statistiche sito web
Sunday Radio - Lucera 97.5 fm  
News - sundayradio Lucera
   ATTUALITÀ
   CITTÀ
   CRONACHE
   CULTURA E SPETTACOLI
   LUCERA CALCIO
   MICROFONO APERTO
   PERSONE
   POLITICA
   PREAPPENNINO
   SECONDO NOI
   SINDACATI
   SPORT
 
   
Con gli Stadio, a Lucera, un racconto lungo trent'anni
 

Con gli Stadio si va sul sicuro. La sera del 16 di agosto, in piazza Matteotti, il gruppo emiliano ha radunato un pubblico trasversale, accorso anche dai centri limitrofi, che ha partecipato, cantando, al concerto conclusivo dei festeggiamenti in onore di Santa Maria Patrona.
Repertorio a prova di bomba, un cielo di canzoni indelebili dalla memoria nazionale.
Gaetano Curreri, rilassato e felice di esibirsi finalmente a Lucera, dopo essere stato, per anni, a zonzo in tutta la provincia, ci ha ricevuto prima di salire sul palco, accettando di rispondere a qualche domanda, parecchi anni dopo la prima intervista degli anni novanta.

Gaetano, siete un gruppo di lungo corso, che stagione della vostra vita artistica state vivendo?

"Un momento proficuo, ci sono molti progetti in cantiere. Ma non posso parlarne per non litigare con l'ufficio stampa. Posso dire, comunque, che faremo qualcosa sugli sportivi".

Essere partiti da un territorio, l'Emilia Romagna, che significa tanto per la musica italiana, ritieni vi abbia conferito una marcia in più?

"Siamo stati un laboratorio di idee. Francesco Guccini, Lucio Dalla, Vasco Rossi e poi Luca Carboni, Samuele Bersani sono i nomi con i quali abbiamo lavorato e stretto amicizia non solo artistica. E' stato importante e ci ha arricchito molto."

Hai più volte, durante i tour, dimostrato avversione per ciò che sta accadendo al Nord sul piano politico, ci riferiamo alle stilettate lanciate alla Lega Nord...

"Guardate, io a Varese, territorio leghista, ho detto che la Padania non esiste, che è un'invenzione. Esiste la pianura padana, ma non esiste e non esisterà mai la Padania. Il giornalista Paragone, nostro estimatore, che all'epoca scriveva per il giornale dei leghisti, ci è rimasto male. Cosa hanno in comune, per esempio, gli emiliani con i friulani? Nulla, i loro dialetti sono molto diversi, sono diverse le tradizioni. Al Sud, invece, c'è molta più uniformità culturale. Siete più paese. Poi, voi pugliesi, avete un presidente che dice cose molto belle. Sono rimasto colpito ascoltando le sue parole".

Oggi, si diventa cantanti famosi grazie ai talent-show. Qual è l'opinione degli Stadio su questo fenomeno?

Con programmi televisivi del genere, si diventa prima famosi e poi, magari, ma è capitato di rado, si dimostrano capacità artistiche. Noi veniamo da un tempo in cui la gavetta, pur avendo talento, era sempre durissima e spesso artisti di valore hanno raccolto molto meno di quanto seminato. La fama arrivava dopo e a costo di grandi sacrifici. Si creano molte illusioni.

Nella vostra discografia c'è un omaggio ai caduti delle stragi mafiose, "Per la bandiera", un brano toccante scritto dopo l'eccidio di Capaci. Il mondo della musica, e dell'arte in genere, credi sia impegnato a fondo per sensibilizzare i giovani su un tema così drammatico come la lotta alle mafie?

"E' una canzone scritta con Guccini e dedicata, in particolare, agli uomini delle scorte. L'impegno per quella causa non è mai abbastanza, bisogna fare sempre di più. Ma il mio pensiero va anche ai tanti ragazzi in divisa che, in giro per il mondo, sono impegnati in situazioni pericolose nel nome del nostro Paese e per il Tricolore".

Bellissimo il concerto, un racconto lungo trent'anni, con tutti i principali successi, al quale vale sempre la pena assistere.
Struggente l'omaggio a Marco Pantani, giustamente sottolineato da un applauso, con "E mi alzo sui pedali" e proprio quello ai caduti per mano della mafia, "Per la bandiera", che non avevamo ascoltato in altre occasioni recenti.

Un grande spettacolo di musica, parole e sentimento.



Sunday Radio on Facebook
Gaetano Curreri a colloquio con Sunday Radio
L'inizio del concerto in piazza Matteotti
Curreri ha spesso coinvolto il pubblico