Triste sorte, quella capitata a un gruppo di capodogli spiaggiatisi sul litorale del Gargano, tra Foce Varano e Ischitella. La tragedia, come è stato descritto da quasi tutti i media locali e nazionali, si è consumata a partire dal primo pomeriggio di giovedì 10 dicembre. I cetacei, nove esemplari, incrociavano in quel tratto di mare, in quelle ore burrascoso, quando, perso l'orientamento, sono finiti in acque basse, a pochi metri dalla battigia. Due capodogli, tuttavia, prima che perdessero le forze, sono riusciti a riprendere il largo, salvandosi; gli altri si sono inesorabilente arenati. Scattato l'allarme, poco o niente hanno potuto i soccorritori non disponendo di mezzi per riportare al largo i poderosi mammiferi, lunghi una decina di metri e pesanti alcune tonnellate. L'agonia è stata breve per quattro di essi; i restanti tre, alle 16 di venerdì 11 dicembre, quando con i colleghi di Lucerabynight, Studio9TV e con il rappresentante locale del Wwf, Mauro Cutone, siamo giunti a Foce Varano, erano ancora vivi, ma ormai allo stremo. Sul posto, tra gli altri, gli uomini della Forestale, personale dell'Università di Bari, che hanno effettuato prelievi di sangue e di tessuti sugli animali, veterinari, ambientalisti, membri della Protezione civile, studiosi di cetacei giunti da diverse parti d'Italia e una folla di curiosi. I capodogli si sono spiaggiati a notevole distanza l'uno dall'altro; per fotografarne solo tre abbiamo dovuto percorrere un paio di chilometri. Questo evento, secondo gli esperti che abbiamo sentito, rarissimo nel Mediterraneo, ha riaperto il dibattito sulle cause che porterebbero formidabili nuotatori di alto mare come capodogli, balene e delfini a morire sulla terra ferma. Sul banco degli imputati, ovviamente, l'uomo e l'inquinamento che produce, che causa penuria di cibo, ma anche la tecnologia che impiega, come il sonar, che ingannerebbe il "sistema di navigazione" delle creature marine. Nella stessa zona, pare sia stata trovata anche la carcassa di una tartaruga "Caretta caretta". Prima di chiudere, spezziamo una lancia a favore delle persone, che sono accorse sulla spiaggia, attaccate su alcuni blog e forum perchè incapaci di fare qualcosa per i cetacei morenti. Secondo questi autori, che, evidentemente, vivono davanti al monitor del pc, i capodogli andavano spinti anche a forza di braccia verso il largo, pur di salvarli. Bastava essere presenti per rendersi conto della difficoltà dell'impresa, a causa del mare agitato e dell'enorme peso di quegli animali. |