E' arrivata, ieri, la proclamazione degli eletti al nuovo Consiglio comunale e prosegue, intanto, il lavorio del sindaco Dotoli per la messa a punto della giunta che lo affiancherà nell'azione di governo. Non sembra in discesa la strada, a dispetto dell'ampia maggioranza scaturita dalle urne di giugno. Infatti, si mormora di presunte difficoltà che il Primo cittadino starebbe incontrando per la composizione della squadra; di nomi ne circolano e non sono, francamente, il massimo se pensiamo al lavoro titanico che serve per tirare fuori dalle sabbie mobili le sorti di questo Comune, che non riesce a trovare pace. Nell'attesa di saperne di più, e, magari, di apprendere che Dotoli ha fatto tutto di testa sua, parliamo di giovani, perlomeno dei giovani che abbiamo sentito (lontani dal "velinismo", dal "tronismo" e, in generale, dai "simboli" promossi da certa televisione), e di cosa pensano dell'attuale momento della città. Ebbene, ma si sapeva già, questi ragazzi, anche dopo le recenti elezioni, non nutrono nessuna fiducia che le cose possano cambiare, a breve, e non tutti trattano l'argomento sulla base di consunti luoghi comuni. Definiscono Morlacco e Dotoli persone per bene, ma circondate di personaggi poco affidabili che hanno pensato, che pensano e che penseranno solo ai propri affari. Sono coscienti che qualcuno si stia dando da fare almeno per rompere le scatole, ma dal loro racconto emerge una Lucera rassegnata, ripiegata su se stessa, ancora fortemente sotto ricatto da parte del ceto politico e dagli affiliati ad esso. Alcuni reputano il fatto di essere nati qui come una vera iattura e di non sentire nessun sentimento di appartenenza. L'ora in cui partiranno per cercare lavoro altrove è considerata come una sorta di liberazione, una legittimazione verso una vita da cittadini di serie A. Parole dure, forse ingenerose nei confronti delle loro radici, ma ci chiedono il perchè dovrebbero essere indulgenti con una società che ha pensato poco a loro, e poco ha pensato a molti dei loro genitori e parenti.