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Quella fortezza siamo noi. Intervista al prof.Licinio
 

Presentato anche a Lucera, nell'ambito delle Giornate del Libro 2011, organizzate dall'Unesco - Club Federico II, sabato 12 febbraio al Convitto Bonghi, Castelli Medievali di Puglia e Basilicata. Dai Normanni a Federico II e Carlo d’Angiò (Caratteri Mobili - Bari) del professor Raffaele Licinio, ordinario di Storia medievale e direttore del Centro Studi normanno-svevi dell’Università di Bari. Obiettivo del testo, riportare la discussione alla verità storica; a quello che erano, i castelli, e agli scopi per i quali furono edificati. Niente strane storie di presunta magia, niente intrighi di stampo hollywoodiano, niente cavalieri erranti e dame prigioniere da liberare. I castelli erano ben altro. Non solo sede di presidio militare per la difesa del territorio, ma volano per la ripresa socio-economica, potente simbolo del potere incarnato dal re o dall'imperatore. Il prof. Licinio con passione e con la consueta ironia ha tenuto desta l'attenzione del numeroso pubblico, lanciando, in sostanza, il messaggio a guardare alla Storia senza finzioni e inutili forzature, cogliendo il senso del tempo e il concatenarsi degli eventi. Per capire il presente e, ancora di più, il futuro che ci aspetta.

Il prof.Licino dopo la sua relazione ha, gentilemente, risposto ad alcune nostre domande.        

Professor Licinio, il suo libro intende sgomberare il campo da tanti luoghi comuni che riguardano i castelli medievali, si pensi a tutto quello che è stato detto e scritto su Castel del Monte. Ma, perchè, in genere, si continua a fantasticare sul Medioevo?

"Perchè il Medioevo non è mai esistito. Il Medioevo è una costruzione culturale; è l'unica età, nella Storia, in cui l'uomo che viveva in quel periodo non sapeva di vivere nel Medioevo. Il Medioevo nasce quando il Medioevo finisce. E tutte le varie età lo hanno interpretato in maniera diversa. L'immagine che abbiamo noi è quella che ci hanno consegnato il Romanticismo e i mezzi di comunicazione, in particolare il Cinema".

Lei ha dichiarato di non essere d'accordo sul progetto, presentato alcuni mesi fa qui a Lucera, relativo alla possibile ricostruzione del Palatium Federiciano e di altri edifici all'interno della Fortezza Svevo-angioina.

"Sarebbe un errore. Tutto si può fare. Facendone pagare il prezzo alle generazioni future. La ricostruzione di un manufatto si può fare quando le parti mancanti sono molto ridotte. Ma, quando manca addirittura l'edificio, che cosa si ricostruisce? E chi, in questo caso, conosce i disegni originari della struttura federiciana? Non si potrà mai ricostruire".

Qual è lo stato di conservazione dei castelli presenti nel nostro territorio? Le amministrazioni civiche e i cittadini dimostrano rispetto per queste importanti testimonianze del passato?

"Viviamo un momento in cui la Storia non occupa una posizione centrale. La Storia, il Diritto, le Leggi dovrebbero essere al centro di tutto. In Italia abbiamo più di ventimila castelli e non si può pensare di difenderli tutti. Però, esempi così grandiosi come la Fortezza Svevo-angioina di Lucera non si possono lasciar perdere. Bisogna spiegare che siamo noi, quella fortezza. Non è il ricordo del passato; quella fortezza siamo noi, perciò dobbiamo difenderla".



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Il prof.Licinio con la prof.ssa Maria Teresa Rauzino
Un momento dell'incontro organizzato dall'Unesco