Le urne hanno riconfermato gran parte del precedente Consiglio comunale e la "Grosse Koalition" guidata dal neo sindaco Pasquale Dotoli, persona rispettabilissima sia chiaro, sotto le insegne del centro-destra, riunisce un bel pò di smaliziati attori della politica locale, tra cui quelli abituati a passare, con disinvoltura, da una parte all'altra, in base alla convenienza, ovviamente. Dopo le, diciamo così, "incomprensioni" di inizio campagna elettorale, relative alla compagnia di un paio di liste non gradite, Dotoli, grazie a un largo consenso già al primo turno, è, ora, sullo scranno più alto di Palazzo Mozzagrugno ed è speranza di tutti che riesca a farsi valere nel confronto che partirà con le diverse (molto diverse, soprattutto nelle intenzioni) anime dello schieramento in merito all'azione di governo. La città trasuda sofferenza e non ascoltare il suo grido d'aiuto sarebbe quanto meno imperdonabile per il buon Pasquale.
In questo contesto, si incunea Antonio Tutolo, forte di un successo elettorale straordinario che vale tre seggi. Un'affermazione la cui campagna elettorale è costata solo tremila euro. "Sono perfettamente cosciente della responsabilità che poggia sulle mie spalle - ci ha detto il commerciante di via Bovio, ostentando un composto entusiasmo - Ora, comincia il bello. L'affetto e la stima che ho sentito intorno a me mi hanno commosso e mi spingono ad un impegno sempre più grande per dare voce alle speranze di chi ci ha dato fiducia. Siamo stati premiati dalla gente e la gente si accorgerà che la Lista Tutolo non sparirà dalle piazze: d'ora innanzi, saremo in trenta a parlare. La città deve capire che bisogna svegliarsi".
Come Dotoli, anche Tutolo, quindi, ha davanti un compito gravoso, che consiste nel fare vera opposizione, come tutti quelli che lo hanno votato si aspettano, rendendo la vita dura alla maggioranza, svelandone le eventuali contraddizioni, inchiodandola alle sue responsabilità, senza fare sconti. Come vuole la democrazia.
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