Antonio Tutolo è ritornato a parlare in Piazza Duomo, dopo il primo Consiglio comunale e le dimissioni da sindaco di Pasquale Dotoli. Sostenuto dal consueto calore dei suoi tanti simpatizzanti, il leader della Lista omonima ha tenuto a fare chiarezza sui due passaggi della recente e burrascosa assise cittadina, l'elezione del Presidente del Consiglio e quella dei vice. Tutolo, con forza, ha urlato dal palco che alla sua Lista non interessa chi sia il Presidente del consiglio; non avendo avuto la possibilità di votare nomi diversi, Pica o Vitarelli era la stessa cosa, trattandosi di uomini della maggioranza, di una litigiosa maggioranza. L'obiettivo della Lista Tutolo era la votazione dei punti all'ordine del giorno di particolare interesse per molti cittadini in trepidante attesa (vicenda 167 e le due conferenze dei servizi). Dovendo, necessariamente, procedere all'elezione del Presidente del consiglio, Tutolo, che ha ricordato le sue solitarie iniziative in Piazza Duomo, nei mesi scorsi, per sollecitare l'impegno del Commissario straordinario su quelle questioni, bellamente ignorate dalle altre forze politiche, ha detto che votare Pica, il solo nome proposto dal quel che restava della maggioranza, era l'unico modo per arrivare a votare gli ultimi tre accapi. Cosa che, poi, è avvenuta nella seduta di seconda convocazione. Insomma, sarebbe stata una grande contraddizione per la Lista Tutolo essere in Consiglio comunale e non soddisfare le legittime attese di quei cittadini che chiedevano da tempo al Comune un fattivo impegno per la loro situazione, così come sarebbe stata una contraddizione non protestare contro la serie di pause e dei rinvii, avendo avuto, la coalizione che ha largamente vinto le elezioni, settimane e settimane per affrontare i problemi interni. Sul voto per l'elezione dei vice-presidenti, Tutolo ha sottolineato che Vincenzo Forte è un suo acerrimo avversario politico e che aver contribuito a investirlo di questa carica è stato un modo "per poterlo tenere lontano dalla commissione elettorale", nella quale sarebbe dovuto entrare Luca Borrelli, anche grazie a un accordo con lo stesso Pd, in rappresentanza della minoranza, al fine di continuare la battaglia per il sorteggio degli scrutatori. Il commerciante di via Bovio, quindi, ha fermamente respinto le accuse formulate da alcuni sul comportamento del suo gruppo nell'aula consiliare: tutto è stato fatto per arrivare al sodo delle questioni, la Lista Tutolo è a Palazzo Mozzagrugno per fare e non per accodarsi al triste balletto di coloro che antepongono le beghe di partito agli interessi della Città.
Alla fine del comizio, Antonio Tutolo ha rivolto un accorato appello a Pasquale Dotoli perchè ritiri le sue dimissioni, portando avanti con tenacia le sue idee in autonomia dalle pressioni che gli piovono addosso, per scongiurare un'altra gestione commissariale.