Caro Presidente,
Il Lucera Calcio, uscendo battuto dai due confronti casalinghi consecutivi con Vieste e Tricase, è rimasto al penultimo posto in classifica, pericolosamente affacciato sul baratro della retrocessione.
I tifosi, per questo, sono molto abbattuti e, dopo tanti anni, cominciano a pensare che la squadra biancoceleste possa lasciare l'Eccellenza, cioè il massimo campionato regionale, dove ha sempre ben figurato, arrivando, sotto la Sua gestione, a disputare i play-off e vincendo una Coppa Italia Regionale, in quella storica giornata del 2006, a Noicattaro.
Un'annata difficile, in cui tutto è andato storto, questa stagione 2010/2011, in cui tutto sembra sfaldarsi. La Sua assenza al Comunale, durante le partite, sta assumendo i connotati di un abbandono. E' un black out totale, che nessuno si aspettava da una persona che ha sempre dimostrato propensione per il dialogo e il confronto sincero anche sulla pagina facebook. Questo può significare solo la volontà di disimpegnarsi dal progetto Lucera Calcio. Cosa potremmo pensare in alternativa?
La vita è come un libro, fatta di pagine che, al momento opportuno, è giusto voltare, perchè ogni cosa ha un inizio e una fine e non è una colpa chiudere un ciclo, soprattutto quando si è operato bene. Piuttosto, si può discutere sul modo col quale ci si lascia alle spalle un'esperienza per scegliere di fare altro.
Il Lucera Calcio è parte integrante del patrimonio collettivo di questa Città; le persone che tengono al destino della squadra amano i colori biancocelesti perchè si identificano in essi e nello spirito di una comunità e, pure se sono poche, non sono minori lo scoramento nella sconfitta e la gioia nella vittoria. Perciò, hanno diritto a una parola di chiarezza, a un gesto che lasci intendere cosa accadrà nell'immediato: a tutti interessa non retrocedere per mantenere una categoria che Lucera merita.
Nessuno si sogna di mettere in dubbio il Suo amore per il Lucera Calcio e siamo consapevoli, come ha detto qualcuno, che "anche le cose che ami di più possono ucciderti".
Se la famiglia Pitta ha deciso di non occuparsi più di calcio per legittime esigenze (e nessuno avrebbe nulla da dire, ci mancherebbe) sarebbe giusto renderlo noto, ma, al contempo, magari, mobilitare le ultime energie, materiali e morali, per evitare che la squadra finisca in Promozione, perchè sul piatto della bilancia peserebbe più una simile sciagura che le tante soddisfazioni che ci sono state.
Occupare posti di responsabilità è un onere prima che un onore e questo vale soprattutto nei momenti di difficoltà; perciò, se Lei sente di essere giunto al bivio fatale, in cui le strade si dividono, Le chiediamo di lasciare un bel ricordo, che poi sarebbe, a questo punto, la vittoria più importante.
Detto in altri termini, è giusto chiudere con onore o, se onore suona desueto e poco trendy, potremmo dire, con buon senso.
Con immutata stima