (e i risultati ci stavano dando ragione), ma non si può nulla quando chi è al timone perde (o gli fanno perdere) la passione per il calcio che lo ha contraddistinto sin dal suo ingresso. Per questo, non condanno nessuno, anzi ne approfitto per ringraziare la famiglia Pitta ed in particolar modo il Presidente per quanto fatto in questi anni per me e per la squadra della mia città. Un Presidente così si vede una volta ogni cinquant'anni! E’ anche grazie a lui se ho avuto il piacere di giocare al fianco di calciatori di un certo spessore e di far parte di questa grande famiglia. Su tutti, voglio ringraziare per l’amicizia e il rispetto dimostrato in campo e soprattutto fuori Cannarozzi, Palumbo, Amorese, Rizzi, Ricci, Carrara, Curci, Zoila, De Stasio e Zaccaria e gli allenatori De Matthaeis, Mosca, Di Stefano e Torre. Quest’ultimo ingiustamente fermo. Uno dei migliori allenatori che io abbia mai avuto. Ingiustamente fermo anche il mio amico Valerio (Curci) al quale faccio un appello a rientrare sui campi quanto prima, un talento del genere non va lasciato così. Ringrazio i media, in particolar modo voi di Sunday Radio che come nessuno mai avete seguito il Lucera Calcio, quasi a livelli claustrofobici".
Se il calcio, a Lucera, dovesse assumere una nuova e credibile identità, ritieni possibile un tuo ritorno in biancoceleste?
"Assolutamente si. Se dovessero esserci tutti i presupposti per farlo, accetterei senza indugiare. Lucera è la mia città. Spero che la nuova società possa integrare le sue idee, rispettando la storia del calcio lucerino. Alla Soccer Accademy dico di investire sui ragazzi del territorio; sono loro il futuro del calcio lucerino. Un grande in bocca al lupo a Chicco e Mister Perna".