Da Roberto Paolucci riceviamo e pubblichiamo.
Leggo sulla stampa e sul web di candidature a Sindaco della nostra città con molto anticipo rispetto al ruolino di marcia.
Pensavo: i nostri cittadini stanno compiendo una riflessione sull’infausta consigliatura appena terminata; le forze politiche si riorganizzano, il commissario straordinario sta facendo la normale amministrazione che poi è il vero cruccio di una gran parte della cittadinanza e poi arriva Natale.
Tutti quanti penseranno, dico a me stesso, che sia giusto ed anche serio riparlarne dopo le festività, all’anno nuovo.
Ed invece…. Invece gli opinion maker di estrazione locale hanno dato già la stura a spericolati pronostici, alcuni puntando sul vecchio, vecchio, vecchio altri sul nuovo ma non vergine.
Questo grande anticipo è, a mio parere, un grosso errore.
Chi scrive è un cittadino che esprime la sua modestissima opinione e non vuole fare come fanno tanti sui blog che gridano a squarcia gola il loro dissenso, sbraitano o viceversa si sprofondano in umilianti adesioni.
L’ attività politica ha bisogno di seguire un iter regolare. La regolarità del suo svolgimento è una condizione fondamentale di rispetto per i militanti, per i simpatizzanti, per gli elettori.
In un partito vero e radicato sul territorio, nessuno mai pretenderebbe di imporsi come candidato sindaco senza sentire il parere dei membri del Comitato Direttivo, degli iscritti alla Sezione, dell’umore degli elettori, specialmente quando si vota con il metodo maggioritario sia pure a due turni.
Anche se nella realtà odierna i partiti contano niente o quasi niente perché i loro dirigenti locali tifano per la candidatura a chiamata dall’alto, è ancora più necessario, per non mettere a repentaglio l’esito della battaglia elettorale, di tastare il polso all’elettorato.
Il metodo più idoneo all’uopo è quello delle primarie.
Io insisto e chiedo ai giornali ed alle reti informative locali di sostenere la battaglia, che non è di pochi, per organizzare le primarie in un campo e nell’altro. Così soltanto il confronto politico sarà serio e maturo.
Le primarie sono utili a raggiungere questo obbiettivo di sereno confronto tra le parti in lotta elettorale. Gli schieramenti sarebbero più omogenei ed i candidati rappresenterebbero lucidamente e senza equivoci le diverse opzioni in campo.
Pensiamo invece, ma solo per un attimo, di avere numerosi candidati alla carica di Sindaco senza che essi abbiano avuto un’investitura democratica, a maggioranza. Essi andrebbero certamente sopra le righe nell’affrontare i problemi elettorali. Come si dice: tenteranno il tutto per tutto. Gridando e sbraitando come fanno certi uomini politici del nostro tempo o certi bloggisti, la battaglia elettorale diventerebbe tutto altro che rassicurante per i cittadini.
I danni ricadrebbero su questi ultimi perché si sa molti politici vincono perché gridano più forte di tutti.
Roberto Paolucci