Fabrizio Abate, segretario cittadino del Partito Democratico, all'indomani del varo della nuova giunta Dotoli, la terza in meno di un anno, esprime perplessità su tutta l'operazione che sarebbe dettata, totalmente, da necessità di stampo politico e condotta a termine dopo le Regionali e dopo i rumors che hanno attraversato, a più riprese, il Pdl. "Non c'è più traccia - ragiona Abate, interpellato da Sunday Radio - dell'idea iniziale formulata dal Sindaco al momento del suo insediamento, cioè quella fondata sulla necessità di dare alla Città un governo che includesse personalità svincolate dalle logiche di partito e che favorisse la meritocrazia. Oggi - prosegue il dirigente democratico - il Dotoli ter, allargato a otto assessori, si muove in direzione opposta. E' tutto rientrato; è cambiato il metodo. E la conferma arriva anche dalla presenza in giunta di chi un tempo sedeva tra i banchi del centrosinistra con, addirittura, l'incarico di capogruppo". Invitato, poi, a commentare l'ultimo Consiglio comunale, Abate ha focalizzato la sua risposta sull'intervento di Aurelio Ruggiero, nel corso della discussione sull'atto di transazione tra il Comune e le immobiliari della famiglia Capobianco. "Condivido quanto esposto da Ruggiero - ha detto il responsabile locale del partito di Bersani - Va bene risolvere i contenziosi, possibilmente in maniera equa per le casse pubbliche, ma sarebbe il caso anche di individuare le responsabilità di coloro che, sbagliando, hanno posto il Comune nella condizione di dover affrontare vertenze quasi sempre da perdente. Auspico che ad altre imprese sia data la possibilità di investire sul territorio, perchè bisogna finalmente favorire la crescita dell'occupazione". |