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R.Paolucci su Piano dei Limiti
 

GLI INTERVENTI NELLA SEZIONE "MICROFONO APERTO" RIFLETTONO IL PENSIERO DEGLI AUTORI  CHE  SE NE ASSUMONO LA PIENA RESPONSABILITA' DI FRONTE ALLA LEGGE

La diga di Piano dei Limiti

Con il nuovo anno la classe dirigente della nostra Provincia deve finalmente assumersi le sue proprie responsabilità perché finalmente sia assegnato l’appalto per la costruzione della diga di Piano dei Limiti.
I rappresentanti della comunità di Capitanata, rappresentanti delle istituzioni, uomini politici e sindacalisti, non devono tollerare oltre l’interessato ostruzionismo del Sindaco di Carlantino il quale fa una battaglia di retroguardia in barba ad una storia di lotte del mondo contadino, da un secolo ormai, per l’irreggimentazione delle acque, il loro sfruttamento per il fabbisogno idrico civile e per lo sviluppo della agricoltura.
I cittadini di Carlantino e quelli dei paesi viciniori non possono non sapere che i loro rappresentanti nelle istituzioni non garantiscono, con l’opposizione alla costruzione della nuova diga, l’inversione in positivo delle condizioni di crisi economica e sociale in cui  essi  versano ormai da un cinquantennio.
Alla fine, dopo il frastuono della polemica spicciola, capiranno che essi sono stati ingannati.
Carlantino nell’ultimo mezzo secolo è stato amministrato dai socialisti e anche dai democristiani, gli uni contro gli altri armati, ma entrambe le fazioni hanno avuto sulla testa l’incombenza dell’esodo, dello svuotamento del paese, della perdita di ogni speranza di sviluppo.
Carlantino non è un piccolo comune, nel senso romantico del termine, è un comune in crisi, è una comunità di pochi uomini e donne senza speranza, consapevoli ormai che non si tornerà più indietro.
Già i nostri sindaci socialisti, prima Colucci poi Coscia, hanno continuamente, al loro tempo, protestato per la crisi che investiva il loro piccolo paese, i giovani che emigravano per il previsto e prevedibile esodo legato allo sviluppo dell’Italia. Si lamentavano sempre. Non venivano compresi. Si sentivano maltrattati. Minacciavano di passare con il Molise non capendo che varcare la linea  amministrativa del confine della loro regione significava rimanere pur sempre marginali.
Quando si accorsero che non potevano fermare il corso degli eventi trovarono la diga di Occhito come argomento per suffragare le loro continue, dolci e generose proteste. Arrivarono a sostenere che la diga di Occhito, ove mai fosse stata riempita fino alle sue potenzialità massime, non avrebbe retto. Insomma hanno fatto della diga un fantasma minaccioso per rivendicare un nuovo modello di sviluppo che semplicemente non esiste se non come cultura della conservazione. Per esempio la costituzione di un grande Parco del Fortore.
Oggi il successo di questa politica sostanzialmente reazionaria, perché campanilistica ed antiprogressista, si è realizzato con la nomina ad assessore ai lavori pubblici della Provincia di Foggia del Dr. Vito Guerrera, Sindaco della città di Carlantino.
Il Sindaco di Carlantino vuole tenere due piedi in una staffa. Non vuole la costruzione della Diga di Piano dei Limiti perché il suo prestigio politico l’ha conquistato con questa linea politica di retroguardia e di stallo nello sviluppo agricolo della nostra regione ma poi, come uomo delle istituzioni, finge di volerla, perchè apparirebbe mostruoso non solo perdere il finanziamento già acquisito ma buttare a mare, come l’acqua del Fortore, tutte le spese sostenute per gli studi preliminari e la progettazione.
Questo atteggiamento ostruzionistico si realizza con le condizioni capestro che i Sindaci dei comuni interessati vogliono imporre alla Regione Puglia ed allo Stato Italiano.
Tutto ciò ispira la Giunta Vendola a dissalare l’acqua del mare invece di recuperare l’acqua del nostro fiume Fortore.
E’ ora di dire basta con gli equivoci.
La Diga di Piano dei Limiti è l’occasione per affrontare il problema della nuova e moderna strategia delle grandi opere pubbliche nella Provincia di Foggia che è una delle province di Italia dove dovrebbero essere concentrati gli sforzi dei comuni, della Regione e dello Stato, per garantire lo sviluppo del Sud.
Cambiamo l’assessore ai lavori pubblici e mettiamoci uno che crede allo sviluppo ed alla modernizzazione della nostra Provincia.
                                 
Roberto Paolucci, già assessore all’urbanistica ed assetto del territorio della Regione Puglia



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