E cosė, anche l'universitā ci ha salutato; la notizia č ormai di dominio pubblico. E' stata scritta la parola fine su quel magnifico sogno che aveva preso forma solo pochi anni fa nel severo edificio da sempre simbolo della cultura a Lucera, il Convitto "Bonghi". Neanche tanti i motivi che hanno portato al de profundis di una istituzione apparsa sempre troppo fragile, forse, mai totalmente capita dalla cittā che non si č mossa per metterla al sicuro e farla propria, limitandosi, attraverso i suoi amministratori, all'elargizione del contributo economico, tra l'altro giudicato, a torto o a ragione, inadeguato per la sua sopravvivenza dai responsabili accademici. Eppure, il Corso di laurea in Beni Culturali dell'Universitā di Foggia, Facoltā di Lettere e Filosofia, a Lucera, capitale culturale della Capitanata, aveva legittima cittadinanza, perchč parlava la stessa lingua del patrimonio storico-monumentale che il tempo ha sedimentato nelle piazze, nelle strade, in ogni angolo di questo luogo come da nessuna parte in provincia. E' una nuova sconfitta per la cittā che, distrattamente, ora si accorge di questo ulteriore passo indietro, per molti neanche tanto difficile da digerire. "Quando non ci sono i soldi, non puoi permetterti certi lussi", abbiamo sentito dire in giro sull'argomento. Lo sappiamo, l'aspetto economico č fondamentale in questi casi, perchč si tratta di un corso di laurea e non della chiusura di un asilo; anche a Cerignola, Manfredonia e San Severo, la situazione non č delle migliori, stando alle notizie che circolano in questi giorni, ma, almeno, da quelle parti se ne discute, ci si allarma prima di aprire la strada alla rassegnazione. Il nuovo rettore, il prof.Volpe, che č stato presidente del Corso in Beni Culturali, si sta consultando con i sindaci delle cittā che ospitano le sedi decentrate dell'ateneo foggiano, ovviamente, manca un rappresentante di palazzo Mozzagrugno, per fare un approfondito esame della situazione, alla luce del poco florido orizzonte verso cui muove il mondo dell'istruzione in Italia. Al di lā di tutto, a Lucera, la fine č arrivata in silenzio, tra l'indolenza; il potere politico-amministrativo ha solo preso atto dell'impossibilitā di andare avanti. Senza lanciare allarmi; senza nessun senso di colpa. |