L’associazione culturale Luc’era c’è! consultata in merito all’estensione del PUG ha dato il suo contributo concentrandosi su alcuni passaggi della bozza del PUG, che destano allarme. L’atmosfera, improntata al reciproco ascolto, ha favorito la discussione ampia e puntuale dopo la presentazione del PUG da parte del Sindaco.
La bozza prevede, nel centro storico, la prassi della ristrutturazione edilizia. Questo significa possibilità di abbattere e ricostruire quegli edifici che non hanno il riconoscimento, da parte della Soprintendenza, di un valore artistico e/o culturale. Quali le conseguenze? Considerando che i palazzi vincolati sono pochissimi e poche le facciate vincolate, il centro storico rischia lo stravolgimento, lo snaturamento. Un centro non più leggibile, non più storico, non più identificabile ma ridotto al Duomo e a qualche palazzo nobiliare.
Un centro storico deve lasciarsi identificare in ogni suo aspetto: dalle chianche ai pozzi, dai portali alle viuzze, dai tetti ai cortili interni, dalle casette tipiche dell’abitare spontaneo ai palazzi con le magnifiche corti. Abbattere e costruire vorrebbe dire offrire opportunità alla speculazione e distruggere un centro che ancora si presenta compatto e in grado di offrirsi gradevole ai suoi abitanti e ai turisti attenti. Costruire nel centro storico significherebbe anche perdere il verde che si presenta come orto o giardino interno alle case, caratteristica a cui Lucera, la bella città di pietra, non può rinunciare.
Luc’era c’è!, ribaltando il concetto che vuole vincolati pochi immobili nel centro storico, esponendo così al pericolo di ristrutturazione edilizia (abbattimento e ricostruzione) tutti gli altri, fa la proposta di: vincolare l’intero centro storico, semmai ridisegnandolo seguendo quelle che erano le antiche mura medievali, con studi di comparto per valutare la possibilità di intervenire su quelle poche realtà edilizie che nel tempo lo hanno deturpato e imbruttito. Realtà che costituiscono l’eccezione su cui si andrebbe ad intervenire per ripristinare l’armonia architettonica disturbata. Basti pensare alle case di via Napoleone Battaglia, quasi tutte brutte e amorfe. Il centro antico va rivalutato nel suo complesso, deve rimanere leggibile in quello che è stato il suo farsi nelle diverse epoche storiche, sottolineandone la continuità. Renderlo più bello e vivibile anche alla luce di una recente normativa che prevede l’utilizzo del sottotetto. Non si possono cedere aree edificate e giardini per nuove costruzioni! Né si possono abbandonare al degrado edifici di sicuro valore storico artistico. Per questo riteniamo che il PUG, una volta apposto il vincolo di tutela, debba garantire interventi di valorizzazione delle testimonianze residue e delle strutture dominanti del paesaggio-ambiente nella loro configurazione storica. Esempio della sciagurata prassi della ristrutturazione edilizia è l’ex convento di s. Anna accanto al Duomo, che in un primo momento doveva essere abbattuto ma poi, grazie al vincolo di facciata sopraggiunto, può essere solo… sventrato. Consolidare, conservare, riparare e riusare.
Per quanto riguarda gli eventuali nuovi interventi fuori dal centro, abbiamo ribadito l’opportunità di evitare i falsi storici. Bisogna osare, là dove si interviene col nuovo, con l’architettura moderna purché sia di alto livello, invece che riproporre stili che non sono storicamente validi. Ogni epoca deve essere ben leggibile, quella romana, quella angioina,quella barocca, quella neoclassica, quella liberty. Ora siamo nel duemila e l’architettura deve essere espressione di questo tempo.
La bozza indica come emergenze archeologiche solo il Castello e l’Anfiteatro. Noi sappiamo che tutto il territorio di Lucera è di forte interesse archeologico. Gran parte di questo patrimonio è ormai stato distrutto o nascosto dalla edificazione sconsiderata degli ultimi 50 anni ed ora, andando a ridisegnare la città, è indispensabile avere una carta archeologica e prevedere la presenza di un archeologo comunale presente su ogni scavo di fondazione e di intervento sul sottosuolo. La nostra associazione ha indicato nella Facoltà di Beni culturali che ha sede a Lucera, il ruolo di controllo archeologico che avrebbe anche funzione didattica. Per questo è stata riproposta la convenzione tra Comune e Università. È necessario inoltre che si vada a valorizzare ogni segno sopravvissuto della nostra identità: tratturi, fornaci, orti.
· Piano del verde: tener conto non solo degli standard previsti dalla normativa ma riqualificare il verde cittadino anche in funzione estetica. Gli alberi spesso disturbano una piazza o nascondono un monumento (Castello, Piazza del Carmine…), una porta di ingresso alla città (porta Foggia), mentre mancano nelle zone edificate fuori le (ideali) mura. Ripensare, nelle zone collinari, l’uso degli alberi, che non possono essere gli aghiformi che hanno un apparato radicale poco profondo e che quindi non contengono il terreno spesso franoso. Piantare essenze utili a tal fine e proprie del nostro territorio (querce, quercioli…), tutelare gli ulivi, anche negli spazi urbani.
L’intento del PUG è di dare valore alla città rendendola meno disordinata, più armonica non solo all’interno del centro storico. Per questo le nuove costruzioni devono essere dignitose, l’architettura adeguata al paesaggio e alla nostra cultura e tradizione. Case di altezze contenute cioè, con spazi verdi e servizi che favoriscano la socializzazione e il benessere psicofisico degli abitanti. Lucera deve puntare sulla qualità urbana, sulla unicità del territorio. Una città bella ha anche valore economico.
Luc’era c’è! esprime l’augurio che l’incontro abbia voluto segnare l’avvio di una relazione collaborativa tra Comune e città e la speranza che le istanze portate avanti vengano recepite nello spirito della costruzione di un senso di appartenenza che induca a partecipare alle cose della città.
Se ci saranno altri incontri, così come ha detto l’assessore Di Matto presente all’incontro, affronteremo altre questioni che riguardano il PUG e faremo da portavoce alle richieste di chi, condividendo la nostra attenzione per la tutela e valorizzazione del nostro patrimonio, voglia farcele pervenire.
Luc’era c’è!