Un'operazione di polizia giudiziaria, denominata "Caronte", condotta dalla squadra investigativa del commissariato di Lucera, coordinata dal vice questore Luciano Zendoli, ha portato all'arresto di nove persone, otto in carcere, una ai domiciliari, che operavano all'interno del cimitero, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata, violazione di sepolcro, estorsione, abuso d'ufficio e violazione del regolamento di polizia mortuaria. Questa mattina, sono scattate le manette per Pignatelli Giovanni Carlo, di anni 66; Pignatelli Fabio Vincenzo, di anni 29; Di Carlo Michele, di anni 44; Montanello Antonio, di anni 40, titolari di agenzie funebri di Lucera, e per Spagnuolo Antonio, di anni 39; Scarano Alessandro, di anni 39; Cenicola Michele, di anni 34; Cenicola Francesco Antonio, di anni 47; Oro Michele, di anni 45, tutti con vari precedenti penali, operai necrofori della cooperativa "Mater Dei", consorziata con la "Re Manfredi" di Manfredonia. Le indagini sono partite dal ritrovamento di una bara, nel 2007, sul greto del torrente Salsola, sotto un ponte in agro di Lucera. L’ attività investigativa svolta dagli agenti del Commissariato di Lucera ha accertato i reiterati comportamenti criminali nell’ambito dei servizi cimiteriali e più in generale su tutto quello che concerne "l’affare defunti" a Lucera. Gli illeciti sarebbero centinaia, commessi con spregiudicatezza e in un contesto omertoso. Gli investigatori hanno accertato, controllando i movimenti, che da qualche anno nel cimitero di Lucera era diventata quasi consuetudine una gestione "privatistica" di diverse operazioni consistenti in trasferimenti di salme, estumulazioni, allargamenti di loculi e rivestimento di bare usurate con casse zincate. Il tutto eseguito violando sepolcri e senza alcuna autorizzazione da parte del Comune di Lucera e dell’ASL, omettendo, inoltre, i prescritti pagamenti dei tributi comunali. Accertati anche furti di suppellettili e lapidi. Prospettando ai parenti dei defunti una rapida esecuzione dei lavori richiesti, superando oneri d’adempimenti burocratici ed aggirando obblighi e divieti (veri o presunti) imposti dalla normativa vigente, gli operai necrofori arrestati effettuavano una vera e propria contrattazione "parallela" a quella del Comune, per servizi eseguiti dalla "MATER DEI" alle dipendenze della quale i cinque erano stati assunti. In alcuni casi, le richieste di denaro hanno avuto il carattere di estorsione. Altro canale per deviare servizi cimiteriali ai "privati" era costituito dal contatto che parenti di defunti avevano con titolari di agenzie di onoranze funebri. Infatti, tra le "consuetudini" vi era la possibilità d’inoltrare tali richieste ad agenzie, ignorando la regolare procedura prevista dalle norme in materia. Quando le varie esigenze di privati erano rivolte ad agenzie disoneste collegate al quintetto che era addetto ufficialmente alle medesime operazioni, l’affare era gestito congiuntamente ed i lavori erano eseguiti o in orari di chiusura del cimitero o approfittando della confusione dovuta alla presenza di altri cantieri presenti nel cimitero. In tale ottica, si inserisce l’episodio del ritrovamento della bara, un tentativo di occultamento eseguito in modo maldestro. Infatti, era di uso comune, negli ultimi anni, "fare spazio" nei propri loculi, specialmente nelle cappelle private, liberando bare e spostando i resti del defunto in altri loculi della stessa famiglia situati nel medesimo edificio o cappella privata. Le documentazioni acquisite, anche fotografiche, le dichiarazioni assunte e gli accertamenti effettuati dagli inquirenti, pertanto, hanno dimostrato l'esistenza di una situazione di notevole gravità nell’ambito cimiteriale e nello svolgimento di attività connesse a funerali o ad altre operazioni. In particolare, sono stati accertati numerosissimi casi di truffe aggravate nei confronti del Comune di Lucera per il mancato pagamento di diritti cimiteriali, violazioni di sepolcro per trasferimento non autorizzato di salme, operazioni di rifascio delle bare, sempre eseguite da impresari di onoranze funebri in modo privatistico con la totale esclusione del Comune, unico ente legittimato al rilascio di autorizzazioni per ogni lavoro effettuato nell’ambito cimiteriale e dell’ ASL, con il concorso degli operai necrofori. Accertato, anche, il trasporto di una salma dall'ospedale di Lucera con un'ambulanza di proprietà di un'agenzia di onoranze funebri in violazione alle norme di polizia mortuaria e con la redazione di atti falsi da medici compiacenti. Le indagini continuano. |