|
|
| |
 |
|
 |
| I Sindacati, sulle elezioni comunali |
| |
Una città che da alcuni anni sta vivendo in uno scenario di campagne elettorali, di cui gli stessi Lucerini avrebbero volentieri fatto a meno. Un mercato vero e proprio l’acquisto dei candidati al consiglio comunale. Non è contata la cultura politica di appartenenza o la storia politica della famiglia. In alcuni schieramenti c’è di tutto:destra, centro, sinistra, insomma una grande confusione voluta soprattutto da chi nella politica vede solo come gestire gli affari personali, continuando così una storia che viene dal secondo mandato del sindaco Borghi, fatto cadere con le dimissioni del consiglio comunale. Seguì poi una campagna elettorale confusa e dai toni aspri, mortificante ed offensiva per una città come Lucera. Iniziò la giunta Labbate, che ha mantenuto quel impostazione di tipo "competizione elettorale" regalando una amministrazione perennemente in crisi retta solo su mediazioni e compromessi tutto all’interno della maggioranza di governo cittadino e che ha lasciato dietro di sé un solco profondo nella vita politica ed economica e morale della città. Si è provato ad invertire la tendenza con l’elezione del sindaco Morlacco che ha ricevuto però grandi resistenze sia dall’opposizione che da pezzi della stessa maggioranza di centro sinistra. Sono stati utilizzati tutti i mezzi: dal ricatto politico alle minacce telefoniche, fino ad usare mezzi mafiosi con l’uso di bombe carta e armi da fuoco. Tutto questo solo per costringere Morlacco a non proseguire sul strada del buon governo. Di qui, penso che si debba riflettere su due questioni: 1° LE RAGIONI DI TANTA VILE AGGRESSIONE A MORLACCO; 2° CHI SONO I REGISTI CHE MUOVONO I FILI IN QUESTO SCENARIO? PERCHE ALCUNI PAPABILI SI RITROVANO SEMPRE AD AMMINISTRARE (CONSIGLIERI O ASSESSORI) DA MOLTE CONSIGLIATURE SPOSTANDOSI DA UNO SCHIERAMENTO POLITICO ALL’ALTRO? in un continuo e permanente riciclaggio dalle liste civiche ai partiti e quando si fuoriesce dai partiti si inventano nuove formazioni politiche. Crediamo che la prima questione non possa essere affrontata solo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, che in questo periodo stanno ridando fiducia ad un territorio fortemente offeso. Essa va riportata alla discussione politica dei cittadini poiché da questa vicenda emergono fatti inquietanti che vedono il coinvolgimento di uomini politici che utilizzano strumenti mafiosi per il raggiungimento di scopi ancora occulti ma intuibili. Oggi crediamo che i cittadini di Lucera devono pretendere dalla politica di non candidare più quelle persone che hanno fatto della loro presenza nel consiglio comunale lo strumento di pressione solo per interessi personali. Vincenzo Morlacco già con il suo insediamento a Sindaco aveva percepito le reali difficoltà "la presenza di un trasversalismo pericoloso" e questa fu una delle ragioni della prima sua lettera di dimissioni da sindaco di Lucera. In molti credevamo (come la cgil la cisl e la uil divenuti anche essi bersaglio di metodi mafiosi, tentando di intimidire un proprio dirigente) che continuare a dare forza a Morlacco per continuare a sostenere il programma di governo cittadino condiviso potesse far superare gli ostacoli, che pure erano evidenti, e che divenisse chiaro che alcuni con la politica e con gli interessi dei cittadini non avevano nessun legame. Riflettendo oggi Morlacco aveva ragione, quelle dimissioni non andavano ritirate, bisognava rimettere il mandato nelle mani dei cittadini e spiegare le ragioni di una cosi grave decisione. MA IL FATTO PIU' INQUIETANTE E’ CHE CONSIGLIERI DEL CENTRO DESTRA ED ALCUNI CONSIGLIERI ELETTI NELLE LISTE DEL CENTRO SINISTRA (attualmente quasi tutti candidati nelle liste del centro destra) SI RITROVANO DI NOTTE, TUTTI, CASUALMENTE, PRESSO UN AGRI TURISMO DELLA ZONA, CON ALCUNI NOTAI DEL LUOGO PER SOTTOSCRIVERE UN DOCUMENTO DI SFIDUCIA AL SINDACO IN CARICA E TUTTO CIO' AVVENIVA, NON SOLO IN UN CLIMA DI INTIMIDAZIONI E RICATTI, MA DOPO LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 16 NOVEMBRE 2008 CHE AVEVA DECISO IL RINVIO AL GIORNO DOPO. DA QUELLA DATA IN POI MORLACCO NON HA RICEVUTO PIU MINACCE E DI CONSEGUENZA E’ STATO CHIARO IL DISEGNO: L’OSTACOLO ERA STATO RIMOSSO. Questa è la triste eredità lasciata nelle mani del Commissario Straordinario dott. Michele DI BARI, da alcuni indesiderato, che ha dimostrato tuttavia che un comune come Lucera può essere governato a cominciare dalle piccole cose per poi operare anche su problemi importanti come la zona ASI e la 167. Il Commissario Prefettizio immune da pressioni e ricatti, ha dimostrato che questa città può essere tranquillamente governata se il pilastro di conduzione della cosa pubblica fonda le proprie radici nella legalità, e questo concetto deve essere valido per chi amministra ma soprattutto per chi esegue. A ridare alla politica un ruolo di programmazione e di indirizzo finalizzato agli interessi generali della città non può essere chi di Lucera se n’è servito solo per fare clientela ed interessi propri, dimenticando che si gestiscono i soldi dei cittadini. L’invito da rivolgere a questi signori è "liberate la città da questa morsa". I Lucerini hanno bisogno di essere governati da gente che fà della legalità il primo valore in assoluto nel buon governo delle risorse, attuando il sistema della trasparenza e del coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni e soprattutto in quelle più rilevanti; definendo regole chiare ad incominciare dalla formulazione degli atti amministrativi e della responsabilità degli esecutori. E’ naturale che se la strada da intraprendere è quella del ripristino democratico delle regole, necessita capire bene quali e quanti sono stati gli affidamenti di attività. Parte di queste erano gestite direttamente dal comune, oggi esternalizzate; capire se queste attività esternalizzate hanno portato risparmio alle casse comunali, oppure… i costi sono raddoppiati?; verificare se nell’affidamento di lavori in appalto gli aggiudicatari dei lavori al momento dell’appalto avevano tutti i requisiti; verificare se le imprese esecutrici dei lavori appaltati o che svolgono attività in sub appalto con le stesse hanno legami di parentela con amministratori o dipendenti dell’ente; vanno accertate le eventuali responsabilità di amministratori nelle costituzioni in difesa, nei confronti di terzi, delle risorse pubbliche. Fare questo può significare dare un segnale che si muove nella direzione di ripulire la città dallo sciacallaggio di alcune persone che si nascondono dietro la politica. E’ preoccupante vedere che il dibattito e gli interessi siano stati rivolti alla caccia di portatori di voti, e poi come buon finti veterani della politica alcuni presenteranno ai cittadini come programma elettorale il libro bianco, bianco perché non scritto, con promesse che non si potranno mantenere, alimentando aspettative, e di conseguenza scatenare la reazione di chi puntualmente viene preso in giro e successivamente assistiamo, come in passato, che qualche amministratore viene aggredito in modo violento. Bisogna fare scelte che puntano sullo sviluppo del territorio. Ricollocare Lucera come città che ha come base il turismo, l’agricoltura e l’industria. Puntare su quattro o cinque questioni ad incominciare dal risanamento finanziario del bilancio comunale, e poi dell’energetica, del PUG, della zona ASI, del turismo, dello sviluppo agroindustriale, come pure lo stesso piano sociale di zona necessita di un forte impulso perchè il suo intervento venga esteso a fasce di bisogni attualmente non comprese nelle fasce di intervento del piano. Non guardarsi intorno e con questo modo di far politica, non si capisce che i problemi in questa città sono in caduta libera. L’ultimo atto che si sta consumando a danno dei lucerini e l’ulteriore soppressione di alcuni reparti importanti dell’ospedale LASTARIA di Lucera, come la Lungo degenza, l’0ncologia e la riabilitazione cardiologia. Questo è un segnale chiaro dell’impotenza di una classe politica che tutta impegnata in altre direzioni lascia spazio alla politica regionale e alla direzione generale dell’ASL\FG di ritenere Lucera zona franca o solo come area da manovrare o da cui attingere solamente consensi elettorali. Sicuramente in questa provincia c’è la necessità che il sistema sanitario debba organizzarsi sempre di più verso una dimensione di reparti di eccellenza. Però c’è da chiedersi chi decide i reparti di eccellenza? In quale struttura ospedaliera vanno collocati? Nella individuazione dei servizi da dare ai cittadini si tiene conto delle dimensioni di un territorio? Nelle scelte che si fanno vanno consultati i sindaci, gli operatori del settore, i sindacati le forze politiche? Necessita che vi sia da una parte la radiografia esatta dell’esistente dall’altra un modello di ipotesi di presenza sanitaria di eccellenza che non può mortificare le attuali strutture ne gli operatori sanitari impegnati. Insomma un progetto complessivo da condividere perchè non si debba avere di questa provincia l’idea che ci sono zone accoglienti e zone non accoglienti e il tutto a discrezione di pochi ben pensanti, dimentichi che questo servizio e’ pagato dai cittadini. Lucera nella sua storia sanitaria ha gestito con impegno e con grande professionalità reparti di eccellenza, che sono stati sottratti solo ai fini di un’arida spartizione che non è sicuramente quello più nobile del diritto alla salute e alle cure dei cittadini della Capitanata. Da qui la necessità di un impegno reale di tutte quelle forze che credono in un riscatto di questa città per salvaguardare l’opera della struttura Ospedaliera di Lucera dando segnali forti che vanno oltre le barricate dei partiti per sostenere un progetto per la salute coinvolgendo cittadini e operatori della sanità. Inoltre, bisogna riflettere sul ruolo dei rappresentanti foggiani presenti nell’esecutivo regionale rispetto ad un territorio fortemente emarginato. Forse qualcuno pensa che nel far politica per ottenere consensi elettorali basta fare qualche nomina negli ex Istituto di assistenza e beneficenza, in qualche comune della Capitanata, lasciando che questo territorio resti scollegato con il sistema politico di governo del territorio, questa è clientela. Dimentica che questo non è un costume di chi si richiama ai valori delle migliori tradizioni della sinistra e del centro sinistra. Basta guardare il coordinamento provinciale del PD, il tentativo continuo di delegittimare i ruoli assegnati dagli organismi ha determinato il caos in molti comuni della Capitanata ultimo Cerignola città natale di Giuseppe Di Vittorio ed anche dell’assessore regionale alla Solidarietà. Tutto questo vale come suicidio politico. Dall’altra, sicuramente grave è stata la sottovalutazione del Presidente della Regione Vendola quanto ha deciso di "commissariare" la provincia di Foggia, riducendola al lumicino nel momento delle nomine, preferendo la logica, forse, dell’amicizia a quella del risultato consensuale, al di fuori di ogni logica democratica di riconoscimento dei ruoli dei partiti che non sono entità astratte ma sono stati per questa Provincia parte attiva per l’affermazione, in questa regione ,del centro sinistra, offendendo l’intelligenza, l’impegno e la capacità degli uomini e delle donne di questo territorio. Questo per chiedersi se in il futuro si potra’ ritornare dai cittadini e dai lavoratori di questo territorio a chiedere il consenso per la riconferma di un modello politico non condiviso. Questa esperienza ci deve far guardare in avanti in Puglia per capire quali sono gli errori commessi e tentare di recuperare mettendoci tutti in gioco ad incominciare da Nichi Vendola. Forse necessita avviare un processo di rinnovamento reale: non si può essere CONSIGLIERI e ASSESSORI A VITA – chi a superato i 15 anni di permanenza come amministratore non dovrebbe più candidarsi nella stessa istanza, permettendo così un ricambio naturale. Come per i sindaci e i presidenti delle province si è stabilito due mandati, cosi’ questa regola andrebbe estesa anche agli assessori che in genere non vengono sottoposti al giudizio elettorale. Così come gli assessori al 70% andrebbero individuati nella istanza eletta dal popolo, mentre oggi, chi viene eletto in consiglio indica un assessore esterno di sua fiducia, questo solo ai fini di governare in giunta attraverso il proprio mandato e non rischiare la decadenza, tutto ciò al fine di aumentare il proprio potere personale. Un concetto di rinnovamento nella società politica impostato con regole chiare (il rampismo non è rinnovamento ma è arrivismo ed è molto più pericoloso della conservazione) permette di avviare concretamente una crescita di un modello culturale, politico e morale proiettato verso un futuro dove tutte le generazioni possono lavorare per la crescita e lo sviluppo di una società migliore impedendo alla migliaia di giovani del nostro territorio di emigrare. IL VOTO E’ UNA CONQUISTA FATTA PER ESSERE UOMINI E DONNE LIBERI ED E' ANCHE L’ESPRESSIONE PER GIUDICARE LE PROPOSTE PROGRAMMATICHE DI OGNI SINGOLO PARTITO O SCHIERAMENTO POLITICO MA SOPRATTUTTO PER GIUDICARE I POLITICI ; DENUNCIARE ALLE FORZE DELL’ORDINE QUELLE PERSONE CHE ACQUISTANO IL VOTO PAGANDO IN DANARO, PERCHE' IL VOTO DI UN CITTADINO VALE L'ORGOGLIO DEL RISCATTO MORALE; NON BISOGNA DARE IL PROPRIO VOTO A CHI CONTINUA A FARE PROMESSE DI POSTI DI LAVORO CHE PUNTUALMENTE NON MANTERRA', PERCHE' FINO AD OGGI GLI UNICI ASSUNTI APPARTENGONO AD ALCUNI EX CONSIGLIERI E ASSESSORI E A QUALCHE SINDACALISTA DELLE GESTIONI PRECEDENTI A QUELLA DI MORLACCO.
Ennio Festa - Antonino Lenge - Alessandro Scarpiello |
|
 |
 |
 |
|
|
 |
|
|
|
|
|
|