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ASI, un intervento di Gianni Pitta
 

Sulla vicenda ASI, pubblichiamo un intervento di Gianni Pitta, consigliere comunale di maggioranza. Lunedì, 27 dicembre, Antonio Tutolo, secondo quanto annunciato, in segno di protesta, si insedierà nell'aula consiliare per sollecitare l'impegno dell'Amministrazione per la risoluzione del problema ASI, soprattutto per quanto attiene ai diritti di coloro che hanno subito l'esproprio senza il corrispettivo risarcimento. 

Vorrei precisare che la questione posta dal Consigliere Tutulo, riguardo all’ASI, è certamente meritevole di discussione ma andrebbe affrontata con maggiore chiarezza e senza troppe strumentalizzazioni. L’ASI è un carrozzone politico di emanazione regionale, gestita da un Presidente incaricato dalla Regione Puglia per fare sviluppo industriale e consentire l’insediamento di aziende sul territorio, ed è sotto gli occhi di tutti che l’attività amministrativa di questo Ente risulta ingessata ed inappropriata ad adempiere al suo ruolo di gestione ed amministrazione delle aree destinate ad insediamenti produttivi. Ma l’amministrazione Comunale, con in testa il Sindaco e l’Assessore alle Attività Produttive, non hanno nessuna responsabilità in relazione alle inadempienze degli amministratori dell’ASI.

Va precisato che in riferimento al tema degli espropri, la realtà non è proprio quella che descrive il Consigliere Tutulo, infatti, l’Area di Sviluppo Industriale ha comportato un esproprio di circa 47 ettari, e allo stato attuale l’ASI ha sottoscritto transazioni per circa 26,40 ettari, mentre sono in corso ulteriori transazioni per circa 4,28 ettari, restano ovviamente da definire altri 16 ettari per i quali l’Ente è in attesa delle richieste legali da parte dei proprietari, senza delle quali l’Ente stesso non si sente costretto ad adempiere al pagamento dell’esproprio stesso. Procedura che possiamo definire sbagliata ma che, dal punto di vista dell’ASI, consente una gestione finanziaria più agevole perché diluita nel tempo, ovviamente a discapito dei proprietari, con i quali siamo più che solidali.

L’accordo previsto per le transazioni sottoscritte (quindi il prezzo e le modalità di pagamento sono state comunemente concordate) e prevedeva un acconto del 50% da versarsi a giugno 2010 (l’Asi ha mantenuto parzialmente l’impegno versando solo la metà di quanto concordato) ed il versamento del saldo entro dicembre 2010.

Sia il Sindaco che l’Assessore Ienco hanno ripetutamente interpellato il Presidente dell’ASI, il quale ha manifestato una difficoltà dell’Ente a far fronte agli impegni assunti, (altro che menefreghismo o indifferenza dell’Amministrazione Comunale), sul Presidente dell’ASI è stato fatto un pressing asfissiante per adempiere agli impegni assunti. Lo stesso però ha giustificato tali difficoltà che potrei riassumere in quattro punti:

1 - L’area dell’Asi non è ancora completamente occupata, esistono allo stato attuale ancora molti lotti residuali da assegnare (evidenzia che all’ultimo bando di assegnazione per 23 lotti solo 5 aziende hanno risposto positivamente mentre le altre si sono defilate, ciò ha comportato in sintesi mancati introiti per cessioni di lotti che dovevano essere utilizzati per pagare gli espropriati);

2 - altri lotti assegnati e non pagati sui quali non è stato mai realizzato alcun insediamento produttivo (l’ente ha dato incarico all’avv. Cerisano per il recupero delle somme o l’eventuale revoca di assegnazione);

3 - lotti assegnati sui quali è stato realizzato l’intervento ma sui quali deve ancora essere regolarizzato il saldo e per i quali sono in corso trattative bonarie con le aziende;

4 - le opere infrastrutturali più importanti sono comunque state eseguite e pagate dall’ente.

Ragioni queste che hanno portato l’Ente al collasso finanziario e che non consentono allo stato attuale di pagare gli espropriati. Il Presidente inoltre ha tentato di accedere ad un mutuo bancario dando in garanzia alcuni immobili di proprietà dell’Asi ricevendo un diniego da parte degli istituti di credito interpellati e che dopo questa bocciatura ha richiesto un prestito alla regione Puglia che dovrebbe essere deliberato in Consiglio Regionale a dicembre (il prestito verrebbe utilizzato per pagare gli espropri ASI di Lucera).

Si tratta di capire se tali motivazioni sono condivisibili o meno, e su questo possiamo anche discutere, ma di suo mi sembra ovvio la questione non troverà certo risposta.

Il Consigliere Tutulo è al corrente di quanto sopra esposto, ed è evidente che se vogliamo trovare mille motivi per dire che le cose non vanno bene, li troveremo molto facilmente, ma il buon senso dovrebbe addebitare le responsabilità a chi di dovere, non certo all’Amministrazione Comunale che si sta impegnando quotidianamente alla soluzione di questo problema.

Sempre dall’ASI apprendiamo che per una ditta assegnataria di un lotto di 5000 mq, in fase di stipula notarile si è evidenziata una problematica relativa ad una particella residuale di 150 mq che invece di risultare in proprietà Asi, per un mero errore di trascrizione in fase di successione risulta essere in proprietà diversa da quella indicata, i quali però hanno già sottoscritto la transazione. L’Asi di comune accordo con la ditta assegnataria e con l’ausilio del notaio di parte stanno cercando di addivenire ad una soluzione in tempi brevi. Mentre per un’altra azienda assegnataria ove esisteva una servitù al metanodotto, di comune accordo si sta vagliando la possibilità di frazionare la particella residuale (pochi mq) e stralciarla dal lotto assegnato oppure di cambiare il lotto assegnato.

Occupare un aula ha il sapore della protesta fine a se stessa e non risolve alcun problema, non costruisce un percorso serio per affrontare una problematica complessa e che in questo momento lo è ancora di più per via delle poche risorse che la Regione ha messo a disposizione per le infrastrutture industriali della nostra Provincia.

Se non ci sono aziende interessate ad investire in un momento di forte crisi economica e finanziaria, ne prendiamo atto, e potremmo anche aprire una discussione sulla inefficacia operativa della delibera di Consiglio, con cui si è allargata la zona ASI con la previsione di altri espropri, è una questione di buon senso alla quale l’Amministrazione Comunale non credo voglia sottrarsi.



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