Dalla Libera associazione agricoltori di Capitanata, riceviamo e pubbichiamo
Le manifestazioni degli ultimi giorni, di cui tanto hanno parlato i media soprattutto locali, hanno voluto dimostrare il malessere esasperato che il mondo agricolo sta vivendo, ma hanno altresì contestato quelli che si dicono i provvedimenti adottati dal ministro Zaia che riguardano sostanzialmente il rifinanziamento del fondo di solidarietà (stranamente condiviso da alcune associazioni di categoria), che è stato finanziato in gran parte con fondi tolti agli aiuti comunitari, che comunque appartenevano agli agricoltori. Tali fondi, sono stati trattenuti dall’art. 68 e dai fondi PAC.
Grazie alla mobilitazione dei giorni scorsi, si è riusciti ad ottenere dei segnali se pur minimi da parte della regione Puglia. Dopo un incontro tenutosi a Bari lo scorso 18 dicembre tra l’assessore regionale all’agricoltura Dario Stefàno, i rappresentanti provinciali delle associazioni di categoria ed una rappresentanza di agricoltori, siamo riusciti ad ottenere dei provvedimenti immediati che riguardano:
1 - Un de minimis pari ad € 5000.00 max per azienda, portando lo stanziamento dello stesso, dagli iniziali 3 milioni di euro agli attuali 13 milioni. Tali somme potranno essere richieste a partire dalla seconda decade di gennaio;
2 - La regione Puglia ha dichiarato lo stato di crisi del settore agricolo, non ancora recepito dal Governo nazionale; tale provvedimento permetterebbe agli agricoltori la proroga e successiva rateizzazione delle debitorie gravanti sulle aziende, e darebbe accesso ad un finanziamento a tasso agevolato da restituire in 5 anni e con un fondo perduto pari al 40% del finanziamento erogato;
3 - Abbattimento del 50% dei contributi previdenziali per la campagna in corso.
Tutto questo si è reso necessario in quanto la politica agricola comunitaria degli ultimi anni, è stata fortemente penalizzante per l’agricoltura europea sino a generare la profonda crisi in cui attualmente il settore riversa.
Per questo abbiamo incontrato, domenica scorsa nel corso di una manifestazione da noi promossa in piazza Matteotti a Lucera, l’europarlamentare Barbara Matera, a cui abbiamo consegnato un documento programmatico da noi preparato, che ha come obbiettivo la ristrutturazione della politica agricola comunitaria.
L’onorevole Matera si è detta favorevole a questa nostra iniziativa e pronta a portare in commissione le nostre istanze. Il tutto naturalmente è stato rinviato all’anno prossimo; praticamente ancora pochi giorni e sapremo cosa i nostri politici vorranno fare per la nostra agricoltura.
Questo è quanto siamo riusciti ad ottenere, che naturalmente non basta a tirarci fuori dalla nostra crisi, ma quantomeno basta a farci sperare che il nuovo anno segnerà l’inizio di una riforma totale del settore.
Ci è gradita l’occasione per porgere a tutti i lettori i nostri più sentiti auguri di Buone Feste.
Di seguito, il documento consegnato all’on. Barbara Matera.
DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER UNA EFFETTIVA RISTRUTTURAZIONE DELLA POLITICA COMUNITARIA INERENTE IL SETTORE AGRICOLO
Non abbiamo bisogno di esporre il malessere che il comparto agricolo sta vivendo in questo particolare momento di crisi internazionale, ma di portare la vostra attenzione ai problemi del settore produttivo di questo comparto, che ha visto depauperato il reddito degli imprenditori del vecchio continente, grazie a regole rigide ma a salvaguardia del consumatore e del rispetto del lavoratore.
Questo ci è stato chiesto dall’Europa, che mentre chiede ai suoi cittadini quanto predetto, apre all’ingresso di tutte le merci provenienti da paesi che non rispettano nessuna regola. Questa si chiama in gergo commerciale concorrenza sleale e favoritismo al comportamento illegittimo di quelle nazioni.
Per cui chiediamo che si provveda immediatamente a rettificare le predette storture nel miglior modo possibile e nel contempo ci permettiamo di suggerire eventuali soluzioni che potrebbero, a nostro avviso, risollevare il settore rispettando tutte quelle regole esistenti , nonché gli impegni comunitari già presi.
In primo luogo, riteniamo necessario il rispetto delle regole comunitarie a noi imposte con controlli severi sulla qualità dei prodotti e dei fitofarmaci utilizzati, senza nessuna chiusura dei mercati ma a fronte di una verifica precisa e puntuale anche sulle politiche del lavoro e dei diritti umani esistenti in quelle Nazioni.
Sarebbe vitale, per le nostre aziende, provvedere ad un intervento economico sul prezzo dei prodotti al fine di assicurare un reddito soddisfacente agli imprenditori agricoli sulla base della riforma Americana intervenuta sul settore agricolo in modo che le aziende registrino un utile alla fine dell’esercizio.
Sarebbe inoltre opportuno che gli aiuti comunitari venissero erogati ad i soli imprenditori agricoli in possesso dei dovuti requisiti economici.
E’ altrettanto necessario anche rivedere la scelta Comunitaria di smantellare il settore Zucchero che ci potrebbe rendere dipendenti a breve dalle multinazionali Estere con prezzi che andrebbero in regime di monopolio, e salvare quindi il comparto bieticolo.
Sono questi i provvedimenti che, adottati nei tempi giusti, potrebbero determinare la sopravvivenza dell’agricoltura.
Restiamo a disposizione per poter esporre verbalmente queste nostre proposte direttamente con i massimi vertici ma anche in audizione comunitaria in presenza delle Associazioni Agricole che effettivamente rappresentano gli agricoltori.
Il Presidente