Dal Comitato cittadino del movimento IO SUD, riceviamo e pubblichiamo
La Città deve partecipare
Per principio non siamo contrari a nessuna iniziativa atta a fare gli interessi della nostra comunità soprattutto quando si parla di energia rinnovabile e alternativa. Se a questo si aggiungono posti di lavoro non possiamo che esserne felici. Però consentiteci di fare alcune considerazioni di carattere partecipativo.
1 - Le centrali di una certa potenza devono essere approvate in conferenza di servizi. La legge recita che titolare del procedimento è l’amministrazione Regionale o per delega alle provincie, quindi l’amministrazioni interpreta il proprio ruolo e le modalità di giudizio a proprio piacimento, interpretando anche in modo bizantino le regole stesse, ci rendiamo conto come le autorizzazioni possono essere utilizzate a scopo politico a vantaggio di un gruppo piuttosto che un altro?
2 - Quando si progetta un impianto bisogna fare un’azione preventiva presso la popolazione (informazione scolastica, riunioni, progetti di miglioramento del sito, pensate ad un grande parco nella zona, dibattiti, depliant illustrativi, quanti di posti di lavoro, i vantaggi economici per l’indotto e le nuove figure lavorative etc.)
3 - Illustrazione ai cittadini delle tecnologie impiegate motori Euro 2 o ultima generazione, come sono arricchiti e da quali dispositivi?
4 - Combustibile quale e quanti, se ci sarà l’utilizzo di oli vegetali (perche anche essi sono biomassa).
5 - Quale sara' il trend di prezzo e lo scotto da pagare per il nostro ambiente? E la nostra fauna? Che grado di inquinamento? Un territorio già da risanare da molti fattori inquinanti.
6 - A che distanza dalla città verrà impiantato per sapere anche se ci sarà lo sfruttamento del teleriscaldamento.
7 - Scarse informazioni attendibili ed inaccessibilità ai progetti. Parlano maggioranza e opposizione senza che la città capisca un tubo.
8 - Committenza: chi è o quali sono le ditte interessate se c’è pubblico o solo privato o entrambi. Se c’è il pubblico, quali garanzie per la collettività. Quando fallisce un privato sono problemi suoi, ma quando invece fallisce la parte pubblica i costi sono a carico dei cittadini.
9 - Chi controlla?
I cittadini sono stufi di vedere impianti autorizzati ma non controllati, da qui il "terrore" che una centrale a biomassa possa trasformarsi in un inceneritore. Purtroppo in Italia ci sono già stati dei precedenti, ecco perché i cittadini devono essere preparati ad una scelta di tale portata. E’ in gioco il futuro dei nostri figli.
Noi ci aspettiamo un intervento di esperti qualificati che ci illustrino adeguatamente i rischi e i vantaggi del megaprogetto tali da far decidere tutta la popolazione in piena serenità.
IO SUD Comitato cittadino