statistiche sito web
Sunday Radio - Lucera 97.5 fm  
News - sundayradio Lucera
   ATTUALITÀ
   CITTÀ
   CRONACHE
   CULTURA E SPETTACOLI
   LUCERA CALCIO
   MICROFONO APERTO
   PERSONE
   POLITICA
   PREAPPENNINO
   SECONDO NOI
   SINDACATI
   SPORT
 
   
Lello Vecchiarino, lettera ai giornalisti di Lucera
 

Da Lello Vecchiarino, ci è giunta una "Lettera ai giornalisti di Lucera", che riportiamo integralmente.

Carissimi,

va tacitamente insinuandosi nella cittadella della politica nostrana, quella che corre parallela alla città reale e che non di rado mostra singulti di apprensione di fronte al legittimo lavoro dei cronisti, uno strano refolo di vento. Si aggira, insomma, uno spettro nel Palazzo che ambisce a trasformarsi, con azioni mirate e a volte fintamente casuali, in uno spauracchio per chi svolge il compito di informare. Accade a Lucera, cittadina che mai come in questi tempi è stata così informata, dal momento che in loco operano almeno sei o sette giornali on line, un paio di emittenti radiofoniche, una emittente televisiva di grandi potenzialità, un periodico di carta stampata e un quotidiano regionale che dedica alla città almeno due pagine al giorno. Accade di questi tempi che più aumenta l’informazione, le occasioni di riflessioni, la possibilità, oggi più di ieri, che la gente conosca temi e problemi della comunità a cui appartiene e più ciò crea fastidio, timori, apprensione in chi è stato chiamato a gestire il potere. La serenata è sempre la stessa: i manovratori non vogliono essere disturbati: né da notizie né da commenti che in qualche modo possano offuscare il lucido sembiante di chi ha scelto di apparire e non di essere.

Troppi e recenti episodi la dicono lunga sul fatto che i giornalisti che operano a Lucera – siano essi professionisti o pubblicisti – non godono, per dir così, di buona stampa agli occhi di molti abitatori della cittadella della politica. Un processo per diffamazione si sta celebrando davanti al Tribunale di Lucera. Non si sa come andrà a finire. Chi scrive qualche giorno fa è stato destinatario di una citazione in giudizio civile per iniziativa di un consigliere comunale che chiede soldi, a me a al mio direttore responsabile del giornale in cui lavoro, per poter ristorarsi del danno di immagine che assume di aver subito dal contenuto di un mio articolo di cronaca. Come si dice in questi casi: ci vediamo in Tribunale.

Qualche giorno fa, e precisamente la mattina del 16 novembre, una sparuta delegazione di amministratori comunali si è fatta ricevere dal neo procuratore della repubblica, il dottor Domenico Seccia, al quale ha rappresentato le doglianze degli abitatori del Palazzo che si sarebbero sentiti offesi dal trattamento che dalla stampa locale ricevono. In particolare non hanno gradito che un seguitissimo giornale telematico abbia colto e sottolineato il rinnovato metodo investigativo e, più in generale, di attenzione ai fatti, anche quelli riportati dalla stampa, instaurato da Seccia.

Certo, liberissimi i politici-amministratori di dolersi davanti al magistrato del comportamento della stampa locale, ma a voler mettere insieme i tanti indizi e episodi di intolleranza mostrata nei confronti di chi ha il dovere di informare, se ne ricava una situazione di pericolo: soprattutto i giovani che si affacciano a questa professione potrebbero essere indotti ad "ammorbidirsi" come vorrebbe il palazzo. Il che dimostrerebbe ancora una volta quanto sia perniciosa, non tanto la censura, ma l’autocensura.

Il ricorso, poi, alla magistratura civile per impaurire il giornalista è un tema affrontato qualche giorno fa nel convegno nazionale della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) durante il quale molta attenzione è stata prestata a ciò che ha riferito la bravissima collega Milena Gabanelli (conduttrice di Report), dimostrando che il tema è quanto mai sentito.

Ora c’è, quindi, un anche per l’informazione, e metterà conto informare la Fnsi regionale e lo stesso Ordine dei giornalisti: non foss’altro per ottenere tutela e mettersi al riparo di qualche tranello sempre possibile. Ai giovani colleghi voglio soltanto dire di non abbassare la guardia, di rendere testimonianza di una professione che è soprattutto impegno civile e che siamo tutti a fare i guardiani della democrazia. Non lasciamoci intimidire, ché questo è il tempo del coraggio e della verità scoperta e narrata senza paludamenti e con la schiena diritta.

Certo, spiace denunciare quest’altra piaga cittadina, ma se la città vuole affrancarsi da un destino di arretratezza occorre pure che la classe politica mostri di voler costruire un rapporto più maturo con gli operatori della informazione. Altrimenti, nessuno ci toglierà dalle spalle il peso di vivere in una città che è un paradiso abitato da demoni.

Lello Vecchiarino

Caposervizio de "La Gazzetta del Mezzogiorno"



Sunday Radio on Facebook
(dal Web)
  POLITICA - Risultati elezioni ...  
  SOCIALE - Lo scrittore Maurizi...  
  SOCIALE - Una mano per la scuo...  
  EVENTI - Thinkers Art Festival...  
  EVENTI - A Ischitella, il IV R...  
  SOCIALE - Campi scuola di Prot...  
  CONCERTI - Si è concluso il Fe...  
  SOCIALE - Protezione civile, u...  
  CONCERTI - Festival Apuliae, e...  
  SOCIALE - Tornano i campi di l...