Fan di Giovanni Allevi a raduno all'Anfiteatro di Lucera, sabato 27 agosto, per la tappa dell'Alien Tour del musicista marchigiano. Un concerto di un'ora e mezza che ha ricostruito, in tutti gli aspetti, i paesaggi sonori in cui Allevi si muove apparentemente timido, senza rinunciare ad un armamentario gestuale per il quale qualcuno lo prende anche in giro. L'artista si è materializzato, capigliatura branduardesca e divisa di ordinanza, alle 21,45, accomodandosi al gran coda sistemato al centro del palco. Sedici le tracce eseguite, nove delle quali estratte da Alien, l'ultimo disco, e piccoli speech, con i quali ha sussurrato pensieri e storie, spesso con la mano sul cuore, prima dell'inizio di ogni brano. La scaletta si è aperta con la levigata Secret love finita nello spot tv Fiat di cui lo stesso Allevi è testimonial, poi l'andirivieni frenetico dello scalo ferroviario di una moderna metropoli nella nervosa Tokyo station; quindi l'omaggio al pubblico ("dovrei chiedere, io, l'autografo ad ognuno di voi") con Close to you. A seguire, Giochi d'acqua, non prima di una considerazione del pianista filosofo circa l'unicità della natura di ognuno di noi come le forme irripetibili che l'acqua assume nel suo fluire. Subito dopo, introducendo L.A. lullaby, Allevi ci ha informato che "Los Angeles è una città bruttissima, un'immensa periferia, ma la poesia si scorge con gli occhi di un bambino" (qualcosa a che fare con Giovanni Pascoli?). Il cammino è proseguito con Go with the flow; Monolocale 7:30, scritto in ricordo del periodo vissuto a Milano (al centro, però) quando faceva il cameriere per pagarsi gli studi; quindi Come sei veramente, che Spike Lee volle nello spot Bmw da lui diretto, momento in cui esplose la notorietà di Allevi. Applausi non meno sentiti e qualche "sei grande!" per L'orologio degli dei e le atmosfere suadenti di Back to life e Abbracciami con in mezzo, per giocare, Il sogno di Bach. L'ultimo tratto del concerto si è aperto con Helena, che Allevi ha eseguito con la sola mano destra, perchè dedicato ad una ragazza impossibilitata a suonare il suo piano per via della perdita di quella sinistra. Gran finale con Jolie e Aria. Il successo di Giovanni Allevi, in questi anni, è stato duramente messo sotto accusa da autorevoli esponenti del cosiddetto mondo della musica classica, a causa di alcune sue presunte dichiarazioni rese per rivendicare un ruolo che avrebbe risvegliato l'interesse per quel genere. Ascoltando i suoi dischi e assistendo ai concerti, però, concordiamo con coloro che hanno definito Allevi musicista fusion; evidenti sono, infatti, le divagazioni verso altri ambiti musicali, dal jazz alla new age, passando per l'easy listening. |