La città di Lucera vuole aderire al Progetto Integrato Territoriale, PIT 1 "Tavoliere". Lo ha deciso il Consiglio Comunale nella seduta del 7 settembre. In apertura dei lavori, il sindaco, Vincenzo Morlacco, ha chiesto di dare la precedenza al punto 8 dell'ordine del giorno per permettere gli interventi, rispettivamente, di Carlo Di Cesare, PIT manager e di Franco Parisi, vice presidente dell' Amministrazione Provinciale di Foggia e coordinatore dell'ufficio di presidenza del PIT "Tavoliere"; impossibilitata a partecipare, perchè febbricitante, Assunta Pinto, vice sindaco di Foggia, comune capofila del Progetto Integrato Territoriale. Morlacco, nel presentare l'argomento, ha ricordato, pur dicendosi lontano da ogni vena polemica, come il comune di Lucera non abbia fatto seguire i fatti all'intenzione di aderire al progetto, sancita, in passato, Labbate sindaco, da una deliberazione. Il primo cittadino ha detto che l'assemblea del PIT "Tavoliere", di cui fanno parte i sindaci dei comuni interessati, sicuramente accoglierà Lucera come 22mo membro. Il PIT manager, Di Cesare, nella sua relazione,con l'ausilio di un maxi schermo, ha illustrato le caratteristiche del progetto, il funzionamento, la sua storia, i ritardi che ne hanno afflitto il decollo, le finalità che questo strumento di sviluppo persegue, attraverso il principio dell'integrazione territoriale. Di Cesare ha ricordato che, a oggi, sono stati già finanziati decine di progetti; istituite borse di studio e master universitari. Per Parisi, il PIT "Tavoliere" "ha messo in moto un processo armonico virtuoso che ha stupito anche noi". Cosa che non è sfuggita anche alla Lega delle Cooperative, che, pare, si sia fatta viva per entrare. Un successo, secondo il vice presidente di Palazzo Dogana, nonostante la pianificazione sia stata fatta, a suo tempo, dal Governo Regionale, quindi lontano dalle peculiarità del territorio di Capitanata; un successo, ha detto ancora Parisi, che Lucera può e deve condividere, in virtù della sua valenza strategica che ricade, in particolare, sul territorio dei Monti Dauni.
Cos'è il PIT numero 1 "Tavoliere" (dal sito della Regione Puglia)
Autonomie locali che aderiscono al progetto
Provincia di Foggia, Comune di Apricena; Comune di Carapelle; Comune di Castelluccio Dei Sauri; Comune di Castelluccio Valmaggiore; Comune di Celle Di San Vito; Comune di Cerignola; Comune di Chieuti; Comune di Faeto;Comune di Foggia; Comune di Lesina; Comune di Orsara Di Puglia; Comune di Orta Nova; Comune di Poggio Imperiale; Comune di San Paolo Di Civitate; Comune di San Severo; Comune di Serracapriola; Comune di Stornara; Comune di Stornarella; Comune di Torremaggiore; Comune di Troia; Comune di Ordona.
Contesto socio-economico
L’area è privilegiata da una collocazione geografica che pone il comprensorio come crocevia privilegiato nelle direttrici di comunicazione nei confronti dell’area balcanica da un lato, e del Centro-Europa dall’altro, dalla presenza di zone fortemente attrattive da un punto di vista naturalistico e da siti culturali e naturalistici valorizzabili turisticamente. A ciò si aggiungono strutture rurali tradizionali e patrimonio fondiario di elevato valore architettonico, paesaggistico e naturalistico, con possibilità di integrazione con il settore turistico. I punti di forza dell’economia locale sono pertanto da rintracciarsi nel settore del turismo e nel settore primario che rappresenta una delle principali risorse dell’economia locale, elemento potenziale di crescita di tutto il sistema produttivo. La struttura produttiva è rappresentata principalmente dalla viticoltura, dall’olivicoltura, dall’orticoltura e dalla cerealicoltura che costituiscono le colonne portanti dell’economia. I principali ostacoli allo sviluppo del settore primario è costituito dalla frammentazione delle aziende; dalla assenza di forme di cooperazione tra gli imprenditori; dall’inadeguatezza delle scelte strategiche aziendali; dal ritardo nell’adeguamento dei cicli produttivi ai diversi sistemi di certificazione; dalla scarsa integrazione con le attività di trasformazione. L’industria ha registrato in particolare una profonda ristrutturazione che ne ha accresciuto il valore aggiunto e ha comportato una trasformazione della tipologia di aziende passando da una struttura produttiva basata sull’industria pesante, legata soprattutto alle partecipazioni statali e caratterizzata da una dimensione aziendale medio-grande, ad un’industria manifatturiera ’’leggera’’, dominata da piccole e piccolissime imprese e organizzata sul territorio in forma distrettuale. Il settore è però limitato dalla mancanza di poli industriali consolidati, dalla insufficiente capacità di acquisizione di know-how e di competenze innovative, dalla carenza di servizi a supporto delle attività imprenditoriali e dalla scarsa diffusione di iniziative di internazionalizzazione.
Idea forza
Sviluppo e innovazione dell’economia rurale ed agro-alimentare attraverso l’integrazione e la diversificazione produttiva.
Obiettivo generale
Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli e agro - industriali in un contesto di filiera attraverso l’integrazione e la diversificazione produttiva orientata alla qualità e al mercato, unitamente al sostegno allo sviluppo del territorio rurale, alla valorizzazione delle risorse ambientali e storico – culturali ed al potenziamento del settore dei servizi, della ricerca e dell’innovazione al fine di favorire la creazione del Distretto Agroalimentare del Tavoliere.
Linee di intervento
- Integrazione delle filiere agro-alimentari
- Supporto alla commercializzazione e internazionalizzazione delle produzioni locali
- Miglioramento della qualità e sostegno della tipicità
- Sostegno alle strategie di Innovazione, ricerca e trasferimento
- Diffusione della "Società dell'Informazione" e promozione del marketing territoriale
Obiettivi specifici
- Promuovere un’offerta adeguata di formazione superiore e universitaria
- Sviluppare la formazione continua con priorità alle PMI
- Sostenere l’imprenditorialità in particolare nei nuovi bacini di impiego e l’emersione del lavoro irregolare
- Rafforzare il potenziale umano nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico
- Accrescere la partecipazione e rafforzare la posizione delle donne nel mercato del lavoro
- Migliorare la competitività dei sistemi agricoli ed agro-industriali regionali in un contesto di filiera.
- Sostenere lo sviluppo dei territori e delle economie rurali e valorizzare le risorse agricole ambientali e storico culturali
- Migliorare la qualificazione degli operatori, anche attraverso il sistema di formazione, con particolare riguardo alle tematiche ambientali
- Sostenere e diffondere la Società dell’Informazione con particolare riferimento ai settori della PA e dei sistemi produttivi
- Favorire l’internazionalizzazione delle imprese pugliesi e la promozione e l’integrazione economica transfrontaliera e transnazionale
- Promuovere attività di ricerca e trasferimento volte a migliorare la qualità delle produzioni, la sostenibilità dei processi e la gestione innovativa del territorio e delle sistema delle infrastrutture.