La Lista Tutolo torna a colpire informando i cittadini, nel corso di una pubblica manifestazione in Piazza Duomo, sull'intricata vicenda che riguarda la variante a Lucera 2. Manco a dirlo, il Comune, secondo quanto esposto da Antonio Tutolo, rischia di dover allargare i cordoni della borsa per possibili risarcimenti. Aiutandosi con il consueto maxi schermo, e assecondato da un agguerrito staff, il leader della pricipale forza di opposizione ha ripercorso i fatti, scaturiti nel 2001, riguardo alle richieste avanzate, prima dalla Aedes e poi, nel 2003, dai Fratelli Di Battista di riqualificazione urbana. Le ditte chiedevano di edificare alloggi, promettendo anche la realizzazione di importanti opere che avrebbero migliorato l'aspetto e la qualità della vita del quartiere. Un auditorium, un asilo, l'ufficio postale (all'epoca non era ancora stata istituita la succursale in quel rione), una piazza, la sistemazione di via Petrucci e altro. Ma dall'ente di corso Garibaldi nulla o quasi.
Per farla breve, la storia si è dipanata, poi, attraverso ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, richieste di pareri alla Regione Puglia, non senza passare dal Consiglio comunale, nel 2007, in prossimità delle elezioni, quando fu approvata la variante con i voti, Tutolo ci ha tenuto a specificarli, così come ha definito allo stesso modo responsabili gli assenti quel giorno in aula, di Vincenzo Forte, Renato Gentile, Andrea Bernardi, Giuseppe De Biase, Giuseppe Capobianco, Antonio Di Pasquale, Antonio Iannantuoni, Mario Massariello, Mario Coccia, Antonio Di Battista e Giuseppe Melillo. Ma, secondo quanto illustrato dal commerciante di via Bovio, quella delibera stabiliva una sorta di disparità di trattamento, origine, in buona sostanza, dei ricorsi da parte di altri proprietari dei terreni.
A sentire Tutolo, sia i sindaci Morlacco che Dotoli, per vari motivi, hanno mancato di intervenire, adottando provvedimenti efficaci che pure sarebbe stato e sarebbe ancora possibile individuare per evitare un altro salasso a carico del Comune.
Un nuovo caso di cattiva amministrazione, frutto, non si è stancato di ripeterlo Tutolo, di superficialità e mancanza di competenza e di interesse per le sorti della cosa pubblica, e che la dice lunga sul distacco che esiste tra la gente, all'oscuro di tutto ciò che accade nel "palazzo", e coloro che sono chiamati ad amministrare il territorio.