Tornata la normalità nella vita quotidiana dei lucerini, dopo la dura prova della mancanza d'acqua durata, per alcuni, anche cinque giorni, è logico attendersi dal Comune i passi doverosi per dare risposte alla luce di un'esperienza così disagevole, come non si ricordava da decenni, e con diversi episodi di sciacallaggio da parte di chi, sulla pelle dei propri concittadini, ha creduto di potersi "arricchire", mandando alle stelle il prezzo delle taniche di plastica. Ci risulta che le Forze dell'ordine abbiano vigilato e sanzionato in modo esemplare questi approfittatori.
La Regione, come è noto, ha annunciato che si costituirà parte civile in un eventuale procedimento a carico di coloro che verranno indicati come responsabili dell'accaduto; Palazzo Mozzagrugno, secondo quanto dichiarato dal Sindaco, a meno di ripensamenti sempre possibili dalle nostre parti, dovrebbe fare lo stesso; idem l'Acquedotto pugliese.
Sotto accusa è, per il momento, in quell'area sottoposta a sequestro, l'incredibile cumulo di terra e rifiuti di vario genere, una collinetta di una dozzina di metri cresciuta nel tempo proprio sul punto in cui corre la linea di approvigionamento idrico principale che, secondo alcuni, col suo peso avrebbe fatto collassare la sottostante condotta, assetando qualcosa come trentacinquemila persone. E' impensabile che gli autori del misfatto (ammesso che conoscessero bene la zona) ignorassero la presenza della tubatura visto che sul declivio che delimita la spianata è visibile, in superficie, quella vecchia; bastava solo alzare gli occhi per scorgerla.
Nelle prime ore dell'emergenza, il Comune non ha brillato in quanto a efficacia (efficacia non impegno che è stato massimo) nell'informare la popolazione, non ce ne voglia Dotoli, ma è opinione comune che sia stato così. I comunicati inviati alle redazioni, infatti, non sono bastati a raggiungere tutti i cittadini, soprattutto gli anziani. E anche i manifesti sono comparsi con un certo ritardo. In presenza di un problema così grosso bisognava, evidentemente, far uscire, sin da subito, un mezzo provvisto di altoparlante che girasse per le strade di tutti i quartieri. E' sempre stato il sistema più idoneo, al di là della penetrazione assicurata dai media. Poi, che il guasto fosse più grave lo si è capito dal secondo comunicato del Comune, col quale si annunciava l'aumento del numero di autocisterne e i punti distribuzione dei sacchetti di acqua, ma era ormai troppo tardi per fare scorta in casa, almeno per quelli che ne avrebbero avuto la possibilità. Successivamente, l'unità di crisi ha saputo gestire in modo idoneo l'evenienza.
E' auspicio di tutti, ora che la popolazione lucerina ha superato questa prova con maturità e compostezza (a parte piccoli episodi di intolleranza e quelli, gravi, di sciacallaggio) che la politica e, in generale, i rappresentanti del territorio facciano sentire la loro voce affinchè la rete di approvigionamento venga dotata di un sistema secondario (sempre che qualcosa di simile sia possibile) al quale affidarsi in caso di rotture o guasti di grossa entità, per evitare almeno l'azzeramento totale dell'erogazione idrica.
In questo contesto emergenziale, come al solito, la nostra redazione è stata subissata di telefonate di persone in cerca di informazioni, alcune, anziane, addirittura all'oscuro della possibilità di approvigionarsi presso le cisterne e che hanno chiesto aiuto a noi. Abbiamo fatto il possibile per dare una mano, anche mettendoci personalmente a disposizione.