Dalla Camera del Lavoro-Cgil Lucera, riceviamo e pubblichiamo
L’interessante articolo di Lello Vecchiarino sulla Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 1 febbraio sull’inefficacia operativa dell’Area Vasta "Monti Dauni" ci induce ad alcune riflessioni, delle quali riteniamo opportuno rendere partecipi le comunità di Lucera e del Subappennino Dauno, nelle loro componenti politico-istituzionali, sociali ed economico-imprenditoriali.
Ricordiamo che l’Area Vasta è lo strumento mediante il quale i comuni di una determinata area, nel nostro caso quella di Lucera e del Subappennino, si uniscono per intercettare le risorse stanziate dall’Unione Europea, mediante i P.O.R. regionali, per incentivare l’iniziativa imprenditoriale privata e pubblica, previa presentazione di progetti di interesse sovracomunale.
La Camera del Lavoro-CGIL di Lucera ritiente che, ad oggi, l’esperienza dell’Area Vasta "Monti Dauni" possa essere tranquillamente considerata come un fallimento. Al momento, infatti, sono da considerarsi, in pratica, evaporati i 5 milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia attraverso la cd. "legge stralcio" e messi a disposizione dei progetti presentati da enti pubblici.
Causa fondamentale di tale fallimento è stata l’individuazione della Comunità Montana come soggetto capofila dell’Area Vasta, nonostante, all’epoca di tale individuazione, fosse già vivo nell’ambito politico-istituzionale il dibattito circa l’abolizione, appunto, delle comunità montane. Quella adottata è stata una scelta politicamente strumentale agli interessi di singoli protagonisti della politica locale, che si è rivelata alquanto infelice perché ricaduta su un ente non dotato delle strutture, delle risorse e dei mezzi necessari a svolgere il ruolo di soggetto capofila.
Preso atto di quanto detto sopra, è evidente che, in questo momento, proporre Bovino come nuovo soggetto capofila ha poco senso, perché significherebbe riproporre, in maniera pura e semplice, seppur sotto altre vesti, lo stesso metodo che ha fallito finora. Il comune di Bovino, infatti, considerate le sue dimensioni e la sua pianta organica, non è dotato delle risorse e degli strumenti necessari a svolgere un ruolo tanto delicato. In quest’ottica, il fatto che alcuni esponenti dell’amministrazione comunale lucerina sostengano la candidatura di Bovino a soggetto capofila dell’Area Vasta "Monti Dauni" ci pare politicamente strumentale e non motivata tecnicamente.
Pertanto, la Camera del Lavoro-CGIL di Lucera rinnova al Sindaco, dott. Pasquale Dotoli, ed alla sua giunta la richiesta di convocare il partnerariato socio-economico dell’Area Vasta "Monti Dauni", passaggio fondamentale per mettere le imprese private e gli enti locali nella condizione di presentare progetti imprenditoriali ed infrastrutturali capaci di garantire uno sviluppo armonioso dell’area in questione, e di rivendicare per il Comune di Lucera il ruolo di soggetto capofila, perché, nonostante l’eccessiva litigiosità dell’attuale maggioranza, l’ente comunale lucerino possiede gli strumenti e le risorse umane e tecniche necessarie a svolgere l’attività di programmazione e di gestione competente al soggetto capofila dell’Area Vasta.