Da Roberto Paolucci riceviamo e pubblichiamo.
Ma che gazebo!
Domenica scorsa in Piazza Duomo alcuni simpatizzanti e militanti del costituendo Partito del Popolo della Libertà hanno montato un gazebo per sottoporre ai cittadini tout court, l’elenco dei candidati delegati al Congresso Nazionale della prossima primavera.
In quello elenco ci sono tre valenti giovani di Lucera che voglio citare perché essi avranno l’onore di partecipare ad un evento politico di rilevanza storica: il primo Congresso Nazionale del Partito del Popolo della Libertà il cui principale obbiettivo politico è quello di consolidare il bipolarismo in Italia. Questi giovani simpatici e preparati sono Tommaso Iatesta, Enrico Orsitto, Fabio Valerio.
Oggi, di converso, leggo su Il Corriere della Sera un intervento dell’On. Riccardo Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista, il quale giudica il modo di essere dei partiti in Italia dopo la bufera di Tangentopoli e la fine del finanziamento illecito degli stessi.
A Nencini, il Corriere della Sera riserva lo spazio nelle lettere al Direttore, rubrica Interventi e repliche, perché i socialisti organizzati in Italia non contano più niente. Ma gli argomenti che porta l’On. Nencini sono assai seri e dovrebbero ricevere uno spazio più ampio. Intanto spero ricevano l’attenzione del Presidente della Repubblica il quale nella sua qualità di garante della Carta Costituzionale deve chiedere al governo, al parlamento ed all’ordine giudiziario il semplice e leale rispetto della stessa. Come fino ad ora ha fatto e molto bene su altri argomenti.
L’art. 49 della costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale".
Egli aggiunge: "E’ nostra opinione che la prima declinazione del metodo democratico consista nella elezione libera e diretta, dunque democratica, degli organismi dirigenti, a cominciare da presidenti e segretari nazionali fino agli organi centrali e periferici". Poi conclude: "In questa Italia non sono molti i partiti che possono vantare procedure compatibili con la Carta Costituzionale. Qualche domanda, ad esempio, sull’Italia dei Valori e sul Popolo della Libertà sorge spontanea. Chi ha eletto chi, in quale occasione e con quale sistema? Di conseguenza è legittimo attribuire finanziamenti pubblici a quei partiti che non fossero in regola con la Costituzione? Secondo il parere di un manipolo di giuristi, NO .
E poi il povero inascoltato On. Riccardo Nencini va avanti con la solita richiesta di fare qualcosa ma tutto alla buona, senza scomporsi.
Invece occorre organizzare una protesta vivace da parte dei cittadini, in primis dai giovani che sono stati inseriti nell’elenco dei candidati delegati al Congresso Nazionale per manifestare la loro voglia di libertà, di democrazia, di lotta al paternalismo ed al conformismo.
Iatesta, Orsitto e Valerio con la loro fantasia possono fare un gesto di protesta clamoroso senza però rinunciare alla designazione perché i noti "filoni" sono capaci di sostituirli immediatamente.
Potrebbero dichiarare la loro voglia di partecipare alla vita democratica del loro partito ma censurando questo modo di fare che Denis Verdini ha inventato per eludere il nodo del confronto democratico e della libertà nella scelta dei dirigenti di questo nuovo partito.
Questo gesto sarebbe un esempio per la nostra città dove assistiamo allo spettacolo di candidature a Sindaco di uomini senza partito o di partiti cosiddetti personali, alla Di Pietro. La democrazia per vivere ha bisogno di veri partiti democratici, di rispetto della Costituzione, insomma di educazione civica
Roberto Paolucci, Circolo Bettino Craxi