"No al bavaglio, questa Italia non la vogliamo", "Per essere liberi di sapere, per essere liberi di informare". Con questi slogan, anche a Lucera si è tenuto il "No Bavaglio day" per protestare, così come avvenuto in tante altre città italiane, contro la legge, in discussione in Parlamento, che imporrebbe limitazioni sull'uso delle intercettazioni agli inquirenti e impedirebbe alla stampa di riferire compiutamente sull'andamento delle indagini, pena severissime sanzioni. La manifestazione di protesta è stata promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa. A Lucera, per sostenerla, sono scesi in piazza Sinistra Ecologia e Libertà, Fillea Cgil, Sindacato pensionati italiani (Cgil), Anpi, La Fabbrica di Lucera, La Fabbrica di Nichi. "Una partecipazione straordinaria e inaspettata - è stato il compiaciuto commento della Fabbrica di Lucera - protagonisti soprattutto tanti giovani, che forse hanno compreso più di tutti come dietro la parvenza di tutela della privacy si nasconde una legge che punta a coprire le malefatte del potere, e per far ciò mette a repentaglio la sicurezza e la legalità, facendo entrare nelle maglie della nuova norma anche indagini di mafia e corruzione. Una preoccupazione rilanciata dai magistrati e ribadita dal Capo dello Stato". Contro la legge bavaglio sono state raccolte, in poche ore, circa trecento firme e l'appello a firmare sarà esteso anche nei prossimi giorni. |