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Mario Schifano, una mostra a Lucera
 

Dal 9 al 24 Maggio 2009, nelle Sale Gentilizie di Palazzo D’Auria Secondo a Lucera, si terrà una retrospettiva di Mario Schifano  (1934-1998) intitolata Mario Schifano – il Genio della modernità. Con questa antologica di grande prestigio curata dalla galleria d'arte Valeno di Lucera, le opere di Schifano tornano in Puglia dopo circa quaranta anni. Oli, smalti, acrilici, litografiche che parlano il linguaggio della modernità anche a distanza di anni. Un messaggio prorompente di uno dei più grandi artisti italiani del Novecento.

Biografia di Mario Schifano (da Wikipedia)

Ritenuto da molti l'esponente di spicco della pop art italiana (sebbene lo stesso Schifano preferiva non essere inquadrato in alcuna corrente artistica), venne considerato l'erede di Andy Warhol. Insieme ai "pittori maledetti" (Angeli, Tano Festa ecc.) rappresentò un punto fondamentale dell'arte contemporanea italiana ed europea; restano memorabili le sue esibizioni tra centinaia di allievi e appassionati con la creazione di dipinti di enormi dimensioni realizzati con smalti e acrilici.

Moltissimi dei suoi lavori, i cosiddetti "monocromi", presentano solamente uno o due colori, applicati su carta da imballaggio incollata su tela; l’influenza di Jasper Johns si manifestava nell’impiego di numeri o lettere isolate dell’alfabeto, ma nel modo di dipingere di Schifano possono essere rintracciate analogie con il lavoro di Robert Rauschenberg. In un quadro del 1960 si legge la parola "no" dipinta con sgocciolature di colore in grandi lettere maiuscole, come in un graffito murale.

Ancora oggi le opere realizzate negli anni sessanta restano di incredibile attualità. Tra le più importanti, vanno ricordate le serie dedicate ai marchi pubblicitari (Coca-Cola ed Esso in primis) alle biciclette, ai fiori (omaggi a Andy Warhol) e alla natura in genere (tra le serie più famose troviamo i "Paesaggi anemici", le "Vedute interrotte", "L'albero della vita", "estinti" e i "Campi di grano"). Riguardo al marchio Esso, dobbiamo ricordare i cinque esempalri nei colori: bianco, rosso, blu, giallo, verde, tutti pezzi unici, sparsi nei musei fra Europa ed America. L'esemplare blu, unico, presumibilmente ancora in territorio italiano, venne ceduto dalla galleria Pieroni di Pescara ad una importante famiglia Piemontese.

Appassionato studioso di nuove tecniche pittoriche, fu tra i primi ad usare il computer per creare opere, e riuscì ad elaborare immagini dal computer e riportarle su tele emulsionate (le "tele computerizzate"). La prolificità dell'autore, e l'apparente semplicità delle sue opere, ha portato alla creazione di un numero impressionante di falsi che hanno inondato i mercati, soprattutto dopo la sua scomparsa. Tra i primi a sperimentare innesti tra pittura e altre forme d’arte come musica, cinema, video, fotografia, l’ultimo periodo di produzione di Schifano è particolarmente segnato dai media e dalla multimedialità, interrotto soltanto da alcuni cicli più prettamente “pittorici”, in una fase di piena coscienza del proprio ruolo di artista-uomo del suo tempo.



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