"La Capitanata nel Primo Dopoguerra, Biennio rosso e nascita dei Fasci di combattimento" č il titolo del nuovo libro di Francesco Barbaro, uscito per i tipi di Grenzi Editore. Il volume č stato ufficialmente presentato al Circolo Unione di Lucera, sabato 14 marzo. A differenza dei precedenti lavori, incentrati su singoli avvenimenti, come la strage del luglio 1919 a Lucera o le lotte bracciantili nel basso Tavoliere, questa volta, Barbaro analizza un preciso periodo storico, quello immediatamente successivo alla fine della Grande Guerra. Anni tragici, durante i quali, come sostiene l'autore, si ebbe una vera e propria guerra civile non dichiarata. Il Paese, a causa dello spaventoso conflitto mondiale, era cambiato profondamente; la recessione, dovuta all'enorme sforzo bellico, aveva acuito il divario tra le classi sociali e la miseria, in Capitanata come in molte altre regioni italiane, fece divampare l'incendio della protesta e delle rivendicazioni, nell'aria il vento della rivoluzione bolscevica che in Russia aveva annientato il regime zarista, giā da qualche anno. Braccianti, contadini e operai guidati, in alcuni casi, da giganti della storia nazionale come Giuseppe Di Vittorio, che finė in carcere a Lucera, si batterono per i loro diritti, per il lavoro, per una vita migliore, mentre gli agrari, i "padroni", cominciavano ad armarsi del feroce squadrismo fascista. Francesco Barbaro, insegnante, giornalista e scrittore, con questo nuovo lavoro, continua a riannodare i fili della storia locale e lo fa con la consueta perizia e grande onestā intellettuale, senza "disturbarne" il senso. |