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Alghisa, un problema da risolvere in fretta
 

Il Comitato intercomunale “Salute e Territorio” di Lucera annuncia e rilancia la vertenza ambientale per la città di Lucera, durante la conferenza stampa del 4 ottobre 2009, che si è tenuta davanti i cancelli dell’Alghisa, a circa 2 chilometri dal centro cittadino.

 

  • Installazione fissa della centralina per il monitoraggio dell’aria;
  • Installazione di una centralina per il rilevamento dell'inquinamento elettromagnetico;
  • Indagine epidemiologica sulla popolazione da parte di Istituti super partes;
  • Registro dei tumori;
  • Messa in sicurezza e bonifica dell’Alghisa
  • Approvazione pubblica dell’impegno assunto da parte del Comune di Lucera e prova inequivocabile da parte della giunta e del Consiglio Comunale lucerino di voler dare seguito concreto all’iniziativa legale di costituirsi parte civile nei processi riguardanti le discariche abusive di rifiuti tossico nocivi insistenti nel nostro territorio.

Ecco le principali richieste del Comitato “Salute e Territorio” che da diversi anni si sta occupando delle problematiche della città di Lucera, una città devastata da tanti fenomeni di inquinamento senza che ci sia una particolare attenzione da parte delle forze preposte, ma soprattutto dell’ente comunale. Una vertenza ambientale per la città di Lucera che interessa i problemi della città, che vanno dall’elettromagnetismo selvaggio alla questione dei rifiuti tossico-nocivi che spesso vengono intercettati, su terreni comunali e non comunali, in uno sversamento continuo che poi, sostanzialmente, la collettività deve pagare in termini di risanamento, ma anche e soprattutto in termini di salute.

 

La Conferenza si è tenuta davanti ai cancelli dell’Alghisa. L’emblema di un disastro ecologico ma anche di un abbattimento di imprenditorialità da parte di chi sembra aver programmato, da tanti anni ormai, una politica di non sviluppo a vantaggio di pochi potentati locali. Una fabbrica metallurgica autorizzata a tutti gli effetti per il riciclo dell’alluminio. Una fabbrica che era tra le più importanti del Meridione e che è stata costretta a chiudere in seguito a varie ed intricate vicende burocratiche e giuridiche. Vicende che hanno di fatto impedito alla società di smaltire e riciclare quei rifiuti tossico-nocivi consistenti essenzialmente in scorie saline di seconda fusione, classificate, in base ai codici europei CER di pericolosità, come H4 (sostanze irritanti per le mucose, gli occhi e l’apparato respiratorio) e H12 (sostanze che a contatto con l’aria, il vento e l’acqua sprigionano dei gas molto tossici che raggiungono le mucose e possono causare tumori).

 

Oltre alla messa in sicurezza, il Comitato lucerino chiede la bonifica del sito tramite il ripristino del riciclaggio delle sostanze tossiche con l’installazione di una fabbrica. Siccome ci saranno cospicui investimenti pubblici a livello regionale, si propone di utilizzare questi fondi per beneficiare non solo dello smaltimento ma anche della riapertura in loco di un’attività economica del riciclo dell’alluminio.

 

Sono intervenuti alla conferenza stampa, Liliana Toriello (Comitato “Salute e Territorio” di Lucera), Tino Ferulli (Comitato “Pro Ambiente” di Modugno), Donato Cippone (Fondatore del Coordinamento Associazioni, Comitati e Movimenti – Bari/Puglia), l’On. Pierfelice Zazzera (Coordinatore dell’Italia dei Valori, regione Puglia), Massimo Colia (Consigliere Provincia Foggia), Antonio Gagliardi (Associazione Elettrosmog – Volturino) ed altri cittadini residenti nell’area direttamente interessata dall’inquinamento causato dalle scorie tossiche dell’Alghisa.


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La conferenza stampa davanti ai cancelli dell'Alghisa