"Rosso Novecento. La Puglia dai cafoni ai no-global" (Manni Editori), è un "quaderno" che si muove fra la storia e la memoria; anche perché che cos’è la storia se non memoria? Collettiva, condivisa o non, scritta, raccontata… E’ il caso di questo libro, che racconta, analizza, rievoca, ma sempre documenta in maniera serrata, un pezzo di questa Italia e di questo Novecento: la Puglia fra gli anni ’40 e gli anni ’90.
Storie in cui tanti si ritroveranno. O come spettatori di un allora che è rimasto inciso nel loro vissuto, oppure come (più o meno) protagonisti di tante di quelle vicende mirabilmente richiamate in questo libro.
E l’occhio è certo quello di un testimone; ma di un testimone che, pur coinvolto in prima persona, ha mantenuto la lucidità necessaria per ricostruire serenamente e scientificamente situazioni e circostanze che altrimenti avrebbero rischiato di andare perdute o addirittura di essere travisate e "rivisitate" sull’onda di una nuova demonizzazione di quegli anni.
Venerdì 20 febbraio prossimo presso il Teatro Comunale "Garibaldi", con l’autore ne discuteranno Vito Antonio Leuzzi (direttore dell’ Istituto Pugliese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea), Mario Monaco (già Assessore alla Cultura della città di Lucera) e Francesco Barbaro (giornalista ed esperto di storia locale).
L’autore Pietro Mita, pugliese di Ceglie Messapica, si è laureato in lettere all’Università di Lecce e per lunghi anni ha insegnato nella Scuola Media Superiore.
Dal 1968 è impegnato attivamente nella politica. Protagonista delle esperienze di movimento della nuova sinistra, è stato sindaco della sua città, dirigente nazionale dell’ANCI e, per il Partito della Rifondazione Comunista deputato al Parlamento. E' attualmente Consigliere della Regione Puglia con l’incarico di Presidente della Commissione Ambiente e Territorio.