"Sono venuto col cappello in testa perchè voglio togliermelo davanti ai miei conterranei". Con questa frase ad effetto, omaggio ad un pubblico entusiasta, Renzo Arbore ha esordito sul palco del grande concerto tenuto la sera del 14 luglio, nell'ambito della festa organizzata dalle Ferrovie del Gargano per la reintroduzione della linea ferroviaria Lucera-Foggia. Lo showman foggiano ha tenuto uno spettacolo carico di sentimento, sfumato, a volte, nei colori della malinconia e dei ricordi. Un affresco di suoni e voci, evocativi di un'avventura artistica formidabile, compresa tra le radici meridionali, foggiane, e il sogno americano. In mezzo, il calore di Napoli, molto più che una parentesi di vita. Da "Era de maggio" a "'O Sarracino", da "Dicitencello vuje" a "Voce 'e notte", da "Chella lla" a "Come facette mammeta", da "Catarì" a "Luna rossa", passando per il tributo al grande Totò con "Malafemmena"; a Roberto Murolo, con "Reginella", a Domenico Modugno, con "Piove", cioè "Ciao ciao bambina"; a Gabriella Ferri, con "Dove sta Zazà"; a Nino Manfredi, con "Tanto pe cantà", Arbore e i suoi musicisti hanno svelato il cuore pulsante e immortale della cultura popolare italiana, strizzando l'occhio all'America del Jazz, dello Swing e del Blues che sedusse "quei ragazzi" del secondo Dopoguerra. A completare la performance, i brani del suo divertente repertorio: "Ma la notte no", "Il materasso", "Vengo dopo il tiggì", "La vita è tutto un quiz", "Smorza e llaigts", che rimandano a fortunate trasmissioni televisive, e lo spazio concesso a Gegè Telesforo, anch'egli foggiano doc, discepolo di Arbore, jazzista e sopraffino scatman, "il migliore in Europa e in grado di dare i numeri anche agli americani" ha precisato Renzo. Insomma, l'immenso pubblico, accorso anche da fuori, ha assistito a un evento di portata storica. Una bella spinta al lancio del treno, una storia d'amore che comincia e che, speriamo, non sia solo un Flirt...
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