Dal sen.Costantino Dell'Osso, riceviamo e pubblichiamo
Dalla mia città al “Paese”: la sfiducia nel domani
Viviamo altre ansie, ci sentiamo insicuri, la paura investe chi vuole vivere qualche ora del suo tempo libero, nella villa, in un parco, nei giardini; avvertiamo il rischio di essere, per futili motivi, malmenati, derisi ed offesi. Le notizie di fenomeni estorsivi, di furti di macchine, di incendi dolosi, pur se efficacemente repressi dalla Forze dell’Ordine, sembrano non trovare, altrove, le sacrosante risposte.
In altre parti una rassegnata consapevolezza di mancanza di fondi (ma forse di inesperienza nell’individuarli ed utilizzarli?) per la riqualificazione urbana dei rioni periferici, aumenta il disagio; i giovani si adagiano nell’ozio, non sanno come occupare il tempo, si annoiano e bevono, bevono, bevono…
Oggi, purtroppo, gli avvenimenti che si ripetono e segnano il presente – escort, case, ville, etc. – hanno lacerato antichi rapporti personali; le emergenze continue di catastrofi, anche se vengono con solerzia affrontate, non sembrano placare le grida di paura e di rabbia di molti residenti delusi, perché consapevoli di aver relegato nelle mani di politici “distratti” la soluzione dei problemi (in primis l’occupazione giovanile), convinti che il solo carisma potesse supplire le regole democratiche di un mestiere così complesso, rigoroso e severo, e risolvere i problemi che fondano la loro soluzione nella tecnica del buon amministrare seguendo esclusivamente il dettame delle leggi vigenti.
Ma quante figure da operetta circolano nelle nostre comunità?
Lo sforzo continuo di taluni non ha prodotto alcun beneficio alla città, perché la pervasività di ambigui e “gentili” creativi ha depotenziato il pensiero autonomo dell’ “eletto” corrodendolo dall’interno.
Avrebbe potuto, il nostro, farsi un’idea più precisa e documentale sui fatti e continuare a camminare con le proprie gambe verso mete e traguardi ambìti e più ricchi di frutti per la comunità amministrata.
Ma, ahimé!, questa è un’altra storia scritta su di una pagina cittadina pregna di ipocrisia e velleitarismo, già ingiallita e mai fiorita, che aspetta il correre inesauribile del tempo vagheggiando tempi migliori.
Costantino Dell’Osso