E' il terribile sequel del "film" del maggio 2007; lo stesso protagonista, Massimiliano, 35 anni, il disoccupato che ha creduto di poter risolvere i suoi problemi, o lanciare un grido d'aiuto, affidandosi a volti noti della politica nazionale, ad Alessandra Mussolini.
Massimiliano, dopo il gesto inconsulto consumato al centro commerciale, dove sequestrò e ferì una donna, non viene riconosciuto soggetto pericoloso e torna libero, alla vita normale. Solo che normale non è la prospettiva attraverso la quale guarda le cose del mondo.
La mattina del 19 gennaio aggredisce una studentessa di 15 anni che con due coetanee guarda la vetrina di un negozio di articoli da regalo; le punta un coltello alla gola e la trascina nell'esercizio commerciale, dal quale manda via il giovane proprietario, ordinando di chiamare polizia e carabinieri. Rosy implora le amiche di avvertire i suoi genitori della brutta situazione in cui si trova.
In breve, si ricompone la scena di tre anni fa. Fuori, c'è l'assedio di tutte le locali forze dell'ordine; ci sono i genitori della giovane; c'è la madre di Massimiliano in lacrime; c'è la gente, incredula che sia di nuovo lui a condurre quell'insano gioco. Nella seconda sala del negozio, c'è la lama di quel coltello che non lascia per un attimo la pelle dell'esile collo della ragazza.
Intanto, la notizia è lanciata da tutti i media locali e nazionali: nel centro storico di Lucera, cittadina in provincia di Foggia, "uno squilibrato recidivo" minaccia la vita di un'adolescente e vuole parlare con Alessandra Mussolini di persona, non al telefono, perchè la volta scorsa, credendo di sentire la voce della parlamentare ebbe l'unico momento di distrazione che gli fu fatale, venendo disarmato dai poliziotti. Questa volta le cose stanno diversamente, questa volta non vuole farsi fregare.
Arrivano i vertici provinciali delle forze dell'ordine; c'è il questore, il colonnello comandante dei carabinieri, il capo della squadra mobile; arrivano il procuratore della repubblica e il sindaco. Arriva la pioggia, intensa.
Massimiliano, però, non cede; tiene avvinto a sé il giovane ostaggio, spalle al muro. Nessuna trattativa, nessuna concessione. Solo la solita richiesta: la Mussolini deve venire a Lucera per sentire le sue parole. La parlamentare, avvertita, si mette in contatto con le forze dell'ordine; sarebbe disposta ad un colloquio telefonico con il sequestratore.
Invece, intorno alle 13, il questore, constatate la granitica resistenza di Massimiliano e l'impossibilità di ricondurlo alla ragione, nonostante la presenza di uno psicologo, chiede l'intervento degli uomini del Nocs (Nucleo operativo centrale di sicurezza). La squadra speciale della Polizia, impiegata in situazioni ad alto rischio, giunge da Roma in elicottero. Il velivolo atterra all'interno del Castello, alle 15.
Arrivate sul posto, le "teste di cuoio" studiano il loro piano di intervento che non prevede l'irruzione a sorpresa con l'impiego delle bombe assordanti in grado di disorientare il sequestratore. Il locale, infatti, non ha ingressi secondari, ma solo due finestre chiuse da grate. Si sceglie la tattica attendista, confidando in un attimo di disattenzione di Massimiliano che continua a tenere puntato il coltello al collo di Rosy.
Gli agenti del corpo d'elite si dispongono in posizione defilata rispetto alla visuale dell'uomo che è sempre nella seconda sala dell'esercizio commerciale e che si procura dei tagli con gesti autolesionistici, forse, l'avvisaglia del cedimento.
Cala la sera e si alza la rabbia della folla, quasi tracimante; carabinieri, poliziotti e vigili urbani organizzano un cordone, per precludere inopportune invasioni. L'ambulanza ha da un pezzo splancato le porte, i lampeggiatori accesi. All'interno del negozio tutto sembra calmo, la tensione, però, è alta. I Nocs, in formidabile coordinamento di pensieri e di gesti, colgono un movimento di Massimiliano che, per la loro esperienza, è il segnale di agire, come un solo uomo.
E' un attimo, il balzo è a valanga. Massimiliano è travolto; finisce a terra come un cristo a braccia aperte, fisso al pavimento; Rosy scappa al sicuro tra gli altri agenti, i cui volti conosce ormai uno per uno. E' finalmente salva e alle 18,05 è sull'ambulanza che sfreccia verso l'ospedale Lastaria, dove viene sottoposta ad accertamenti, ma ha solo qualche contusione e un graffio sulla fronte. Subito dopo riabbraccia i suoi genitori.
Massimiliano, invece, lascia il luogo della sua ultima impresa alle 18,30, cacciato nell'abitacolo di una volante che parte a sirene spiegate, verso un altro destino.
La folla inferocita vorrebbe linciarlo, ma sfoga la rabbia imprecando contro la sua anima.