Magari, si dimostrerà la migliore delle giunte varate in questi due anni a Palazzo Mozzagrugno dal centrodestra, ma, sui blocchi di partenza, allo sparo dello starter, l'ultima squadra di governo a firma Dotoli non sembra avere slancio e forza propulsiva per tenere la corsia contro agguerriti avversari, che pure ci sono e non solo tra i banchi dell'opposizione, ma nella storia degli ultimi decenni della città, cioè disoccupazione, arretratezza, scarsa accessibilità democratica, disillusione, rifiuto a rimanere nella terra dei padri.
Chissà se questo rosario di piaghe perenni, nei diciannove giorni che hanno diviso il vecchio esecutivo dal nuovo, ha lambito i pensieri del Sindaco, impegnato a barcamenarsi in situazioni che rappresentavano la negazione di quell'"ampio" mandato (quel foglio con le firme lo abbiamo visto) ricevuto dai suoi per mettere insieme una nuova squadra a seguito dell'azzeramento deciso dopo l'arresto dell'assessore Corvino.
Niente Usain Bolt, è evidente, ma neanche, al momento, le fattezze di un buon mezzofondista alla El Guerrouj. Ribadiamo, sono considerazioni delle prime ore, che condivide la gente da noi interpellata. Che razza di ampio mandato era mai quello se, a un certo punto, si chiedono in molti, il Sindaco è uscito dai radar dell'opinione pubblica che aspettava una decisione rapida e in linea con le necessità della città? Come si fa a spiegare che le idee sono chiare e che il percorso, per quanto impervio, sarà affrontato con decisione, entusiasmo e voglia di strappare l'applauso? Non certo operando a scartamento ridotto a causa di lacci, se non catene, che obbligano il Primo cittadino a ridimensionare la portata dei propri obiettivi, nonostante, questa volta, l'inserimento di un paio di nomi (Michele Marucci e Silvio Di Pasqua) che rappresentano un effettivo elemento di novità.
Le ultime settimane ci consegnano, ancora una volta, quindi, un Dotoli amletico, in linea con quanto visto e sentito nei due anni che abbiamo alle spalle; personaggio dai contorni non definiti, sospeso tra cielo e terra. E la sua nuova giunta, a meno di exploits che accoglieremmo, sia chiaro, spellandoci le mani, ora come ora, più che a un campione con la testa cinta di alloro ci fa pensare a un ansimante signore che, con tanta buona volontà e madido di sudore, sfida l'asfalto dei viali della villa comunale, la mattina presto. Nella speranza di averla vinta su quella pancetta ingombrante e dispettosa.