Lo aveva annunciato nel corso dell'ultima seduta del Consiglio Comunale e, oggi, Antonio Tutulo comunica che ha chiesto alla Corte dei Conti di Bari di individuare eventuali responsabilità nella vicenda Lucera Calcio. Di seguito, come ci è stato chiesto, pubblichiamo il testo integrale della missiva inviata nel Capoluogo di Regione.
I sottoscritti Antonio Tutolo, Luca Borrelli e Giuseppe Grasso nella qualità di consiglieri comunali espongono quanto segue;
Premesso
che con delibera n. 77 del 02.12.2004 il consiglio comunale ha deliberato di:
“…autorizzare il rilascio della garanzia fideiussoria, in favore della società sportiva “Unione sportiva Lucera Calcio dilettantistica” con sede in Lucera alla via Indipendenza 65, per l’assunzione, da parte di quest’ultima, di un mutuo con l’istituto per il credito sportivo di € 550.026,59 al tasso del 2,25% ed ammortamento in anni 14”
E di:
“richiedere alla società sportiva “Unione Sportiva Calcio”, a garanzia dell’obbligazione solidale da assumere dal Comune nei confronti dell’Istituto per il Credito Sportivo, una fideiussione bancaria rilasciata da aziende di credito (…omissis…) ovvero polizza assicurativa rilasciata da impresa di assicurazione debitamente autorizzata (…omissis…) della durata di anni 14 a garanzia del pagamento delle rate di ammortamento del mutuo di € 550.026,59 (…omissis…)
Che con delibera di Giunta municipale numero 61 del 15-02-2005 si deliberava: di concedere fideiussione solidale a favore dell’istituto per il credito sportivo e nell’interesse della U.S.D. Lucera calcio e per tutta la durata del mutuo in conformità e condizioni specificati nell’art.5 dello schema del contratto di mutuo.
Si precisa che nella suddetta delibera di giunta non viene richiamata la fideiussione a garanzia del comune prevista nella delibera di consiglio n. 77 del 02.12.2004;
Che con verbale di assemblea redatto dalla D.ssa Orfina Scrocco il….. , notaio in Lucera, l’U.S.D. Lucera calcio è stata posta in liquidazione con effetto dal 10.03.2011;
Che Con Delibera di G.M. n. 98 del 13.04.2011, il Comune di Lucera risolveva anticipatamente la convenzione con l’US Lucera Calcio, provvedendo al pagamento delle rate non pagate fino alla data del 31.03.2011, per un importo di € 66.236,98. Ciò nonostante, l’US Lucera Calcio abbia regolarmente percepito ed incassato il contributo del Comune pari a 80.567,22 Iva compresa per tutto l’anno 2010 oltre la prima rata del 2011 di euro 13427,87. Inoltre il Comune, con la stessa delibera citata si accollava i debiti della U.S. Lucera Calcio, fino alla scadenza del 31.03.2019 pari a circa 360.000 euro;
Che la fideiussione fatta dall’Usd Lucera calcio risulta eseguita con una compagnia di cauzioni e fideiussioni, precisamente dalla “San Remo S.p.a.”, società questa iscritta nell’albo delle società ex art. 106 che non è una compagnia di assicurazione, nè un istituto di credito, in difformità quindi dalla delibera di consiglio comunale n. 77 del 2.12.2004 che prevedeva la stipula con una compagnia di assicurazione autorizzata nel ramo delle fideiussioni, ovvero con un istituto bancario;
Che ad oggi risulta impossibile escutere la suddetta fideiussione in quanto la compagnia di cui sopra è fallita e non è coperta da nessun fondo di garanzia;
Che nella delibera di G.M. n98 del 13.04.2011 con la quale il comune di Lucera si accolla il debito residuo della U.S.D. Lucera calcio per un totale di euro 425.000 circa, della fideiussione in favore del Comune non si fa alcun cenno;
Si fa inoltre presente, che presidente del Lucera Calcio, fino alla messa in liquidazione della società, è stato un consigliere comunale che mai ha rimosso la incompatibilità prevista dall’art. 63 comma 1 del T.U.E.L. Nel primo consiglio comunale il presidente del Consiglio lesse una comunicazione del Consigliere Comunale Pitta, con la quale egli affermava di essersi dimesso da presidente della U.S.D. Lucera Calcio, risolvendo apparentemente la incompatibilità da consigliere comunale prevista dal T.U.E.L..Successivamente nel mese di ottobre giunge al protocollo del comune una missiva del padre del consigliere Pitta che in qualità di socio unico respingeva le dimissioni del figlio e pertanto quella incompatibilità non è mai stata rimossa e soprattutto in consiglio mai nessuno ha comunicato la novità. Di fatto il consigliere Pitta è rimasto in consiglio pur essendo incompatibile.
Che ad oggi, nessun atto è stato messo in essere dal consiglio Comunale e dalla giunta per recuperare le suddette somme.
Che la richiesta da parte dei sottoscritti alla conferenza dei Capigruppo, di inserire nell’ordine del giorno del Consiglio comunale, un punto per la discussione e per addivenire a un deliberato di indirizzo ai dirigenti, per porre in essere tutte le azioni propedeutiche al recupero delle somme, è stato dalla conferenza dei Capigruppo respinta.
Dopo quanto premesso i sottoscritti Consiglieri Comunali chiedono a questa eccellentissima procura di individuare responsabilità, al fine di recuperare le somme di cui sopra, per evitare al cittadino contribuente, il pagamento di colpe non proprie.
Si allegano: Delibera di Consiglio n. 77 del 2-12-2004; Delibera di Giunta n. 61 del 15-02-2005; Delibera di Consiglio n. 1 del 27-07-2009; Delibera di Giunta n. 98 del 13-04-2011; Copia della fideiussione a garanzia del Comune stipulata con la San Remo S.P.A.