Costantino Dell'Osso ha lasciato la direzione amministrativa del Lastaria e il suo ufficio stampa ha annunciato che l'ex senatore diventerà city manager del Comune di Lucera. Di seguito il comunicato. Il dott. Costantino Dell’Osso lascia la direzione amministrativa del Presidio Ospedaliero "Francesco Lastaria" di Lucera. Dopo diversi lustri caratterizzati da alcune importanti conquiste, come quella, politica, che lo vide eletto senatore della Repubblica (X e XI Legislatura) e quella che lo portò a ricoprire il prestigioso incarico di Sottosegretario agli Interni nel Primo Governo Ciampi, e dopo una lunga ed importante esperienza al servizio del nosocomio lucerino, dal 1º luglio il dott. Dell’Osso passa la mano ad un suo successore e va in pensione lasciando in eredità un bagaglio di risultati ottenuti insieme a tanti medici e colleghi ed a quella che egli stesso ha definito «una splendida squadra!». «Qui ho iniziato la mia vita lavorativa: economo, vice direttore, direttore, coordinatore amministrativo, dirigente». È quanto ha ricordato nel suo discorso di commiato durante l’evento che lo ha visto prendere congedo e svoltosi dalle ore 12:30 di lunedì scorso, 29 giugno, in una "Sala Centore" affollatissima, alla presenza di Autorità, di Don Ciro Fanelli, Vicario del Vescovo della Diocesi Lucera-Troia S.E. Mons. Domenico Cornacchia, del sindaco del Comune di Lucera Pasquale Dotoli, di diversi sindaci di alcuni comuni del Subappennino dauno, del cappellano dell’ospedale, Don Carlo, dei colleghi, dei medici, del personale del Lastaria e dei tanti amici. Il dott. Dell’Osso, prima del suo intervento di chiusura, nella occasione ha potuto constatare dalle parole dei molti intervenuti un affetto ed una stima rinnovati. Quindi ha ripercorso le tappe della sua lunga esperienza e del forte sentimento che lo ha sempre legato al nosocomio lucerino, dai ricordi di vita privata, divisi tra momenti di gioia e di dolore: «Qui ho accompagnato mia moglie, che mi ha donato due splendidi figliuoli; qui si è consumato il dramma di mio figlio», alla definizione della sua vita come«un dono di Dio». Così ha detto rivolgendosi soprattutto a Don Ciro e a Don Carlo: «…una vita splendida nei suoi sogni realizzati, durissima nell’aver saputo e dovuto accettare una crudele realtà e non farmi soffocare da essa». Poi il ricordo di medici come «i prof. Nemeth, Marogna, Perrotta, Imperati, Tota, Colucci, Campodonico, che molti di voi non hanno conosciuto e dei quali taluni sono divenuti nel tempo ordinari e/o direttori di cattedra universitaria». E ancora un ringraziamento riservato «ai dott.Cesarini, Calabrese, Cipriani, Cinque, all’amico Mario Morlacco, la cui frequentazione si è trasformata, nel tempo, da conoscenza a sincera amicizia». Quindi un pensiero a coloro «che ci hanno lasciato, tutti partecipi e protagonisti della crescita dell’ospedale, come i dott. Centore,Colapietra, Calvano, Tozzi, Rossetti, i fratelli Ianigro». «Ora questo lucerino "rompi" – ha affermato con un pizzico di autoironia – ha deciso di anticipare di qualche mese il suo pensionamento e di togliere… il disturbo» (l’incarico in effetti durava fino al mese di novembre prossimo, nda). «Se talvolta – ha tenuto a precisare rivolto ai colleghi ed al personale – vi sono apparso scontroso e adirato, è perché avvertivo una vostra titubanza alla mia insistenza nel difendere con energia la nostra creatura ospedaliera». Ed ha ricordato, a tal proposito, l’esempio recente del P.A.L. (Piano Attuativo Locale), «sul quale abbiamo dovuto spendere la nostra credibilità, reagendo ad una palese ingiustizia per l’incomprensibile tentativo di sopprimere la Pediatria, la lungodegenza, l’UTIC, l’oncologia ed altri reparti o servizi che concorrevano e concorrono al buon nome di questo ospedale». E per questo Dell’Osso ha voluto ringraziare «la stampa, il dott. Di Bari – Vice Prefetto Vicario e già Commissario Straordinario del Comune di Lucera – l’ex Sindaco di Foggia, l’ing.Santoro, sindaco di Celenza Valfortore, le organizzazioni sindacali e gli autorevoli membri della Conferenza dei Sindaci». Allo stesso modo, ha richiamato alla mente il momento in cui, ai tempi del governo regionale retto dall’attuale ministro Fitto e con il dott. Mario Morlacco, allora direttore dell’ARES, «dagli scranni dell’aula consiliare abbiamo spesso levato forte la nostra voce affinché i ripetuti tentativi di ridimensionamento o di accorpamento fallissero». E proprio a Fitto e a Morlacco «durante un apposito convegno svoltosi nel Circolo Unione, consegnammo i vostri e i nostri timori per la sfiducia che serpeggiava al tempo dei riordino della rete ospedaliera». E per quello scampato pericolo per la popolazione non solo di Lucera, ma di molta gente del Subappennino dauno, il direttore amministrativo uscente ha ricordato «l’azione intelligente del dott. Mario Morlacco che, per un senso di appartenenza a questo ospedale, non possiamo non riconoscere come nostro nume tutelare». E sempre sul fronte delle conquiste, il dott. Dell’Osso non poteva escludere di evocare «l’adozione di quelle quattro delibere regionali che hanno consentito l’acquisto della TAC e l’ammodernamento del plesso di radiologia, delle nuove sale operatorie e degli interventi strutturali di reparti, la camera calda del pronto soccorso e l’attivazione, a breve, di otto posti dell’UTIC». «E come non ricordare – ha ancora aggiunto nel suo flashback – e dare merito a chi di voi ha saputo conquistare la simpatia degli operai dellaFondazione Barilla, che hanno donato al nostro ospedale una Unità Coronarica Mobile, e al Presidente pro tempore dei Lions, l’amico dott.Enrico Scarano, che ha permesso di dotarci di un mammografo di elevata tecnologia… E poi le famiglie Cavalli, i Curato e quanti hanno saputo conquistare le simpatie del Banco di Napoli di Lucera, della Nissan di Foggia, dell’Impresa Pitta Bruno, del Mulino Sacco Gianfranco, della Banca Popolare di Milano, della Banca del Monte e della sua Fondazione…». Momento cruciale il passaggio in cui il sen. Costantino Dell’Osso ha "precisato": «Voglio però assicurarvi che in fondo non vado via, ma mi adagerò nella porta accanto, in una casa più grande: quella del Comune di Lucera, che abbraccia anche la nostra Istituzione, della quale è madre naturale». Il riferimento è al ruolo di Direttore Generale che andrà certamente a rivestire a Palazzo Mozzagrugno, «dal quale – ha detto – con il Sindaco, potrò meglio seguire gli sviluppi organizzativi e le problematiche del nostro ospedale». E con un «non potrò mai dimenticarvi» ha raccomandato di «continuare a fare squadra mantenendovi gruppo compatto e, soprattutto, entusiasta; bandite l’inquietudine, l’insofferenza. Nelle vostre mani, nei vostri cuori resta affidato il futuro del nostro ospedale sul quale vigila la mano protettrice di San Pio». Altre sfide, come egli stesso ha ammesso, lo attendono: «Molte le ho vinte. L’arte di staccare – ha aggiunto – non è legata ad alcuna età precisa in quanto in qualsiasi stagione della vita ognuno di noi può dare il meglio di sé. Quindi, non mi considero mai in pensione, perché cercherò sempre altri spazi. Oggi – ha concluso – ho ancora una meta: quella di poter tornare in mezzo a voi e ricambiarvi l’amicizia accordatami». Ufficio stampa del sen. dott. Costantino Dell'Osso |